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Horizon Group chiude l’anno a 1,6 milioni; per il 2017 obiettivo 3 milioni

Autore: Redazione


La sigla padovana, presieduta da Francesco Fasanaro, ha segnato risultati importanti. E ora pensa ad allargare ulteriormente la presenza social

Un altro anno si è concluso ed è giunto il momento anche per Horizon Group, la digital agency padovana proprietaria del social content network Fidelity House, di tirare le somme di un 2016 che ha registrato una crescita oltre le aspettative e che sarà il trampolino di lancio per un 2017 ricco di novità e nuovi ed ambiziosi obiettivi da raggiungere. Il 2016 è stato un anno molto importante per Horizon Group e per il suo prodotto di punta, Fidelity House, oltre al lancio dei canali verticali, Fidelity Cucina, Fidelity Uomo e Fidelity Donna, è stato anche effettuato un restyling che ha portato la Community delle passioni alla sua quarta versione, rendendola più semplice, multimediale e social.

Fatturato a 1,6 milioni

“Appena un anno fa avevamo lanciato una sfida a noi stessi: ci eravamo prefissati di raggiungere le 150 milioni di pagine viste - commenta Francesco Fasanaro, presidente di Horizon Group -. Oggi siamo orgogliosi di aver più  che  triplicato  quell’obiettivo con  ben 460 milioni  di  pagine  viste  deliverando  oltre 4  miliardi  e  600 mila impression” (fonte dati: Google Analytics). Numeri questi che fanno da spalla a un fatturato pari a 1.600.000 euro, che sfiora un +120% rispetto al fatturato del 2015.

La presenza social di Horizon Group

Ottimi anche i traguardi raggiunti sui canali social, punto di fondamentale importanza per una piattaforma come Fidelity House che coniuga il crowdsourcing journalism all’informazione social media oriented: la fanpage di Fidelity Cucina ha oltrepassato la soglia di 1 milione di fan, quella di Fidelity News ha superato i 500 mila like e comincia ad avere un suo peso anche la fanpage di Fidelity Donna con ben 100 mila fan raggiunti.

La scommessa si chiama Fidelity Donna

Ed è proprio Fidelity Donna la prossima grande scommessa di Fidelity  House. Dopo il grande successo e le numerose collaborazioni di Fidelity Cucina, fra cui anche le recenti partnership con Morato Pane e Matilde Vicenzi, Horizon  Group  ha  deciso  di  investire sempre  più  sul  canale  verticale   dedicato   al  mondo  femminile, attraverso la realizzazione  di contenuti video proprietari. Fra gli altri obiettivi per il 2017 si punta al raggiungimento di 800 milioni di pagine viste e un fatturato di 3 milioni di euro oltre che al consolidamento delle fanpage del network per un totale di 4 milioni di fan.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 12/11/2019


Sainsbury’s festeggia i 150 anni sulle orme di Dickens

Londra, 1869, il mercato di Natale e una banda di spazzacamini proventineti dall'orfanotrofio si mangia con gli occhi le bancarelle piene di lecornie. Ma ecco apparire il solito cattivone di turno, il furfante che ruba. Peccato che poi venga incolpato il piccolo Nicholas il quale, umiliato di fronte a tutti, viene imprigionato e mandato via dalla città. La scena però è stata bene osservata da una commerciante, la quale, armatasi di carrozza, va a recuperrare il piccolo, diperso nella foresta imbiancata da una bufera di neva, lo salva, gli regala i frutti e lui, di nascosto, entra la notte di Natale nell'orfanotrofio e riempie le calze dei suoi amici, mentre il furfante di cui sopra viene punito da una palla di carbone. I bambini corrono festanti e Nicholas si ritrova di nuovo da solo nella foresta, si sitema il berretto, che però diventa rosso, l'inquadratura si amplia ed ecco spuntare le renne. Il piccolo Nicholas, in relatà, è Babbo Natale! Sainsbury’s festeggia così i suoi primi 150 anni, con un lungo spot dai connottati cinematografici, ispirato alla Londra vittoriana cara a Charles Dickens.

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Autore: Redazione - 11/11/2019


Visa: investimenti adv in crescita per Tokio 2020, aumenta l’impegno in Italia per la cash conversion

Visa aumenta gli investimenti in comunicazione in vista dei giochi olimpici di Tokio 2020, e contemporaneamente riprende con maggior vigore l’impegno in Italia, Paese tra i cinque mercati più importanti per la società leader nel settore delle carte di credito che nell’anno fiscale 2018-2019 chiuso lo scorso settembre ha registrato complessivamente ricavi per 23 miliardi di dollari, in crescita dell’11% sull’esercizio precedente. Tra febbraio e marzo dell’anno prossimo partirà la nuova campagna dedicata alle Olimpiadi firmata dall’agenzia globale di Visa, BBDO New York, incentrata sul concetto di inclusione. «Le Olimpiadi sono un evento universale capace di riunire nello stesso momento milioni di persone, la cui filosofia ben si sposa con la mission di Visa di consentire i pagamenti a chiunque e ovunque nel mondo», spiega l’Head of Marketing Europe Adrian Farina. L’azienda è partner del Comitato Olimpico dal 1986 e lo sarà fino al 2032; vanta la collaborazione più longeva con il CIO dopo Coca-Cola. Le iniziative per le Olimpiadi In occasione di Tokio 2020 Visa tornerà a parlare di mobile payment – come già a Rio 2016, e ai Mondiali di Russia 2018 -, di protezione dati e di sistemi di pagamento integrati: «L’evento ci farà entrare in contatto con una audience enorme, a cui spiegheremo i nostri sviluppi in termini di innovazione nel ribadire anche i valori legati al concetto di inclusione che ci contraddistinguono: dalla fondazione di Visa 60 anni fa crediamo in un mondo dove è possibile viaggiare ed essere accettati ovunque». Come da 20 anni a questa parte Visa si metterà dalla parte degli atleti sponsorizzandoli attraverso il Team Visa, del quale fanno parte sportivi olimpici e paralimpici di discipline e Paesi vari. L’Italia è presente con Gregorio Paltrinieri e Bebe Vio. L’impegno in termini di budget advertising «sarà il più alto mai impiegato alle Olimpiadi» afferma Farina. Adrian Farina   Rafforzamento in Italia Visa è ritornata dopo dieci anni di assenza al Salone dei Pagamenti di Milano, che si conclude oggi, per presentare le nuove strategie di sviluppo previste per il mercato italiano. «L’azienda ha deciso di dare nuovo impulso a questo mercato leader – commenta Farina – a partire dalla nomina del country manager Enzo Quarenghi», che ha annunciato in questa sede le novità principalmente legate alle innovazioni nel campo dei pagamenti digitali, per esempio nel campo della mobilità. Visa è partner dei Comuni di Milano, Firenze e Roma per i servizi di pagamento contactless dei trasporti pubblici. Si rafforzeranno anche gli investimenti in comunicazione: «Ci rivolgeremo ai consumatori ma anche alle istituzioni e ai commercianti per fare cultura in tema di cash conversion e di innovazioni in questo campo». Il partner creativo di Visa in Europa – e in Italia – è Saatchi&Saatchi mentre il media è curato dalla centrale responsabile a livello globale Starcom. Il 2020 sarà ovviamente dedicato anche alle attività per le Olimpiadi. Secondo quanto risulta a DailyMedia, nel 2018 Visa ha speso in Italia 3 milioni di euro. Tra le iniziative figura il progetto “Visa for Venice”, che prevede per ogni acquisto effettuato con Visa nel comune di Venezia una donazione a un fondo per la salvaguardia del patrimonio artistico e a sostegno delle iniziative della comunità. Questo progetto della durata di tre anni è stato comunicato su media digitali come Trip Advisor, con annunci in affissione, negli aeroporti e utilizzando gli influencer. Per quanto riguarda le strategie media «continueremo a investire in televisione – conclude Farina – una parte preponderante dei nostri budget, tra il 50% e il 60%. Importante è anche il digital tra video on demand, social network e out of home, che grazie all’innovazione tecnologica è un mezzo che funziona molto bene. Non escludiamo la carta dove presenta un sistema integrato con il digitale e il mobile, come nel caso di Gazzetta dello Sport con cui abbiamo collaborato in occasione dei Mondiali di calcio dello scorso luglio».

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Autore: F Lattanzio - 08/11/2019


Dall’unione di Tradelab e Jellyfish nasce un’offerta data driven basata su un approccio bottom up del marketing digitale

Tradelab e Jellyfish hanno unito le loro competenze in una nuova realtà. Una notizia inaspettata, ma che indica l’ambizione di Tradelab e la caparbietà con cui insegue un chiaro obiettivo: migliorare le esperienze online attraverso le direzioni suggerite dai dati. Risale a qualche settimana fa l’acquisizione di Uptilab, realtà focalizzata sulle analytics e l’ottimizzazione dei siti. Competenze che completano quelle di Tradelab, il cui know how nel campo del data driven advertising è profondo e che ora chiudono il cerchio con Jellyfish – fatte di training, implementazione tecnologica, creatività e reselling – , il tassello mancante per la creazione di esperienze online a tutto tondo. Secondo il pensiero di Yohann Dupasquier, Ceo e fondatore di Tradelab, ora la company ha tutto ciò che serve per offrire all’utente un percorso personalizzato e rispettoso della privacy, e agli advertiser gli strumenti necessari per risolvere i propri problemi nell’approccio data driven marketing  grazie alle certificazioni acquisite per le piattaforme di Google - «che ne risolvono il 70% delle difficoltà» - e delle skills di cui ora sono a disposizione - «utili a coprire il restante 30%». Quali sono gli insight che vi hanno guidato a finalizzare questa fusione? Dal nostro punto di vista è in corso una crisi esistenziale nel digital advertising. Gli utenti cercano più rispetto della privacy e un maggiore controllo sui dati, dimostrando di non essere soddisfatti del modo in cui gli attori stanno operando nel mondo della pubblicità online. L’inflazione piatta e la lenta crescita globale, poi, stanno suggerendo agli advertiser di ripensare il loro modus operandi e a come rilanciarsi sul mercato mondiale utilizzando un approccio data driven. Questo darà vita a grandi cambiamenti nella industry e per noi rappresenta una grande opportunità. Con Jellyfish riusciamo a proporre un’offerta adatta a riprendere il controllo e liberare il potenziale del data driven marketing, soprattutto per quanto riguarda le piattaforme di Google. Per Tradelab, questa fusione offre anche la possibilità di approcciare su nuovi e interessanti mercati. Quali sono i vostri obiettivi? Quale sarà il vostro impatto sul mercato? Circa un mese fa ci siamo uniti con Uptilab, un’azienda che lavora sull’analytics optimization, sul CRO e allo sviluppo di strumenti di reporting. In questo modo abbiamo aggiunto alla nostra realtà con focus sull’advertising una struttura con una grande esperienza nell’universo dei siti. Gli utenti, nel loro percorso online, si trovano davanti entrambi gli universi e il nostro obiettivo è riuscire a costruire esperienze end-to-end, il più personalizzate e rispettose possibili. Gli strumenti di Google riescono a risolvere il 70% dei problemi degli advertiser, noi, con le nostre capacità interne, completiamo il puzzle con il restante 30%. Jellyfish, tra le sue attività, offre training, creatività, reselling e implementazione tecnologica, posizionandosi come pure partner in più continenti con un approccio bottom up. Puntiamo a scalare la nostra proposta e dare supporto per risolvere le problematiche che affiorano nelle varie attività impostate sulle logiche data driven, accompagnando globalmente i nostri clienti. Come si pone la nuova realtà sul mercato? La nostra ambizione è costruire una value proposition singolare, creare un gruppo di leader del digital marketing attraverso una partnership diversa da quello che si intende di solito. Partiamo da una base tecnica e lavoriamo per approfondire ancora di più la nostra expertise elevando le nostre capacità. Invertiamo l’approccio classico, top down, in cui le proposte vengono poi attivate attraverso supporti tecnologici, in un modo di operare bottom up, in cui sono i dati e le tecnologie, insieme alla capacità del nostro team, a fare emergere gli insight. Lavoriamo dunque per liberare la potenzialità delle differenti tecnologie attraverso un approccio serio e scientifico, basato sui dati. Come considera il mercato italiano? L’Italia è un mercato che presenta molte somiglianze con quello francese, specialmente per quanto riguarda la cultura. Questo è molto importante in relazione ai dati e ai target. Inoltre sta maturando velocemente. Una ricerca di IAB indica che in Italia il 41% dei player hanno adottato soluzioni di in housing completo o ibrido, e questo rappresenta una grande opportunità, oltre a suscitare grande interesse nel mercato. La maturità del mercato ci permette di fare business, perché significa che gli attori sono in grado di percepire il valore che offriamo. Sono previsti cambi nel management? Gaetano Polignano continuerà ad essere il Country Manager, e avrà a disposizione più risorse, provenienti dal merging. Per quanto riguarda il mio ruolo, entrerò nel board di Jellyfish e avrò un ruolo nella guida del gruppo.

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Autore: Redazione - 08/11/2019


Beintoo pubblica “The Winter Season Audiences”, una guida ai cluster per massimizzare gli investimenti pubblicitari nell’ultimo bimestre dell’anno

Il periodo compreso tra la fine di novembre e i primi di gennaio è uno dei più caldi sia in termini di investimenti da parte dei brand, che di propensione all’acquisto da parte dei consumatori. Dalle occasioni del Black Friday, alla ricerca del regalo di Natale perfetto, fino agli ultimi acquisti prima del Capodanno, ogni giorno sembra potenzialmente quello giusto per massimizzare le vendite in molti settori merceologici. I consumatori italiani nel 2018 hanno speso, infatti, quasi 11 miliardi di euro e le previsioni di spesa per il 2019 parlano di un aumento.  I cluster Per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato e massimizzare il ROI è necessario, però, intercettare il giusto pubblico nelle diverse fasi del funnel.  L’ottimizzazione del targeting nelle campagne di Mobile Adv è pertanto indispensabile per ridurre la dispersione e concentrarsi sui segmenti con alto potenziale di rendimento per ciascuna tipologia di brand o prodotto. Beintoo, grazie al suo team di esperti in location data, ha creato dei cluster specifici, sulla base degli interessi e dei comportamenti offline dei consumatori mettendo in evidenza le loro intenzioni d’acquisto e i negozi prediletti negli ultimi due mesi dello scorso anno.  Questi segmenti possono essere uno strumento predittivo, oltre che operativo, per riuscire a raggiungere i consumatori più attivi nei prossimi due mesi.  Varie tipologie di consumatori Le Winter Audiences sono state racchiuse in una pratica guida che illustra le tipologie di consumatori che si possono intercettare, i cluster realizzati con alcuni interessanti verticals, e infine 5 tips per migliorare a livello strategico le campagne di mobile advertising. “I dati e le tecnologie in nostro possesso, ci hanno permesso di ampliare lo spettro dei cluster attivabili durante tutto l’anno, creando audiences come: Black Friday, December e Last Minute Shoppers, che includono rispettivamente i consumatori che durante lo scorso anno, in questi particolari intervalli, hanno aumentato la frequenza di visita nei negozi di loro interesse. Questo ci permette di offrire ai nostri clienti la possibilità di erogare campagne di Mobile Adv ingaggiando utenti iper-targettizzati che sono già disposti a spendere per comprare i loro prodotti o servizi” afferma Andrea Campana, CEO Beintoo.  Automotive La società di mobile advertising ha realizzato, infine, un interessante focus sul settore automobilistico, in virtù dell’impatto che ha l’ultimo trimestre dell’anno sulla manutenzione invernale delle auto e sulla vendita di nuovi veicoli. L’audience “automotive” viene, dunque, arricchita con altri cluster attivabili  come: il target “manutenzione”, formato da consumatori fedeli che hanno visitato officine di manutenzione più d'una volta nell’arco di un anno, e “in-market auto buyer” costituito da utenti che hanno frequentato almeno una concessionaria nell’ultimo mese con un determinato tempo minimo di permanenza. 

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