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ADS: in ottobre il Corsera è primo tra i quotidiani, QN leader in edicola

Autore: S Antonini


Calo generalizzato di copie per il comparto fatta eccezione per Il Sole 24 Ore e Avvenire; i settimanali confermano il trend di sofferenza, i mensili a settembre registrano incrementi

Il Corriere della Sera conferma ancora la propria leadership diffusionale sul fronte delle copie totali (274.840) con un calo dell’1,2% rispetto allo scorso settembre, secondo i dati ADS di ottobre 2018. Perde anche in edicola, dove si attesta a quota 185.648 copie con un calo del 5,2% circa sempre rispetto al mese precedente. Repubblica è il secondo quotidiano nazionale con 210.502 copie, il 2,1% in meno rispetto a settembre, e con 147.768 copie vendute in edicola in discesa del 3%. QN - Quotidiano Nazionale segue con 196.881 copie complessive, in calo del 3,5% rispetto al mese precedente; è invece leader in edicola con 188.644 copie, anch’esse in calo del 3,7%. In controtendenza Il Sole 24 Ore cresce invece del 4,3% circa e si colloca a quota 166.307 copie complessive, mentre in edicola ne diffonde 46.129 copie, anch’esse in crescita dell’1,5%. Positivo il trend anche per Avvenire con 117.492 copie complessive (+5,3%), di cui 21.423 vendute in edicola (+0,5%). La Gazzetta dello Sport diffonde 147.812 copie in totale ma ne perde quasi il 10% rispetto al mese prima; in edicola si attesta a quota 131.455, in calo del 10,3%. La Stampa diffonde complessivamente 146.872 copie (-2,6%), e 101.384 in edicola (-5,2); Il Messaggero chiude il mese a quota 96.491 (-1,2%) e 75.160 (-4,5%). Il Fatto Quotidiano diffonde 45.507 copie di cui 31.060 in edicola (rispettivamente -2,3% e -5,7%); La Verità 24.098 e 22.721 (-2,8% e -3%). Infine, Tuttosport e Corriere dello Sport chiudono rispettivamente a quota 47.063 e 71.719 (-6,3% e -5,6%) per quanto riguarda le copie complessive; a 42.630 e 66.625 in edicola (-8,4%; -7,6%)
I settimanali
Sorrisi e Canzoni Tv in cima al ranking dei settimanali a ottobre diffonde complessivamente 514.190 copie, in tenuta rispetto a settembre (+0,3% circa); Settimanale DiPiù ne diffonde 390.624 con un calo del 5,4% rispetto a settembre. IO Donna è il primo dei femminili con 279.554 copie (-2,7%), seguito a ruota da Vanity Fair con 275.929 copie (-4%). Oggi, Gente e Famiglia Cristiana si collocano rispettivamente a quota 262.796, 238.227 e 237.973 copie con andamenti in calo per le prime due testate (-4,5, -0,8) e di sostanziale tenuta (-0,2). L’Espresso diffonde 236.106 copie (-2%), mentre Panorama gestione Mondadori, prima del passaggio a La Verità Srl di Maurizio Belpietro, ne fa 136.068 (-2,9%).
I mensili
Per quanto riguarda i dati di settembre 2018 relativi ai mensili, il leader in Italia è Altroconsumo Inchieste con 347.159 copie diffuse complessivamente. Al Volante segue al secondo posto con 319.191 copie con una crescita del 21,4% rispetto ad agosto; al terzo si colloca Focus con 298.310 copie, in aumento del 5,6%. 50 & Più il valore dell’esperienza si colloca al quarto posto con 287.813 copie mentre Quattroruote è quinto con 287.813 copie (+33,9%). A settembre, il sesto mensile più diffuso è Elle con 190.843 copie (-2%). ADS QUOTIDIANI OTTOBRE 2018 ADS SETTIMANALI 2018 OTTOBRE ADS MENSILI 2018 SETTEMBRE  

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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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spot

Autore: Redazione - 26/03/2019


The Brexit Bunker

Eric Cantona, il Kung Fu, Theresa May e Boris Johnson. Tutto è possibile nell'ultimo spot firmato da Officer & Gentleman per Paddy Power

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 26/03/2019


GroupM Business Intelligence: nel 2018 crescita organica a +2,1% per le holding mondiali

La unit Business Intelligence di GroupM ha rilasciato un nuovo studio in cui inquadra l'andamento e le tendenze della industry pubblicitaria internazionale. Secondo l’analisi, il trend della crescita organica delle principali holding ha subito un rallentamento negli ultimi anni, attestandosi al +2,1% nel 2018, un dato comunque migliorativo rispetto all’anno precedente (+1%). Ma in ogni caso inferiore in confronto ad anni come il 2014 e il 2015 dove il dato si aggirava intorno al +4%. In questo contesto Brian Wieser, Global President-Business Intelligence, giudica il mondo delle agenzie in buona salute, in particolare in relazione al fatto che le grandi aziende spender, su tutte quelle del FMCG, hanno già abbassato i loro budget e l'ipotesi più plausibile, affinché non perdano quote rilevanti di mercato, è che mantengano o aumentino gli attuali livelli di investimento. "A Basis For Optimism", questo il titolo del report, sottolinea anche la capacità della nostra industry di reinventarsi grazie allo spirito imprenditoriale che la permea. "Se l'industria è definita in modo sufficientemente ampio, i suoi sforzi per fornire un valore aggiunto ai professionisti del marketing dovrebbero rappresentare una solida base per un maggiore ottimismo”, ha concluso Wieser.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 26/03/2019


Zenith abbassa le stime di crescita della spesa pubblicitaria in Italia nel 2019 dall’1,7% allo 0,9%

Secondo l’ultimo Advertising Expenditure Forecasts pubblicato da Zenith sarà la pubblicità online, superando tutte le aspettative, a trainare la crescita della spesa pubblicitaria globale con un aumento del 4,7%, più alto rispetto al +4% delle previsioni di dicembre 2018. La crescita annua si manterrà costante fino al 2021 con un +4,6% (percentuale maggiore rispetto a quella comunicata nel precedente report: +4,2% nel 2020 e +4,1% nel 2021). I dati dello scorso anno mostrano una crescita del 16% della pubblicità su internet, quattro punti in più rispetto a quanto preventivato; un aumento che ha portato alla modifica della spesa in termini di dollari passando dai 231 miliardi stimati nel 2018 ai 246 miliardi effettivi. Gli aggiornamenti apportati alle previsioni portano, quindi, Zenith a stimare per i prossimi anni una crescita più rapida di quanto calcolato nel precedente Forecast: un +10% per anno fino al 2021 invece di un +9%. Internet raggiungerà, così, 329 miliardi di dollari nel 2021 e rappresenterà il 49% della spesa globale in adv. Questa crescita è guidata dall’utilizzo combinato di online video e social media che aumenteranno la spesa, rispettivamente, del 19% e del 14% fino al 2021. La pubblicità display nel suo insieme (video, social e banner) aumenterà del 13% all’anno, mentre la paid search e la classified sono in leggera diminuzione con una crescita media annuale del 7%. Gli Stati Uniti guidano la crescita globale I mercati per i quali Zenith ha previsto una maggiore crescita nel precedente Forecast dedicato all’online sono Stati Uniti, Russia e Francia. Per tutti e tre i Paesi sono state riviste le previsioni per il 2019: gli Stati Uniti passano da un +2,9% a un +5%, la Russia da un +7,1% a un +8,2% mentre la Francia da un +3,7% a un +4,7%. Rappresentando il 37% della spesa pubblicitaria globale, l’aggiornamento apportato ai dati degli Stati Uniti implica importanti effetti sul totale degli investimenti. È previsto, quindi, che, aggiungendo 32 miliardi di dollari al mercato, gli Stati Uniti diventino il più grande player per la crescita degli investimenti globali tra il 2018 e il 2021. La Cina sarà al secondo posto, con 16 miliardi di dollari in più e l’India al terzo (5 miliardi di dollari in più). Le piccole imprese Gran parte della crescita della pubblicità su internet, e del mercato pubblicitario nel suo complesso, proviene, oggi, dalle piccole imprese (ad esempio, negozi e ristoranti). Per la prima volta, Google e Facebook hanno aperto il mercato pubblicitario a questi player, offrendo loro semplici strumenti self-service (per la realizzazione degli annunci, gestione delle campagne, geolocalizzazione dei messaggi e creazione dei target) che aiutano i piccoli brand a raggiungere il loro target di riferimento. La crescita della pubblicità delle piccole imprese riflette l’importanza che queste hanno per l’economia: nella maggior parte dei Paesi, infatti, sono proprio queste ad alimentare l’occupazione e il Pil interno. Per queste aziende utilizzare i mass media per aumentare la propria brand awareness, targetizzando non solo per interessi ma anche a livello geografico, sarebbe troppo dispendioso. I digital brand challengers Allo stesso tempo, i digital brand challengers utilizzano la tecnologia per trasformare ogni categoria, utilizzando capitali di rischio - nuovi fondi per il mercato pubblicitario - per finanziare campagne digitali con focus sull’awareness. Questi brand cercano modelli di pubblicità scalabili capaci di conquistare nuovi clienti e quote di mercato, attraverso strategie di costruzione dell’awareness differenti da quelle attivabili con i media tradizionali. I video pubblicati sui social combinano una reach ampia a un targeting di precisione e un alto impatto creativo, ma l’attenzione che l’utente dedica a questo tipo di pubblicità è molto bassa, con un tempo dedicato intorno a un paio di secondi. I brand devono, quindi, riuscire ad aumentare la propria awareness attraverso la ripetizione di questi brevi video e utilizzando la personalizzazione del messaggio per catturare e mantenere l’attenzione dell’utente. I digital brand challenger non utilizzano solo la pubblicità in formato digitale ma si stanno affermando come inserzionisti anche sui media offline, in particolar modo per i mezzi tv e out of home. La spesa di questi brand sta infatti sostenendo la pubblicità televisiva globale, che si dimostra abbastanza stabile nonostante la rapida diminuzione della visione lineare in mercati chiave come quello statunitense e cinese. La pubblicità in tv crescerà dello 0,7% all’anno fino al 2021. L’out of home, il mezzo “tradizionale” con la crescita pubblicitaria più rapida, aumenterà di 4,4 miliardi tra il 2018 e il 2021. Un dato più alto rispetto ai 3,7 miliardi previsti per la televisione. L’out of home sta ancora beneficiando della diffusione degli schermi digitali e del programmatic, che consentono una maggiore efficacia ed efficienza nella pianificazione. La pubblicità sulla carta stampata continua a calare: tra il 2018 e il 2021 è prevista, infatti, una diminuzione di 5 miliardi di dollari per i magazine e di 6,3 miliardi per i quotidiani. Tra il 2013 e il 2018 la share of spending globale congiunta dei due mezzi stampa è scesa dal 24% al 13% e calerà al 9% entro il 2021. Focus sull’Italia L’economia italiana si è contratta nella seconda metà del 2018, ma per il prossimo anno Zenith prevede una crescita complessiva del 1,2%. L’inflazione rimarrà stabile mentre il livello di disoccupazione, che è in aumento dalla crisi finanziaria globale, si è stabilizzato al 10,5%. Nonostante il clima di incertezza economica, la fiducia dei consumatori è aumentata, passando da 110,3 nel 2017 a 115,6 nel 2018, mentre quella delle aziende è in diminuzione (106,7 nel 2018 vs 108,3 nel 2017). Secondo le stime il mercato pubblicitario italiano, quest’anno, avrà una crescita dello 0,9%, al ribasso rispetto all’1,7% ipotizzato a dicembre. Nel 2019, la mancanza di eventi sportivi importanti dovrebbe far diminuire la spesa pubblicitaria in tv di circa lo 0,2%. Lo scorso anno, tuttavia, lo scenario televisivo ha visto la nascita di diversi accordi, internazionali e locali, tra emittenti tv e produttori e distributori di contenuti. Sky e Netflix hanno stretto una partnership che prevede la visualizzazione dei contenuti di Netflix sulla piattaforma di Sky attraverso il nuovo decoder SkyQ. Un altro storico accordo sui contenuti è quello stipulato tra Sky e Mediaset: dall’autunno scorso, per gli abbonati della pay tv satellitare sono, infatti, disponibili i programmi trasmessi da nove canali di Mediaset Premium, mentre Sky ha lanciato un’offerta dedicata ai clienti del digitale terrestre. Rai Pubblicità e Amazon, infine, hanno siglato un accordo che prevede la distribuzione di serie tv e produzioni italiane di Rai sulla piattaforma Amazon Prime Video. Per quanto riguarda la radio, dopo una performance positiva nel 2018, +5,5%, continuerà a crescere nel 2019 con un +2%. Anche il digital dovrebbe mantenere il trend positivo (+5,8% nel 2019), spinto dall’online video e dai social. In ambito digitale non si arresta, inoltre, la crescita della reach mensile di internet che, a dicembre 2018, conquista 2,5 milioni di utenti unici (71% di copertura mensile), grazie alle connessioni mobile. Il mondo della carta stampata sarà, invece, in calo, con un -8% per i magazine e -7,7% per i quotidiani. Infine, chiusura anno con segno positivo sia per il cinema sia per l’outdoor (entrambi a +1% nel 2019 vs. 2018). Il 2 luglio 2018 il Governo ha approvato il “Decreto Dignità” che a partire da quest’anno blocca la pubblicità di qualsiasi tipo per i giochi d’azzardo; e la direttiva influenzerà negativamente la spesa in adv italiana nel 2019 e 2020.

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dati e ricerche

Autore: Redazione - 25/03/2019


Agenti immobiliari: da nord a sud una professione in cloud, sempre più social

RE/MAX Italia continua ad analizzare trend e competenze del settore con una nuova survey sulla digitalizzazione dell'agente immobiliare. E porta in Italia l’evento di formazione Speaker Tour 2019 per imparare, da 3 guru d’oltreoceano, ad attrarre contatti attraverso i video. Il nuovo agente immobiliare Un agente immobiliare così non si era mai visto. Digitale e collaborativo, conserva i dati in cloud (67%), spende nell'advertising di Facebook (50,5%), guarda ancora con sospetto a quello di Google (71,3%) e conserva la fiducia verso i portali di annunci immobiliari (85,1). L’indagine "La digitalizzazione dell'agente immobiliare", svolta da RE/MAX Italia, ha coinvolto un panel di 558 consulenti immobiliari in tutta la penisola. Le risposte ai 19 quesiti ci raccontano la storia di un professionista diventato social addicted e che predilige Facebook (33,1) e Linkedin (23,6%) a Twitter (9,4%) e Youtube (11,2%). Sul tema della comunicazione c'è spazio di crescita: il 15,9% dichiara di gestire un blog personale ed il 60,9% non utilizza ancora i video per fare personal brand. Ed è proprio per migliorare la loro personal branding sono sempre di più i professionisti del settore che seguono corsi di formazione e workshop di aggiornamento dedicati ai social media e volti a incrementare il numero di contatti e far crescere il volume d’affari. Video, app e… estetica I video sono la chiave per creare un coinvolgimento autentico sui social, attraverso i video un professionista parla di sé, si fa conoscere e costruisce con i suoi follower giorno dopo giorno, video dopo video, un legame. L’indagine condotta da RE/MAX ha anche osservato come gli agenti immobiliari si approcciano oggi alla collaborazione e al networking, e lo fanno attraverso l’utilizzo di MLS (multiple listing service) e grazie a forme di comunicazione alternative come il telefono (26,7%) e l'email (24,3%), fino alla messaggistica di WhatsApp (19,2%). Il porta a porta (21,7%), come fonte di acquisizione immobiliare, lascia spazio a risorse online (67,5%) e tools specifici (App active finder). Ovviamente l’occhio vuole la sua parte. Secondo il report ci sono buone notizie sul fronte della presentazione degli immobili con numeri in crescita legati all'utilizzo di tecnologia per la realizzazione di planimetrie 2D/3D (47,5%) e virtual tour 360° (35,8%). Un evento di formazione Per questo, lunedì 1 aprile RE/MAX porterà in Italia, allo Spazio MIL, lo Speaker Tour 2019 – Supercharge your success, evento di formazione dedicato all’utilizzo di video sui social network, applicati al settore real estate. Speakers Tour 2019 – Supercharge your success è l’occasione per agenti immobiliari e operatori del settore per ascoltare e soprattutto imparare da alcuni dei maggiori esperti di marketing online e social media applicati al settore immobiliare. Tre guru Grazie a Taylor Conroy, Nathan Dart e Jesse Peters, tre coach internazionali, tre relatori provenienti da background così eterogenei che metteranno a disposizione della platea le più diverse expertise, gli ingredienti perfetti per centrare l’obiettivo, i partecipanti potranno affinare le migliori tecniche per attrarre la futura generazione di clienti ed imparare come costruire una mentalità orientata al cliente, trasformando i contatti online in risultati concreti.

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