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Amazon cresce e nel 2018 supererà 4,5 miliardi di raccolta, secondo JP Morgan

Autore: Redazione


Tante le novità nel campo pubblicitario in arrivo per il colosso. Il commento a DailyNet di Marco Loguercio, founder e ceo dell’agenzia di search marketing FIND

Amazon potrebbe totalizzare una raccolta pubblicitaria superiore a 4,5 miliardi di dollari nel 2018, secondo le ultime stime di JP Morgan relative agli USA. Si tratta di una quota importante, come già detto lontana da quella di Facebook e Google, ma che grazie a dati, tassi di crescita elevati, investimenti, nuovi strumenti e una buona considerazione tra gli investitori, pone il colosso ecommerce in una posizione privilegiata. E di grande interesse per gli osservatori di Wall Street, molto attenti alle dinamiche di marketing, tanto lucrative per le altre due società citate.

Scala, dati e informazioni

A dare spazio alle stime della banca d’investimento è Business Insider Uk, secondo cui la scala di Amazon, così come i dati in suo possesso, potrebbero fare la differenza, avvicinando l’azienda di Jeff Bezos a colossi ben più grandi - naturalmente sotto il profilo pubblicitario -, quali appunto Facebook e Google. Con un netto vantaggio strategico: se il social conosce gli interessi e i comportamenti delle persone e il motore di ricerca rileva le intenzioni e le ricerche dei suoi utenti, Amazon sa quello che comprano.

Le opportunità del retail

In una nota gli analisti di JP Morgan fanno sapere che la società di Seattle è già a buon punto, grazie all’accesso a informazioni sui tantissimi acquirenti della sua piattaforma. A rappresentare l’opportunità più grande in termini di spesa è il settore retail. Negli Stati Uniti, infatti, Amazon ha assorbito solo il 10% della spesa advertising del retail nel 2017. E il mercato vale 6 miliardi di dollari solo in terra statunitense.

Un’ascesa rapidissima

Nei suoi bilanci, sottolinea l’articolo di Business Insider Uk, l’azienda non rivela l’entità della voce pubblicità , facendo confluire il business sotto la voce “Others”. Ma la sua crescita è davvero rapida e Amazon ha già superato Snapchat e Twitter, che secondo delle fresche stime a cura di eMarketer dovrebbero registrare una raccolta quasi paritetica negli Stati Uniti, attorno agli 1,1 miliardi di dollari. Per quanto riguarda Amazon, JP Morgan ha provato a quantificare le entrate advertising, ormai oltre il 50% del segmento “Others” e in ascesa di una media del 60% negli ultimi trimestri.

Margini elevati

Un’incursione del genere nel business pubblicitario significa anche produrre margini molto alti, in opposizione a quelli “bassi” dell’ecommerce. Il CAGR (Tasso medio di crescita annuale) dell’advertising di Amazon nel periodo 2017-2019 è atteso attorno al 55%, con ricavi di 6,6 miliardi di dollari per l’anno prossimo. E sempre nel 2019 il profitto netto dovrebbe aggirarsi sui 5 miliardi di dollari.

Gli investimenti

Gli orizzonti futuri paiono essere ancor più positivi, alla luce degli ingenti investimenti in cantiere. Amazon prevede di aprire un ufficio a New York con oltre 2.000 posti di lavoro dedicati all’advertising. Sul piano del prodotto ha costruito un’offerta di header bidding per i publisher, ha affinato le tecniche di profilazione e si è focalizzata sul search advertising.

Attualmente Amazon offre tre principali unità pubblicitarie: Sponsored Products, Headline Search Ads e Product Display Ads. Negli ultimi mesi ha anche avviato un’offerta programmatic dedicata a siti terzi, sulla scia, per capirci, di quanto Facebook Audience Network fa da tempo. E le ultime notizie parlano di un possibile debutto pubblicitario su Alexa.

Infine, va ricordata la considerazione che Amazon riveste tra le grandi agenzie media: secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, Publicis, WPP e Omnicom sono pronte ad aumentare la spesa sulla piattaforma da 500 a 800 milioni di dollari nel 2018.

Il commento di Marco Loguercio, founder e ceo dell’agenzia search FIND

Marco Loguercio, ceo e founder di FIND

La crescita di Amazon come protagonista anche del mondo dell’advertising non può che far piacere a quanti cercano anche altri canali pubblicitari da affiancare ai soliti noti Google e Facebook, soprattutto quando si vuole andare a spingere le vendite e chiudere così il cerchio. Certo, il percorso è ancora lungo e sicuramente ci sono tutta una serie di aspetti che ancora non soddisfano gli investitori pubblicitari: se da una parte l’offerta di Amazon fa gola per tutti i dati che ha in pancia sui comportamenti di acquisto, dall’altra molti giudicano la piattaforma ancora una sorta di “black box” e, soprattutto, non piace la reportistica ancora scarna che si ottiene dalle campagne. In un’epoca di “big data” la sensazione è che quindi Amazon non abbia interesse a condividere dati chiave sui comportamenti di acquisto. Cosa che secca quando si potrebbe e vorrebbe andare a fare analisi di dettaglio sull’andamento delle campagne, soprattutto in ottica di attribuzione e contribuzione. Anche il supporto, poi, non è ancora all’altezza di quello di Google, aspetto su cui ci vorrà ancora del tempo. Tornando alle potenzialità, queste sono notevoli: dati ricavati da nostre indagini evidenziano come, di fatto, anche in Italia Amazon sia un influentissimo strumento di ricerca per arrivare a informazioni chiave per scegliere e acquistare anche quando questo acquisto avviene sul territorio o su altri negozi online. In Italia il 77% dei consumatori online lo usa anche come strumento di ricerca, soprattutto per recensioni e prezzi, e il 50% di quanti acquistano prodotti online utilizza congiuntamente sia Google che Amazon dalla fase di discovery a quella di acquisto. Il livello di influenza delle informazioni trovate su Amazon, soprattutto delle recensioni, nell’orientare le scelte d’acquisto è molto alto. Quello che notiamo, nelle richieste di molti player del commercio elettronico, è il desiderio di riuscire a intercettare su Amazon possibili acquirenti ma portarli poi ad acquistare sulla propria piattaforma: per poter avere un controllo sull’esperienza di acquisto; per poter raccogliere dati comportamentali; e, soprattutto, per poter avere la “ownership” del cliente. Perché, se acquista il tuo prodotto su Amazon, alla fine è un cliente di Amazon, anche se hai investito tu per portarlo a comprare. 


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incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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