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Nasce Cheerleaders & Mascotte, che porta anche in Italia la spettacolarizzazione USA dello sport

Autore: Redazione


Obiettivo è migliorare l’esperienza dello spettatore live e nello stesso tempo creare un nuovo media. Stefano Cocconcelli è il fondatore della nuova struttura

Da oggi la spettacolarizzazione USA dello sport arriva anche in Italia con un progetto pronto a sbarcare in tutta Europa. Stefano Cocconcelli, innovatore e imprenditore nel mondo della comunicazione, ha deciso, infatti, di creare Cheerleaders & Mascotte e di lanciare una nuova sfida che ha come obiettivo quello di organizzare per le squadre sportive italiane un vasto insieme di attività di contorno che aiutino a riportare negli stadi e nei palazzetti sportivi un grande numero di spettatori, in qualsiasi sport, facendo leva su iniziative volte a migliorare l’esperienza dello spettatore live, e nello stesso tempo ha l’obiettivo di creare un nuovo media. L’obiettivo del progetto “L’obiettivo di questo progetto”, racconta il Direttore Marketing, Massimo Lanza, “è la trasformazione della giornata allo stadio da semplice evento sportivo a una completa esperienza sportiva generando un incremento degli introiti derivanti non solo dal maggior numero di biglietti venduti ma anche da quelli derivati dal merchandising e dalle attività extrasportive, consentendo inoltre di approcciare (coinvolgendo target più differenziati) nuovi sponsor ed offrendo loro maggiori opportunità di visibilità ed engagement”. “In Italia, le tifoserie estreme e il ridotto rapporto tra costo dei biglietti ed effettivi servizi ricevuti”, spiega Stefano Cocconcelli, Head Chief del servizio, “hanno ridotto la fruizione live dello sport favorendo quella televisiva e allontanando specialmente le famiglie, e in particolare il pubblico femminile dagli spalti, contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti dove gli impianti sportivi sono sempre più capienti per fare fronte a un numero di richieste in costante crescita. Lo scopo di Cheeleaders e Mascotte è proprio quello di riportare un sentiment positivo verso l’esperienza live dello sport incrementando le occasioni di intrattenimento”. I servizi offerti Per ottenere i risultati dichiarati non ci si può affidare ad un’unica iniziativa ma occorre creare un insieme di attività di appeal su nuovi target, coerenti con l’evento sportivo, omogenee e allo stesso tempo veicolatrici di valori specifici; per questa ragione i servizi proposti da Cheerleaders & Mascotte sono molteplici e variegati. Si parte ovviamente dalle Cheerleaders, che sono molto più di un semplice contorno coreografico per un evento sportivo, esse rappresentano la faccia più pulita e spensierata della tifoseria. Le loro coreografie e acrobazie, andando a riempire i tempi inattivi della partita, sono un ideale filo di congiunzione tra le varie fasi del match rendendo così più piacevole l’evento anche a quella fascia di pubblico più sensibile alle attività di entarteinment come donne e bambini. Ad esse si affiancano le Mascottes (spesso sfrontate ed irriverenti, ed abilissime nell’intrattenere il pubblico, soprattutto dei tifosi più giovani), le Marching Bands (con il loro straordinario impatto scenico), i cori (fondamentali nel creare una atmosfera gradevole tra i tifosi e rafforzare i legami con la squadra), le Halftime Challenges (in grado di creare una reale interazione con il pubblico) e tante altre appassionanti  attività di contorno.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 16/09/2019


Big pants got back con sloggi

In occasione del suo 40esimo compleanno, sloggi rompe ogni schema e festeggia lanciando una nuova campagna esplosiva. Ingredienti principali: una nonna divertente e anticonformista, sensazionali mosse di hip-hop e una crew di ballerini e influencer provenienti da tutto il mondo. Hip Hop Style Un video ispirato all’estetica e allo stile di Missy Elliot in “Gossip Folks”, con grandi sfondi colorati e coreografie piene di energie e vivacità. Il sound, i passi di danza e i modelli sloggi attraversano le generazioni trasmettendo i valori tipici del brand, che da sempre lo rendono un connubio perfetto tra comodità, originalità e divertimento. La musica che fa da sottofondo al videoclip non è altro che la famosissima «Baby got back» di Sir Mix a lot: per l’occasione, sloggi ha completamente riscritto i testi che diventano così un vivace omaggio ai suoi BIG Pants. Peter Lee Scott Grazie alle prestazioni energetiche della nonna e all’audace trattamento estetico, questo Panty Rap diventa una celebrazione senza tempo dell’immaginario del brand. Un Heritage di cui sloggi va fiero e che sta fortemente tornando alla ribalta. Per la realizzazione del video sloggi si è affidata a Peter Lee Scott, regista di fama internazionale conosciuto per i suoi lavori con brand come adidas, Uber e Puma.

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Autore: Redazione - 15/09/2019


Nielsen aggiungerà l’audience Out Of Home alle misurazioni tv entro il 2020

Le reti televisive - in particolare le reti di informazione e le reti sportive - hanno sollecitato il cambiamento per anni, al fine di poter includere gli spettatori dell’Out of Home nei conteggi del pubblico su cui si basano i loro CPM pubblicitari e le trattative di acquisto degli spazi televisivi. Sulla base di test effettuati fino ad oggi, le reti sportive, ad esempio, possono registrare un incremento medio dell'11% del pubblico totale quando il pubblico OOH viene integrato, e le reti news un aumento di circa il 7%. Determinata a includere l'OOH nei suoi numeri di pubblico, ad esempio, la CNBC di NBCUniversal ha smesso di usare Nielsen per la misurazione del pubblico della sua programmazione diurna alla fine del 2015, rivolgendosi invece alla società di ricerca Cogent Reports. Nielsen ha lavorato per un decennio sulla misurazione out-of-home e testando. Dal 2008, offre un servizio di misura "stand-alone" per la visione OOH in alcuni dei principali mercati. ESPN, Fox Sports e CNN e Turner Sports sono tra le reti che hanno utilizzato l'offerta. Nielsen aveva già dichiarato la sua intenzione di iniziare a contare il pubblico OOH nei mercati locali a partire dal mese prossimo, ma che questo non avrebbe influenzato le valutazioni nazionali, secondo Sports Business Journal. Le reti sperano che l'aumento dell'audience totale derivante dall'integrazione dell'out-of-home nei rating di Nielsen contribuirà a ridurre alcune delle tensioni nel processo di acquisto.

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Autore: Redazione - 12/09/2019


Comscore emerge dalla ristrutturazione con un focus particolare sulla connected TV

Comscore ha annunciato ieri di aver esteso la sua soluzione di targeting dell’audience per includere anche la TV connessa (CTV). La company sta ora concedendo in licenza i suoi dati attraverso Adobe Audience Manager, Oracle Data Cloud e Google Display e Video 360, che gli inserzionisti possono quindi utilizzare il pubblico target in CTV. "Stiamo cercando di fare progressi nella misurazione del video su tutte le piattaforme", ha detto David Algranati, Chief Product Officer di Comscore, che è stato nominato capo prodotto di Comscore a maggio. Algranati ricopre ora un ruolo chiave all'interno di Comscore, supervisionando quattro delle cinque nuove unità di business create all'interno dell'azienda: cross-platform, activation, digital e custom. La quinta divisione è il cinema, che supervisiona Dale Fuller, Amministratore Delegato ad interim. Offerta completa Comscore offre già i suoi dati demografici per un pubblico specifico della TV tradizionale, digitale e mobile, ma i recenti spostamenti di prodotto dell'azienda attraverso le sue unità di business sono stati focalizzati sulla televisione avanzata per completare l'offerta cross-platform. L’azienda aveva annunciato una novità relativa alla offerta cross-platform anche il 14 agosto, concludendo un accordo con Xandr per essere il fornitore di misurazioni del suo consorzio di addressable tv, che include DirecTV, Altice e Frontier. Rachel Gantz, General Manager of activation, ha spiegato che incorporare la CTV nel mix, permette a Comscore di posizionarsi meglio all'interno di questo ecosistema multipiattaforma "perché è proprio lì che il mercato sta cambiando". Superamento dell’IP Nello specifico, Comscore basa il suo pubblico della CTV sullo standard IFA (Identifier for Advertisers) dello IAB Tech Lab, essenzialmente un device ID, e non sugli indirizzi IP domestici. Gantz ha definito l'allontanamento della corrispondenza del pubblico dagli indirizzi IP una vittoria sulla privacy, in quanto permette ai consumatori di scegliere di non seguire gli annunci. Ma scollegarsi dall'indirizzo IP potrebbe minare la capacità di attribuire quei dati ad una particolare famiglia. Per esempio, se una casa ha più tv connesse con sistemi operativi diversi, gli inserzionisti possono avere difficoltà a collegare i punti, poiché non hanno le informazioni sull'indirizzo IP che legherebbero tutto insieme, unificando la famiglia. Misurazioni e conformità Comscore si sta ristrutturando per rispondere a un mercato "in evoluzione", ed è quindi focalizzato sull'innovazione in un mondo multipiattaforma cross-mediatico e sta, al contempo, reagendo anche al cambiamento degli standard di misurazione. Il Media Rating Council (MRC) ha risposto all'aumento dei dispositivi collegati e alla frammentazione del consumo di contenuti il 4 settembre, quando ha rilasciato la versione definitiva del suo standard di misurazione dell'audience cross-media. Al centro dello standard MRC c'è la ponderazione della durata, un tentativo di contare le impressions in modo equo tra i media, considerando la lunghezza di un annuncio. Quindi, se qualcuno ha guardato tre secondi di un annuncio di 30 secondi, l'MRC dice che non dovrebbe contare come guardare tre secondi di un annuncio di 15 secondi o di un annuncio di sei secondi. Il problema è che il Campaign Ratings di Comscore - il suo prodotto di misura olistico e multipiattaforma - non è attualmente conforme alla ponderazione della durata. Il Media Rating Council, comunque, non renderà tale elemento un requisito fondamentale fino al gennaio 2021. Algranati ha detto che Comscore non ha ancora una timeline su quando il prodotto sarà conforme agli standard dell'MRC, ma è sicuro che includerà la ponderazione della durata entro la data limite. L’azienda, infatti, sta testando il Campaign Ratings dal settembre 2018. Alcuni clienti sono fuori modalità di test, ma Comscore non ha ancora completamente finito roll out. Prima Comscore completerà la compliance del Campaign Ratings, meglio sarà per l'azienda, che prevede di ottenere un cashflow positivo entro la fine dell'anno. Naturalmente, anche l'unità di attivazione dati di Comscore, che ora include le CTV, trarrebbe beneficio da uno strumento di misura completo.

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Autore: F Lattanzio - 11/09/2019


Teads Converge 2019: la nuova vision unisce media, creatività e dati

La convergenza è la nuova dimensione ideologica che seguirà Teads nei prossimi mesi. In un evento dal chiaro richiamo a questa idea, Teads Converge, il managing director per l’Italia Dario Caiazzo ha spiegato tra le bianchissime casette di Mykonos che gli elementi che confluiranno nella vision saranno «inventory, creatività e il mondo dei dati. I tre fattori avranno poi un denominatore comune, l’AI, che metterà insieme questi silos». Ognuno di questi rappresenta un asset alla base del business della società: il primo offre una reach di 1,5 miliardi di utenti unici mensili raccolta dai siti premium del suo network internazionale, il secondo è presidiato dalla unit Teads Studio e le tecnologie di ottimizzazione delle creatività e di testing al suo interno, l’ultimo comprende Audience Solutions, uno strumento capace di costruire segmenti su misura, brand personas e audience di prima parte. «Quando parliamo di Convergence, intendiamo la convergenza di tecnologia, media, creatività e dati. Con alla base il nostro cuore, che sono i formati e i nostri publisher, grazie a cui possiamo erogare in contesti premium i prodotti di questa convergenza», aggiunge Caiazzo. Utenti, fiducia e attenzione L’obiettivo del Teads-pensiero è aumentare l’engagement degli utenti verso i messaggi dei brand, e per farlo, continua il managing director, bisogna lavorare su due driver: fiducia e attenzione. Per fiducia si intende quella che gli utenti ripongono in un brand, e la sua importanza è evidenziata dalle ricerche. «L’81% dei consumatori si basa su questo per i suoi acquisti. Inoltre, le persone vogliono mantenere il controllo su ciò che accade sui device, e per questo è necessario essere chiari nei loro confronti e in alcuni casi protettivi. Secondo la ricerca Edelman Trust Barometer 2018, il 71% dei consumatori hanno indicato i brand come i soggetti più indicati per fare pressioni sui social media affinché si impegnino a gestire meglio la questione dei dati e della loro sicurezza, il 70% si rivolge ai brand per dare impulso al contrasto delle fake news e il 47% crede che i punti di vista espressi dai marchi su questioni laterali rispetto a marketing e advertising siano un indicatore dei valori dei brand stessi». Il Clean Advertising di Teads lavora già in questa direzione, proponendo contesti di qualità che fanno da contraltare ai difficili ambienti social, che devono fare i conti con gli UGC e per loro stessa ammissione non riescono a garantire una brand safety assoluta. L’attenzione è materia altrettanto ostica. «Solo un quinto delle ads in-view sono davvero viste, solo il 16% delle inserzioni mobile raccolgono l’attenzione per più di 1 secondo e due terzi delle ads su smartphone sono viste per almeno 0,4 secondi. Questo perché le creatività e i formati possono seguire due dinamiche: forzare l’attenzione dell’utente, direzionandola sul contenuto pubblicitario, oppure stimolarne l’attenzione, invogliando l’utente a interessarsi della creatività, senza costrizioni. In questo secondo caso l’utente sarà in controllo della situazione e più propenso a farsi coinvolgere». Le campagne che seguono questa strategia, dunque, raggiungono risultati migliori. Teads e la performance Partita dalla parte alta del funnel, Teads ha allargato le sue competenze alla consideration e alla action, fino ad arrivare alla brandformance”, ovvero campagne di branding con metriche a performance. Ma questo ancora non basta: «Già oggi, rispetto a un anno fa, abbiamo registrato una crescita importante sulla parte media del funnel che ci permette ora di iniziare a lavorare sulla parte più bassa. Il percorso verso la performance passerà dallo sviluppo, in corso, di un algoritmo adatto e dei pixel necessari. L’obiettivo è quello di proporre un’offerta a performance più completa nel periodo che va dalla fine di quest’anno all’inizio del 2020. Uno step, questo, che ci permetterà di essere valutati sull’azione finale compiuta dall’utente», spiega Caiazzo. Queste novità saranno anticipate da alcuni aggiornamenti relativi all’ottimizzazione delle metriche relative a visite incrementali e leads – attese anch’esse per il Q4 – e seguono l’annuncio della partnership con Moat dello scorso luglio, che aggiunge una certificazione di terza parte alla viewability delle impression disponibili sulla piattaforma Ad Manager: «La partnership con Moat offre ai clienti di Teads Ad Manager la possibilità di acquistare impression con viewability garantita, certificata dalla stessa Moat. Questo significa avere a disposizione uno strumento capace di ottimizzare al massimo gli investimenti, evitando così le dispersioni su spazi non viewable, con la garanzia data dalla certificazione di uno dei leader del settore», conclude Caiazzo.  

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