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Le imprese italiane sono pronte all’Internet of Things? Risponde The Innovation Group

Autore: Redazione


Una ricerca, basata su un campione di 295 aziende italiane, evidenzia le difficoltà delle imprese nazionali nel rapportarsi all’argomento

The Innovation Group ha pubblicato la ricerca “Internet of Things: sono pronte le imprese italiane?”, in cui analizza il livello di conoscenza e di diffusione delle tecnologie IoT all’interno delle imprese. Basata su un campione di 295 aziende con sede in Italia (soprattutto del settore industriale), lo studio evidenzia alcuni aspetti critici nella diffusione delle tecnologie IoT nel Paese, che possono essere degli spunti di riflessione aggiuntivi per l’implementazione di piani e progetti sistemici, come per esempio il Piano Industria 4.0. Tre evidenze su cui riflettere In particolare, tre sono i risultati su cui occorre riflettere. In primo luogo, il tema della mancata percezione dell’utilità dell’IoT all’interno delle imprese: emerge con chiarezza come i rispondenti facciano spesso fatica a individuare gli obiettivi e la valenza strategica/trasformativa di queste tecnologie all’interno dell’attività dell’impresa in cui operano. Emerge, inoltre, il tema della mancanza delle competenze necessarie allo sviluppo di progetti IoT: le imprese ritengono di essere carenti soprattutto in termini di competenze nell’ambito ICT e del digitale, mentre minore attenzione viene posta sulle competenze manageriali e gestionali. Infine, emerge con rilevanza anche il tema della frammentarietà dell’offerta tecnologica, come ostacolo e vincolo allo sviluppo di progetti IoT.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 21/05/2019


Un diamante è per sempre, in Botswana ancora di più

"The Light at Start of Everything" è un poema visivo scritto da Iain Thomas per The Okavango Blue of Botswana, un Deep Blue Diamond da 20 carati straordinariamente raro ed estremamente prezioso. Il film esplora l'origine della pietra e la magica terra incontaminata a cui appartiene. In contrasto con l'esistenza di 3 miliardi di anni della pietra, riflette sulla natura transitoria delle nostre vite umane e ci ricorda che la luce all'interno del diamante è la stessa che esiste in noi. Veniamo tutti da qualcosa di eterno. E l'Okavango Blue è un modo per tenere quel "qualcosa" nelle nostre mani. Il film presenta gli abitanti del Botswana, perché la pietra appartiene a loro e tutti i proventi dell'asta, che avverrà entro la fine dell'anno a Christie's, torneranno nell'economia di questo piccolo paese africano. La firma è di TBWA.

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Autore: Redazione - 22/05/2019


Governo e reputazione online: Conte il più apprezzato dai social, lo segue Salvini

Qual è la reputazione online dei ministri italiani? Ad aprile Giuseppe Conte registra una crescita esponenziale, Matteo Salvini resta stabile al secondo posto, mentre Luigi Di Maio risale. Sono questi i risultati dell’Osservatorio Permanente di Reputation Science, che ogni mese analizza l’andamento della Web Reputation dei componenti del Governo. L’analisi prende in esame i canali del Web 1.0 (news e menzioni), quelli del Web 2.0 (blog, social, network) e l’evoluzione storica, calcolando per ogni contenuto l’apporto reputazionale in termini sia quantitativi (volumi) che qualitativi (valori). Conte nuovo leader Come spiega Andrea Barchiesi, co-founder di Reputation Science: “Nel pieno del tumulto della campagna elettorale, la crescita del premier Conte è stata esponenziale. È lui il protagonista di queste settimane e sono in molti ad aver sottolineato la sua metamorfosi da mediatore tra Lega e M5S a leader politico indipendente. Lieve miglioramento per Di Maio, che recupera 4 posizioni ed entra nella top 10. Stabile al secondo posto Salvini la cui crescita è rallentata dal caso Siri e dagli scontri interni al Governo”. La reputazione online di Conte sale a 133,7 (+24,9) distanziando di oltre 30 punti il vicepremier Salvini. Sempre più leader indipendente, conferma la sua volontà di chiudere presto con la politica. E piace anche per questo. Salvini: la sua reputazione tiene “È Salvini il leader dei sovranisti europei”. A dirlo è Marine Le Pen, alleata del vicepremier in Europa. L’endorsement della leader di RN, i proclami sulla sicurezza e l’immigrazione, unitamente ad alcuni sondaggi che vedono la Lega primo partito in Italia, garantiscono a Salvini una discreta crescita nel punteggio reputazionale (+4), attestandosi a 101,2. Questa è però frenata dalle indagini per sequestro in merito al caso Sea Watch 3 e dal testa a testa con l’omologo Di Maio. Terreno di scontro: il 25 aprile, l’autonomia regionale, l’abolizione delle province, le scelte in materia economica, Roma e l’amministrazione Raggi. Molte le difficoltà nella gestione del caso Siri, ex sottosegretario ai Trasporti della Lega indagato per corruzione. Sergio Costa: stabile sul podio, premiato da ambientalisti e animalisti Si conferma sul podio il Ministro dell’Ambiente Costa, che guadagna 5,1 punti ed è stabile al terzo posto con 75,6. Due decreti ministeriali a sua firma hanno imposto alla raffineria di Milazzo la riduzione delle emissioni e bloccato la costruzione di 8 nuovi pozzi petroliferi nelle acque del Mediterraneo a sud della Sicilia. Esultano anche gli animalisti per il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” che ne esclude le uccisioni prima previste. Incassa l’ok dal Governo al decreto “Salva mare”, secondo cui i pescatori potranno raccogliere la plastica in mare, e si allinea ai Paesi nordici per un trattato globale e vincolante sul clima.    Gianmarco Centinaio: si scontra sul biometano con il M5S Mese di transizione per il Ministro dell’Agricoltura Centinaio, che sale di 2,7 e chiude a 69,8. Le kermesse del Vinitaly e di Cibus Connect sono vetrine importanti che Centinaio sfrutta per promuovere le eccellenze enogastronomiche e vitivinicole italiane. Punta sull’export del riso e il suo Dicastero è tra i promotori della campagna di comunicazione “Verde Latte Rosso” per la valorizzazione della filiera lattiero casearia nostrana. Finisce nel mirino dei 5Stelle che lo accusano di aver fatto pressioni, assieme a Siri, per trovare spazio al biometano nel contratto di Governo. Giovanni Tria: si barcamena tra IVA, crescita del debito e riforma fiscale È stabile la reputazione del ministro dell’Economia Tria, nonostante le stime sui nostri conti e la crescita dello zero virgola del PIL italiano. L’annuncio della riforma fiscale “per allentare il peso sui ceti medi” e dei rimborsi ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie permettono a Tria di rimanere nella top five, assestandosi a 60,7. Molte le critiche sull’aumento dell’IVA (anche se smentite in prima persona) e sulla crescita del debito pubblico. Giulia Bongiorno: sì della Camera al revenge porn, qualche dubbio sul Ddl “Concretezza” Si conferma al sesto posto la Ministra per la Pubblica Amministrazione Bongiorno, che chiude a 55,9. Bene sul revenge porn, dove incassa il sì unanime dall’aula di Montecitorio all’emendamento che introduce un nuovo tipo di reato punibile con la reclusione da 1 a 6 anni e multe che vanno da 5mila a 15mila euro. Attira qualche critica il Ddl “Concretezza” che include la norma sulle impronte digitali per combattere l’assenteismo nella pubblica amministrazione. Elisabetta Trenta: piacciono le aperture umanitarie Periodo di buona per la Ministra della Difesa Trenta che guadagna 3 punti e chiude a 52,7. Riscuotono apprezzamenti i richiami ad agire “insieme all’Europa con intelligenza e compostezza” per porre un freno alla crisi libica. Nonostante le parole di Salvini e Meloni (che l’ha apostrofata “analfabeta giuridica”), piace anche l’apertura umanitaria ai possibili flussi di migranti dalla Libia “che in caso di guerra diventano rifugiati e quindi vanno accolti”. Tra le altre aperture “a sinistra” anche il suo messaggio di auguri alle due militari della Marina, Lorella e Rosy, unitesi civilmente e la partecipazione alla manifestazione organizzata dalla comunità ebraica di Roma il 25 aprile. Bella e apprezzata la presenza ai funerali del maresciallo Vincenzo di Gennaro. Alberto Bonisoli: solidale con la Francia dopo l’incendio di Notre-Dame Chiude a 43,8 (+1) il Ministro dei Beni Culturali Bonisoli, in un mese tutto sommato tranquillo. A Vinci, in occasione del 500° anniversario dalla morte di Leonardo, è a fianco del Presidente Mattarella all’inaugurazione della mostra “Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio”. Commenta con soddisfazione le indagini che hanno portato alla restituzione alla Cina di 769 reperti archeologici. Sentita la solidarietà espressa alla Francia dopo il rogo di Notre-Dame. Erika Stefani: ancora qualche incomprensione sull’autonomia regionale Non paga alla reputazione della Ministra Stefani l’annuncio dell’intesa Stato/Regioni per il taglio dei vitalizi ai consiglieri regionali. Alle continue discussioni sull’autonomia regionale differenziata si uniscono le incomprensioni con Tria su quella del Veneto. Stabile al nono posto, guadagna lo 0,5 e chiude a 36,7 punti. Si accoda al suo partito nella richiesta di dimissioni del sindaco Raggi dopo gli audio pubblicati dall’Espresso. Luigi Di Maio: vince il duello a distanza con Salvini Ritorna nella top ten il vicepremier Di Maio, protagonista di un mese positivo: 32,8 il suo punteggio, +6,9. Difende Tria dagli attacchi esterni e nega ogni voce sull’aumento dell’IVA. Rinnova l’invito a dare la cittadinanza italiana a Ramy e promette aiuti alle famiglie da inserire in finanziaria (come il fondo per l’acquisto della prima casa da destinare alle giovani coppie). A tenere banco sono soprattutto i botta e risposta con Salvini. Lorenzo Fontana: si scontra con i 5 Stelle ed esce dalla top ten Non si placa l’onda delle polemiche per il Congresso delle Famiglie del mese scorso e ai M5S non è piaciuto il provvedimento targato Lega con cui è stata abolita la dicitura "genitore 1 - genitore 2" sulla carta d'identità per tornare ai tradizionali "padre" e "madre" (“sono stato più insultato dai 5 Stelle che dalle opposizioni” si è sfogato Fontana). Il Ministro della Famiglia limita i danni grazie al suo ruolo di primo piano, a fianco a Salvini e Giorgetti, nella scelta dei candidati della Lega per le elezioni europee del 26 maggio. Esce dalla top ten e si ferma a 32,1 punti. Riccardo Fraccaro: alti e bassi per il ministro che comunque perde una posizione Perde una posizione il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta Fraccaro, fermandosi a 29,3, +1 su marzo. Positivi l’incontro con le associazioni a tutela dei risparmiatori azzerati dai crac delle banche e la discussione alla Camera della riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari, vero cavallo di battaglia del M5S. Hanno invece provocato l’irritazione del Colle le lungaggini del dl sblocca cantieri, fermo per quasi un mese. Piccola gaffe sul tunnel del Brennero definito “inutile e costoso” e “non sostenibile dal punto di vista della mobilità”, esattamente quello su cui punta il tunnel. Enzo Moavero Milanesi: premiata la linea di mediazione adottata in Libia Si muove bene il Ministro degli Esteri Milanesi sullo scivoloso terreno libico e per questo guadagna +1,2 punti, chiudendo a 29,2 (perde una posizione ma solo per il balzo in avanti di Di Maio). La posizione di equidistanza rispetto alle parti in causa, sostenuta anche dal premier Conte, è stata accompagnata da continui richiami al dialogo per evitare l’acuirsi della conflittualità. Costanti, inoltre, i tentavi di coinvolgere Francia e UE nella soluzione della crisi. Si è detto preoccupato per la situazione venezuelana, ma sull’argomento la sua posizione e quella del Governo sono ancora timide. Danilo Toninelli: balzo in avanti per il Ministro delle Infrastrutture Quattro posizioni guadagnate per il Ministro Toninelli e un punteggio di 27,4 (+18) per Danilo Toninelli. Dopo Conte è quello che registra la crescita più alta sul mese precedente. A premiare Toninelli sono però due provvedimenti che han fatto molto discutere nei giorni successivi a questa rilevazione: l’ok ai lavori di ricostruzione del Ponte Morandi di Genova (quando ancora però l’antimafia non era intervenuta per bloccare una delle aziende impegnate nei lavori a causa delle infiltrazioni camorristiche) e l’annuncio del decreto sblocca-cantieri (di cui però Cantone, Presidente dell'autorità nazionale anticorruzione, ha sottolineato i rischi perché “presenta norme pericolose”). Ha infine riportato l’assicurazione del Ministro Tria che “i soldi per sistemare i viadotti della A24 e A25 ci sono” e firmato l’accordo per far ripartire il porto di Gioia Tauro. Giulia Grillo: mensis horribilis, è quella che perde più punti Prima Taranto, dove ha dovuto affrontare sit-in di protesta e manifestazioni di operai e ambientalisti contro le decisioni del Governo in merito all’Ilva; poi Perugia, dove si è trovata a gestire i presunti concorsi truccati all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Mese difficile per la Ministra della Salute Grillo che perde 2,4 punti e chiude a 23,6, scivolando indietro di due posizioni. Non basta la proposta, da più parti apprezzata, di ripristinare il medico scolastico per aiutare bambini e ragazzi su temi delicati (sesso, alcol, bullismo) così come l’introduzione della ricetta elettronica veterinaria. Alfonso Bonafede: in ripresa, ottiene consensi su diversi fronti Aprile è stato un buon mese per il Ministro della Giustizia Bonafede, battuto solo da Conte e Toninelli per crescita sul mese precedente: +7,33 per punteggio reputazionale di 22. Incassa sia il via libera del Parlamento sulla class action, divenuta legge, sia l’ok del Senato sul rito abbreviato. Convinti gli apprezzamenti di Csm e Cassazione per l’aumento degli organici della magistratura e del personale amministrativo previsto dalla legge di stabilità. Ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione del nuovo tribunale di Marsala ed era in piazza il 25 aprile a Roma alla manifestazione organizzata dalla comunità ebraica. Piccola disavventura presa sul ridere all’Autogrill quando un’auto senza freno a mano ha tamponato la macchina su cui era a bordo con Di Maio. Marco Bussetti: scivola sul terreno incandescente dei concorsi scolastici Perde due posizioni il Ministro dell’Istruzione Bussetti che ottiene un punteggio di 16,8. È un polverone, soprattutto sui social, quello che si è alzato a seguito delle dichiarazioni di Bussetti di voler rivedere l’iter concorsuale per la selezione del corpo docente nei diversi gradi di istruzione. I sindacati hanno minacciato lo sciopero e rivendicato maggior stabilità e migliori compensi per il corpo docente, precario e no. Barbara Lezzi: le viene contestato uno scarso impegno per il Sud e scivola all’ultimo posto Con il punteggio di 15,5 scende all’ultimo posto la ministra per il sud Lezzi. Promette maggiori tutele per gli impiegati nel settore della tessitura salentina e la creazione di un asilo nel quartiere Brancaccio a Palermo dedicato a padre Puglisi, ucciso da Cosa Nostra nel settembre 1993. Sui social alcuni utenti non le risparmiano critiche per lo scarso impegno nei confronti del Sud Italia.  

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Autore: Redazione - 22/05/2019


Il futuro dei brand secondo Astarea per Superbrands: essere rilevanti e sostenibili per aiutare a vivere in un mondo migliore

Superbrands ha presentato ieri i risultati della ricerca “Il futuro dei brand”, condotta da Laura Cantoni, A.D. di Astarea. Nata dalla volontà di fornire le possibili direzioni di sviluppo per i brand nel prossimo futuro, è stata realizzata con interviste personali in profondità a 23 manager di alcune delle principali aziende operanti sul mercato italiano e a 7 opinion leader appartenenti al mondo accademico. I cinque concetti Dopo un’analisi di contesto che ha ribadito la crescente complessità del mondo che circonda i brand, sono emersi 5 concetti operativi che fungono da pre-condizioni per poter essere “super”. 1.     Agilità: il classico atteggiamento previsionale e progettuale va combinato con meccanismi di adattamento sempre più veloci con una forte implicazione sulla gestione delle risorse umane, la trasformazione radicale dei modelli organizzativi e di business. 2.     Apertura: la necessaria interazione con una molteplicità di soggetti sempre più ampia (politici-istituzionali-economici), implica la capacità di una gestione “a rete” nell’ottica dell’arricchimento delle competenze e dell’ampliamento delle opportunità di crescita. 3.     Presenza: è prepotente la necessità di costruire una forte relazione personalizzata con i singoli individui, capace di valorizzare la componente affettiva, amicale, fondata su una prossimità sia spaziale che temporale: attraverso la materializzazione negli specifici contesti territoriali, la facilità di contatto e accesso all’azienda, la definizione di piattaforme proprietarie-hub con contenuti utili e stimolanti, un’interazione più ricca attraverso tutti i touchpoints e la progettazione di ambienti esperienziali in cui vivere in modo immersivo la relazione tra il brand e il suo pubblico. 4.     Smaterializzazione: dal mood prettamente funzionale fondato sulla qualità dell’offerta prodotto/servizio, si deve passare alla condivisione di valori esistenziali, al trasferimento di emozioni, alla capacità di coinvolgere con una comunicazione fondata sulla propria ragion d’essere e una specifica “posizione valoriale” sul mercato. 5.     Coerenza: l’identità rappresenta sempre più l’asset economico su cui costruire valore e richiede una fede militante per una coerenza a 360° giocata necessariamente su una trasparenza continuativa. I driver La ricerca è andata poi a riverificare la validità dei driver per essere considerati Superbrands emersi dalle analisi effettuate in oltre 80 paesi in cui Superbrands è presente e da uno studio di approfondimento condotto da Astarea-Demoskopea 5 anni fa su un campione significativo della popolazione italiana. ·      Trust: resta l’item determinante e si articolerà secondo rassicurazione, risposta personalizzata alle esigenze, reputazione. ·      Leadership: dal significato legato specificatamente alla propria categoria di appartenenza si amplierà al “sistema” complessivo, sempre più allargato, di stakeholders con cui la marca opera definendola un interlocutore privilegiato e competente cui appellarsi. ·      Dialogue: l’idea “fare bene le cose” implicherà oltre alla proposta di contenuti rilevanti e unici, un ascolto attento e la costruzione di una dialettica sempre più efficace tra on e off-line, tra tecnologico ed “umano”, tra virtuale e reale. ·      Societing: il brand per essere “super” deve promuovere soluzioni migliorative per la qualità della vita delle persone ampliando il proprio impegno per la sostenibilità e trasformandosi in un soggetto di cittadinanza, attore proattivo di cambiamento. ·      Dynamism: la presenza continuativa e rilevante del brand deve passare dall’impegno per un’innovazione on-going a più livelli, che richiede la capacità di modificare velocemente i processi produttivi, quelli organizzativi, e di orientarsi verso processi di apprendimento continuativi. Le cinque raccomandazioni per il futuro Lo status attuale di Superbrand non è condizione sufficiente a garantire il successo anche per il futuro. Troppi, e troppo veloci, sono i cambiamenti a tutti i livelli, troppo cogenti le problematiche delle società e del pianeta, per non porsi in una dinamica di continua ricerca delle condizioni necessarie per garantire lo sviluppo ed essere sempre considerati “super”. In tal senso emergono 5 raccomandazioni. 1.     Generazione di senso: i Superbrands dovranno farsi portatori di valori che attengono al senso della loro presenza nel mondo, all’interpretazione di quello che fanno, dovranno essere “soggetti di parola” nelle situazioni chiave della vita delle persone, fungendo da punto di riferimento per rispondere ai loro interrogativi. 2.     Nuovo patto per la qualità di vita: i Superbrands dovranno offrire benefit sempre più vicini alle esigenze delle persone (anche quelle di natura esistenziale). Personalizzazione, emozioni, soluzioni per amplificare competenze e risorse individuali, proposizione di modelli di vita più sostenibili, alleggerimento e semplificazione della vita quotidiana. 3.     Coerenza a 360°: per i Superbrands sarà essenziale una coerenza a 360° per l’affermazione della propria identità in un modo riconoscibile e distintivo (offerta, valori, racconti) in tutti i luoghi possibili, dalle piattaforme di comunicazione a quelle di vendita, dall’assistenza, alle pratiche di sostenibilità. 4.     Pregnanza dei processi: connessioni orizzontali: per i Superbrands sarà cruciale la capacità di fare rete, secondo approcci inclusivi che colleghino l’impresa a tutti i soggetti della filiera in cui è coinvolta, le strutture del territorio, le istituzioni amministrative, e anche altre imprese, competitor compresi, alla ricerca della massima efficacia operativa e della promozione di un’innovazione significativa e rilevante per le persone e il pianeta. 5.     Sostenibilità come cambiamento di paradigma: il concetto di sostenibilità deve entrare nelle logiche di business, ben al di là delle pratiche di CSR. Destinare risorse per favorire soggetti o situazioni deboli all’esterno dell’impresa è assolutamente meritevole, ma va anticipata dall’integrazione di pratiche sostenibili in tutti i processi aziendali, dai quelli produttivi a quelli distributivi, dalle modalità di comunicazione a quelle di relazione interpersonale.   ​​

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Autore: S Antonini - 21/05/2019


TER: nel 2020 parte la sperimentazione del meter nella ricerca sugli ascolti, obiettivo sostituzione della CATI

Il meter entra nella ricerca sugli ascolti radiofonici. Partirà effettivamente nel 2020 la sperimentazione per introdurlo nella metodologia dell’indagine RadioTER, con l’obiettivo in futuro di sostituirlo alla metodologia telefonica CATI. Lo conferma a DailyMedia il direttore di Rai Radio Roberto Sergio. Le intenzioni in questo senso dei soci di Tavolo Editori Radio - TER erano già state annunciate ufficialmente circa un anno fa, e decisioni in merito dovrebbero essere prese entro la prossima estate prima della pubblicazione di RadioTER relativa al primo semestre. Per quest’anno nella ricerca non arrivano novità: «Dopo le difficoltà del primo anno, con l’annullamento di un trimestre di indagine, abbiamo voluto che nel 2018 e nel 2019 RadioTER si stabilizzasse per poter avere dati omogenei da confrontare» spiega ancora Sergio. Peraltro le polemiche sulla ricerca non si placano: Replay, la società che si occupa di effettuare le verifiche tecniche sui dati prodotti da GfK e Ipsos in merito agli ascolti nel giorno medio, ha rilevato anomalie nella tranche di indagine relativa al primo trimestre 2019 che avrebbero generato una forte instabilità tra periodi altrimenti omogenei. In assenza di cambiamenti nei palinsesti si sarebbero infatti verificati troppi scostamenti da trimestre a trimestre. La questione è stata sollevata in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione di TER e della conferma di Marco Rossignoli alla presidenza, avvenuto lo scorso aprile. Radio Player Italia, la società in arrivo a giugno Entro il mese di giugno dovrebbe aprire i battenti la nuova società che lancerà poi la app proprietaria Radio Player Italia per l’ascolto delle emittenti italiane su smart speaker. Si allungano invece i tempi per il lancio della app stessa, non più tardi però di quest’anno. L’obiettivo dell’iniziativa è avere il pieno controllo dei contenuti editoriali e pubblicitari, che invece con altre app come, per esempio, TuneIn rimangono in capo a queste ultime. «Siamo alla bozza finale dello statuto e a breve faremo l’atto costitutivo della società a cui potranno aderire tutti gli operatori interessati. Avrà soci diversi da TER, per esempio Radio Maria che ha chiesto di poter entrare». Per quanto riguarda TuneIn o altre app già presenti sul mercato «gli editori saranno ovviamente liberi di scegliere se continuare o meno a essere presenti su queste app a seconda dell’opportunità. Per quanto riguarda Rai Radio noi resteremo, perché come servizio pubblico dobbiamo stare su tutti i mezzi».

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