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Google lancia le "Auto Ads" per AdSense: al posizionamento e alla monetizzazione ci pensa l'AI

Autore: Redazione


La nuova unit pubblicitaria sfrutterà maggiormente il machine learning per offrire una soluzione più economica e ancor più automatizzata

di Anna Maria Ciardullo
Google ha svelato una nuova unit pubblicitaria per AdSense che sfrutterà un maggior uso dell'intelligenza artificiale nel suo business allo scopo di attrarre più editori che vorrebbero aumentare le proprie attività pubblicitarie, ma non hanno il tempo o le risorse per farlo.
Debuttano le “Auto Ads”
Il nuovo strumento, pensato per semplificare la vita dei publisher, si chiama "Auto Ads" e utilizza il machine learning per "leggere" una pagina e rilevare quali annunci sono più idonei per quest'ultima, in che posizione e quanti inserirne. Le Auto Ads si possono attivare facilmente, è sufficiente copiare una singola riga di codice sulla pagina. Il servizio è stato già distribuito in una versione beta limitata, intorno ad aprile 2017, e da ieri è disponibile per tutti. Google ha dichiarato che "gli editori che hanno partecipato al test hanno visto un aumento medio dei ricavi del 10% con aumenti di revenue che vanno dal 5 al 15%".
Fiducia nel machine learning
Il servizio AdSense è già concepito con un discreto grado di automazione del servizio. Il prodotto è utilizzato da decine di milioni di editori web per inserire gli annunci (banner e altre unità) selezionati da Google sulla base di una scansione della pagina che indica quale annuncio potrebbe essere più rilevante. Esso rappresenta già una proporzione significativa di ricavi pubblicitari per la società madre Alphabet, circa 27 miliardi di dollari sui 32 miliardi di ricavi registrati nel trimestre più recente. Il machine learning, dunque, con la nuova unit, non sarà applicato solo per capire dove sarà visualizzato un annuncio, ma è anche utilizzato per integrare gli analitycs, per capire la perfomance di un annuncio e "insegnare" al sistema come e quante volte inserire gli annunci in futuro.
Criticità
Quest’ultimo punto, tuttavia, è risultato anche il più critico durante i test. Alcuni publisher hanno lamentato la mancanza di controllo sul numero di annunci da servire che, in alcuni casi, pare abbiano affollato le pagine, rivelandosi controproducenti in termini di user experience. Il successo del tool potrebbe dipendere anche dal livello di controllo che i publisher potranno avere, ad esempio, attraverso delle impostazioni per introdurre dei limiti nel numero di annunci da servire per pagina.
Controllo VS convenienza
Nondimeno le preoccupazioni sulla brand safety, che hanno già messo in cattiva luce AdSense di recente, potrebbero crescere in relazione all’aumento dell’automazione rispetto all’intervento umano. Google non ha ancora fornito la sua opinione su tali criticità. Per ora, l'obiettivo di Big G sembra essere quello di lanciare questa nuova soluzione e valutare se l’entusiasmo per la convenienza del servizio sia sufficiente per placare le preoccupazioni degli editori.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 09/06/2021


“The Spoon”: Francesco Totti fa “il cucchiaio” agli ex campioni olandesi

Francesco Totti, autore del celebre “cucchiaio” agli Europei 2000 che fece vincere l’Italia contro la nazionale olandese, ha raggiunto ad Amsterdam i rivali del famoso match per scusarsi. O forse no. È questo il cuore di "The Spoon", un’iniziativa tutta italiana firmata Heineken, che ancora una volta ha presentato un tema importante come la sana rivalità, nel classico stile del brand: con divertimento, positività e quel pizzico di ironia che non può mancare in nessuna competizione che si rispetti. Nelle stories di Instagram si può seguire tutta la narrazione che si svolge in due nazioni e coinvolge talenti del calcio internazionale come Clarence Seedorf, Ronald De Boer e Giovanni Van Bronckhorst, tutti scherzosamente presi in giro dal “Capitano”, intenzionato a volare ad Amsterdam per riappacificarsi di persona. Ma Totti farà di testa sua, scusandosi, non con i famosi calciatori, ma con omonimi che col calcio hanno poco a che fare: un fiorista, una guida turistica e un olandese doc saranno presi per strada e riceveranno delle scuse inaspettate. A costringere il “Capitano” a riappacificarsi davvero con gli olandesi ci penserà un ospite d’eccezione: Heineken, che inviterà i talenti del calcio a riunirsi davanti a una birra. Anche questa volta però Totti farà a modo suo. La storia si conclude, infatti, con un brindisi dove il Capitano chiede al barista un apribottiglie, ma non uno qualunque, un cucchiaio...Proprio da questo gesto, il 10 giugno, partirà la Challenge #colcucchiaio, dove Totti sfiderà tutti i suoi follower ad aprire una Heineken col cucchiaio. Il nuovo video “The Spoon”, il cui progetto creativo porta la firma di Publicis Italia, è un’attività esclusiva pensata e sviluppata da Heineken Italia e sponsorizzata sul mercato di riferimento. "The Spoon" fa parte della campagna global “Enjoy the Rivalry”.

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