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Buoni sconto: in Italia il “mercato delle newsletter” vale ben 11,8 miliardi di euro

Autore: Redazione


Da un sondaggio demoscopico condotto da BEM Research per conto di Newsletter2Go emerge come circa il 55% dei residenti in Italia abbia effettuato delle spese a fronte di un buono sconto ricevuto per email. Gli acquisti stimolati dalle newsletter possono raggiungere i 14,3 miliardi

Sotto la scure della crisi economica e gli strascichi del periodo di “austerity”, gli italiani hanno rivisto negli ultimi anni le abitudini di acquisto per quello che riguarda i beni primari. Secondo i dati Istat riferiti al 2016 - i più recenti disponibili - il 15% degli abitanti della Penisola non si può permettere il consumo di carne o pesce ogni due giorni, il 16,5% non ha le risorse per riscaldare adeguatamente la casa e il 46% non ha le risorse per concedersi una settimana di ferie nei 12 mesi. Cifre che crescono esponenzialmente nel Mezzogiorno, dove le tre voci crescono rispettivamente al 24%, al 30% e al 60%.

Il web e la ricerca dei “buoni d’acquisto”

La diffusione capillare dell’online ha però offerto un nuovo ventaglio di possibilità.  Un’indicazione al riguardo è ricavabile dalla tendenza di ricerca su Google.it di termini connessi con “buono acquisto”, come ad esempio “buono sconto”, “coupon” e “voucher”. In tutte le aree del Paese si osserva una netta crescita delle ricerche degli utenti che desiderano risparmiare nell’acquisto di prodotti o servizi di loro interesse. Il rapporto delle ricerche per la keyword “buono acquisto”, a livello Nazionale, tra il 2011 e il 2018 indica una crescita di circa il 250%, con un picco nel 2015, quando la percentuale ha sfiorato i 350 punti. La spinta maggiore arriva dal Mezzogiorno, dove le ricerche sono cresciute quasi del 450% nel 2015 per scendere fino al oltre il 300% nei primi 6 mesi dell’anno in corso.

Il ruolo delle newsletter

Oltre al motore di ricerca, un’altra via d’informazione sui buoni sconto è rappresentata dalle newsletter che BEM Research e Newsletter2Go hanno approfondito attraverso un’indagine demoscopica condotta su Google Consumer Surveys e conclusa nel maggio 2018. Il sondaggio ha riguardato un campione di 1000 utenti e le risposte sono state fornite tra il 25 e il 27 maggio 2018. Il 54,4% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti a fronte di un buono sconto ricevuto per email negli ultimi 3 mesi. Tra chi non ha comprato, ovvero il 45,6% dei soggetti, il 25,1% non ha trovato nulla di suo interesse, mentre solo il 20,6% degli intervistati ha dichiarato di non ricevere o di non essere interessato ad email promozionali.

Gli acquisti attraverso “sconti digitali”

Il 38,1% del campione ha risposto di aver effettuato 1 o 2 acquisti negli ultimi 3 mesi, l’11,4% dai 3 ai 5 acquisti, il 3,2% dalle 6 alle 10 volte e l’1,7% oltre 10 acquisti. In termini di importo medio della spesa effettuata, il 30,6% ha risposto meno di 50 euro, il 17,5% tra 50 e 99 euro, il 5,2% tra 100 e 499 euro e l’1,1% da 500 euro in poi. Ad effettuare acquisti 1 o 2 volte negli ultimi 3 mesi sono stati principalmente i soggetti di età compresa tra i 45 e i 54 anni, mentre le frequenze di acquisto 3-5 e 6-10 volte si concentrano di più sulla popolazione più giovane. La stima pro capite mensile sostenuta a fronte di un buono sconto ricevuto per email su base nazionale è pari a 23 euro, con il centro-sud che ne spende 26 e il nord che si ferma a 18.

Il mercato italiano delle newsletter

Sulla base dei dati della ricerca, nei 12 mesi il mercato delle newsletter è stimabile, intorno agli 11,8 miliardi di euro, pari all’1,1% dei consumi delle famiglie italiano. Il 62,7% di questo mercato è concentrato al centro-sud, dove con 7,4 miliardi i consumi effettuati a fronte delle newsletter ricevute rappresentano circa l’1,5% della spesa totale. Il restante 37,3%, pari a 4,4 miliardi di euro, è allocato nel nord dove rappresenta lo 0,8% dei consumi. E considerando che circa il 25% degli intervistati non ha effettuato acquisti perché non ha trovato nulla di interessante, evidenziando quindi una disponibilità ad effettuare acquisti nel caso in cui si dovesse presentare l’occasione, è possibile anche stimare la dimensione potenziale del mercato delle newsletter. Potenzialmente, il segmento potrà raggiungere un valore che si aggira intorno ai 14,3 miliardi di euro annui.

 
Lo studio completo

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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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