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DHL Express a sostegno dell’ecommerce, il servizio che supporta la crescita delle imprese online

Autore: Redazione


L’obiettivo alla base del progetto è aggiungere valore nella filiera del commercio elettronico attraverso esperienza, affidabilità e capacità di anticipare i bisogni del mercato

Di Anna Maria Ciardullo

Si è tenuta a Milano la conferenza stampa #eCommerceExperience organizzata da DHL per presentare dati, opportunità e testimonianze dal mondo del retail online e un nuovo progetto che mira a supportare la crescita delle imprese italiane nel digitale.  Nel mondo, oggi gli utenti internet sono 2,5 miliardi, gli online Shopper 1,5 miliardi. L’ecommerce globale ha prodotto a oggi più di 2.000 miliardi di euro e l’Italia ha il tasso di crescita della domanda tra i più alti in assoluto: un’opportunità che le imprese italiane non possono lasciarsi sfuggire. La trasformazione digitale è in atto e il Made in Italy può beneficiarne, sfruttando il canale ecommerce e la competenza di un leader mondiale nella logistica e nel trasporto come DHL.

“In Italia oggi il valore prodotto dall’ecommerce è di oltre 19 miliardi di euro, con una penetrazione del 5% e un tasso di crescita della domanda tra i più elevati al mondo: il 18%” spiega Giulio Finzi, segretario generale Netcomm, presentando i dati sul comparto analizzati in collaborazione con l’osservatorio del Politecnico di Milano. “La maggior parte delle aziende che apre un ecommerce chiude dopo circa nove mesi perché non studia il mercato di riferimento o sbaglia la costruzione del portale senza avvalersi di professionisti e senza predisporlo perché offra la giusta customer journey” continua Filzi. La presenza online, dunque, è un’opportunità da non sprecare, non solo perché consente l’ampliamento del business, ma è l’apripista per un nuovo e importante rilancio del Made in Italy, marchio riconosciuto e acquistato all’estero soprattutto dai principali e-Shopper Globali: Cina, USA, UK, Giappone, Francia e Germania (parliamo del 75,8% del mercato complessivo).

Alberto Nobis, AD DHL Express Italia

L’appuntamento Ecommerce Experience ha puntato il focus su uno scenario in cui entrano in gioco nuove competenze: i prodotti crescono più dei servizi e la logistica diventa elemento strategico della filiera in grado di supportare l’e-shopper nella personalizzazione della consegna e migliorare l’esperienza d’acquisto. Con queste premesse DHL Express, sinonimo internazionale di affidabilità e conoscenza dei mercati Worldwide, si pone quale partner ideale per l’eCommerce di tutte le imprese che puntano ad offrire la migliore esperienza di acquisto ben consapevoli dei cambiamenti in essere del mercato. “DHL ha il sogno di espandere le potenzialità dei produttori italiani in tutto il mondo. Per esportare e uscire dalla dimensione domestica è necessaria una piattaforma solida con un’esperienza come la nostra che in Italia è l’unica che può collegare ben 224 Paesi in sole 24 ore e che si occupa di tutta la complessità, semplificando la vita ai clienti affinché possano concentrarsi sul prodotto. Abbiamo affinato la nostra offerta semplificando i processi e cambiando la prospettiva rispetto agli scambi tradizionali. Ciò che fa la differenza, però, è la capacità di ascolto che ci permette di offrire servizi tailor made a brand di grandi dimensioni fino a piccolissime realtà”, ha commentato Alberto Nobis, AD DHL Express Italia.

Semplice-veloce-sicuro: key driver per la customer journey

Ogni mercato, oggi, mette al centro il cliente e ridefinisce costantemente l’erogazione dei servizi sulle sue nuove esigenze. Cliente sempre al centro anche nello studio delle esigenze di DHL, come rilevato da Marco Adamo, Senior Product Manager e Business Development DHL Express Italy, nel suo intervento dal titolo “Personalizzazione, semplificazione e comunicazione diretta con il cliente: il partner ideale che supporta l’e-Shop e soddisfa l’e-Shopper”. L’online, con le sue caratteristiche di disponibilità 24 ore al giorno e sette giorni su sette senza necessità di spostamento, completa la richiesta di un target sempre più allargato e sempre più consapevole di ciò che acquista, della spesa che sta affrontando e delle sue esigenze specifiche.

Personalizzazione, dunque, come chiave vincente dell’eCommerce che accompagna l’e-Shopper in tutte le fasi, soprattutto in quella finale in cui si aspetta di poter scegliere le modalità di ricezione a lui più consone senza doversi adattare ad esigenze altrui. In un mercato virtuale in cui il consumatore ha l’opportunità di confrontare e verificare ciascun’informazione, di conoscere servizi sempre più personalizzati e di affidarsi all’esperienza di altri attraverso recensioni e commenti di gradimento, si inserisce DHL Express con il servizio ODD – On Demand Delivery: un’opportunità che aggiunge valore a chi fa eCommerce e che soddisfa le esigenze dell’e-Shopper, diventandone l’interlocutore ideale in un dialogo chiaro e trasparente.

Una soluzione che, in pochi e veloci click, permette all’e-Shopper di personalizzare al massimo il tempo e il luogo di consegna, sia attraverso PC, sia smartphone, e all’e-Shop di distinguersi dai concorrenti e competere nel mercato con un valore aggiunto, promuovendo ulteriormente le vendite e la fidelizzazione del cliente. Un servizio che trasforma il disagio di una mancata consegna, in un’esperienza completamente su misura. Attraverso un dialogo diretto con DHL Express, ODD notifica all’e-Shopper la data prevista di consegna, offrendo molteplici modi di personalizzazione: riprogrammarla in una data più consona, richiedere la custodia della spedizione per più giorni, ritirare i documenti o le merci presso uno dei tanti punti DHL, modificare l’indirizzo, fare consegnare ai propri vicini o permettere al corriere di lasciare il pacco davanti alla porta di ingresso. Una risposta chiara e forte alle esigenze di mercato di cui DHL Express, grazie alla comprovata esperienza, è a pieno titolo consapevole.

La testimonianza dei brand

Nell’era delle people relations al centro di strategie e scelte, c’è l’utente finale, il quale diverrà a sua volta protagonista di conversazioni in grado di influenzare la percezione di un brand e dei suoi prodotti.  Ed è esattamente questo il messaggio trasmesso dalle testimonianze di alcuni brand che si sono già affidati ai servizi di DHL: come Sonia Matteoni, responsabile della Produzione della startup Mamma m’ama, innovativo e-shop di alimenti per neonati: le prime pappe fresche in Europa cucinate ogni giorno, biologiche, complete e “pret-à-manger”, che, come ha sottolineato durante il suo intervento, promuovono una vendita sempre più alta attraverso il passaparola digitale.

Utente al centro con le sue necessità e caratteristiche personali anche per Beast Technologies che, come ha sottolineato Vittorio Haendler, CEO Beast Technologies, giovane azienda produttrice di un innovativo sistema di tracking nel campo della preparazione atletica la vendita online permette di trasferire direttamente il messaggio e i  valori caratterizzanti e in cui la logistica e la consegna sono punti chiave e servizi a valore aggiunto che DHL è in grado di supportare. E’ intervenuto, infine, Mariano Di Vaio top Digital Influencer e imprenditore che, con la sua testimonianza ha dimostrato come DHL sia accanto alle imprese anche in fase di startup come la sua, iniziata con un’attività di digital PR e giunta oggi a 15.000 clienti mensili. DHL supporta il merchant in tutte le fasi della customer journey per facilitargli il lavoro e per rendere l’esperienza d’acquisto per l’utente sempre migliore e aumentando la conversion rate dei siti online. Una novità assoluta che migliora le connessioni tra le società di trasporto e i brand e contribuisce alla crescita del mercato online nostrano.


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 12/11/2019


Sainsbury’s festeggia i 150 anni sulle orme di Dickens

Londra, 1869, il mercato di Natale e una banda di spazzacamini provenienti dall'orfanotrofio si mangia con gli occhi le bancarelle piene di lecornie. Ma ecco apparire il solito cattivone di turno, il furfante che ruba. Peccato che poi venga incolpato il piccolo Nicholas il quale, umiliato di fronte a tutti, viene imprigionato e mandato via dalla città. La scena però è stata bene osservata da una commerciante, la quale, armatasi di carrozza, va a recuperrare il piccolo, disperso nella foresta imbiancata da una bufera di neve, lo salva, gli regala i frutti e lui, di nascosto, entra nella notte di Natale nell'orfanotrofio e riempie le calze dei suoi amici, mentre il furfante di cui sopra viene punito con una palla di carbone. I bambini corrono festanti e Nicholas si ritrova di nuovo da solo nella foresta, si sistema il berretto, che però diventa rosso, l'inquadratura si amplia ed ecco spuntare le renne. Il piccolo Nicholas, in realtà, è Babbo Natale! Sainsbury’s festeggia così i suoi primi 150 anni, con un lungo spot dai connotati cinematografici, ispirato alla Londra vittoriana cara a Charles Dickens.

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Autore: F Lattanzio - 18/11/2019


Pinterest entra in una nuova fase e passa «dalla ispirazione all’azione»

Pinterest è universalmente incluso nell’insieme dei social network, ma rispetto agli altri ha caratteristiche del tutto anomale. L’orientamento molto più personale con cui l’utente approccia alla piattaforma fa di essa la destinazione su cui cercare ispirazione e sviluppare le proprie idee. Più che quelle della condivisione, l’affaccio alle bacheche degli altri utenti prende la forma di una contaminazione. Ai piani alti della company si sono accorti della propensione degli utenti al reperimento dei prodotti che inquadrano nelle loro board, ed è da qui che è partita la nuova fase dell’azienda. La user experience si fonde con le opportunità commerciali per i brand in un modo totalmente naturale e questa dinamica ha suggerito un passo deciso nella direzione del commerce. «Il buon advertising è quello che ti permette di realizzare quello che hai in testa, spiega Jon Kaplan, Global Head of Partnerships di Pinterest, a DailyNet. Un’affermazione che si traduce, nei fatti, con nuovi prodotti orientati a realizzare i desideri (d’acquisto) dei consumatori. Le Shopping Ads, infatti, hanno succeduto l’introduzione dei cataloghi nei Paesi anglofoni, e presto arriveranno in Italia, dove la piattaforma conta 10 milioni di utenti attivi visitatori unici al mese secondo comScore e un forte presidio dei verticali su cui Pinterest è più efficace: fashion, del food, del beauty e del travel. DailyNet ha incontrato Jon Kaplan, Global Head of Partnerships di Pinterest, per approfondire la nuova direzione presa dalla società. Avete da poco presentato un aggiornamento del design della vostra app. Quale strategia c’è alle sue spalle? Educare le persone all’utilizzo della piattaforma è lo scopo primario del recente aggiornamento della nostra app. Pinterest è uno strumento disegnato attorno ai consumatori, vuole essere una piattaforma utile alla costruzione delle idee, e l’aggiunta della parte commerce è il tassello che permette di trasformare queste idee in realtà. È funzionale per una serie di segmenti, in particolare quelli del fashion, del food, del beauty e del travel. Nel segmento dei principali network, Pinterest assume un posizionamento e una funzione molto diverse dagli altri… Presenta differenze fondamentali rispetto agli altri network. Se i vari Facebook, Instagram e Snapchat sono dedicati alla condivisione della propria vita e dei propri gusti, Pinterest consente di pianificare la propria vita salvando, per sé stessi, le idee all’interno di differenti bacheche, con l’obiettivo di elevarle aggiungendo sempre più ispirazioni. Per dare ulteriori suggerimenti agli utenti e facilitare il reperimento di nuove idee o ispirazioni abbiamo poi sviluppa to team e tecnologie di artificial intelligence dedicati alla costruzione di board consigliate. Quanti sono gli utenti che frequentano la piattaforma a livello globale? E quanti lo fanno in Italia? L’audience globale della piattaforma conta 300 milioni di utenti mensili, che producono circa 200 miliardi di Pin. In Italia, invece, i visitatori unici mensili sono 10 milioni. Qual è l’equilibrio tra la user experience e il lato commerciale di Pinterest? Stiamo lanciando un nuovo design che dia risalto alle immagini, conferendo alla piattaforma un impatto visuale più accattivante. Gli advertiser hanno sempre considerato Pinterest come un prodotto unico per quanto riguarda l’intent purchase, ma i motivi che hanno portato allo sviluppo della piattaforma non prevedevano un forte orientamento al business. Quello che abbiamo perseguito nello sviluppo della nuova interfaccia è la creazione di una user experience migliore, che sia in grado di allineare brand e utenti. Quali possibilità mettete a disposizione degli advertiser? Come si compone la vostra offerta pubblicitaria? I consumatori sono molto propensi a interagire con i post, e con le Shopping Ads abbiamo spostato il nostro orientamento in questa direzione. Abbiamo lanciato da poco i Cataloghi e la possibilità di acquisto direttamente dalla piattaforma, passando così dalla ispirazione all’azione. Vogliamo rendere lo shopping pervasivo e stiamo cercando di capire quali aree di Pinterest siano adatte a contenere la possibilità dell’acquisto online. Per quanto riguarda le pagine dei brand, abbiamo già costruito delle tab che permettono divisioni per prodotto e lo sviluppo di feature personalizzate. Quando sarà possibile vedere le Shopping Ads in Italia? Le Shopping Ads arriveranno in Italia tra qualche mese. Per ora sono disponibili nei Paesi anglofoni, dove stanno ottenendo grandi performance. È stato importante inserire i Cataloghi, così da avere materiale, in termini di prodotti, da poter proporre agli utenti. Alla luce di quanto detto, ovvero del passaggio dall’ispirazione all’azione, quale sarà il futuro di Pinterest? Stiamo entrando in una nuova fase dell’azienda. Il primo passo è la valutazione della risposta degli advertiser, degli insight e delle intenzioni d’acquisto espresse dagli utenti nel mercato Usa. Puntiamo a proporre una value proposition unica, continuando ad alimentare la complementarietà tra l’ispirazione e l’azione. Per ora con lo shopping, poi, magari, collegando tutti i Pin con la loro funzione finale, perché a volte l’azione ha un significato diverso dall’acquisto. Il buon advertising, secondo noi, è quello che ti permette di realizzare quello che hai in testa. E nella nostra piattaforma tutto questo avviene in maniera nativa, è la finalità che spinge gli utenti ad utilizzare Pinterest. ​

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Autore: S Antonini - 18/11/2019


WPP Italia: ricavi 2019 in linea con l’anno scorso, profittabilità a due cifre; no alle gare non remunerative

WPP Italia chiuderà il 2019 con ricavi in linea con l’anno scorso, ma con una profittabilità a due cifre. Lo confermano Massimo Costa, Country Manager del gruppo di comunicazione, e Massimo Beduschi, Chief Executive Officer e Chairman di GroupM, a margine del Forum annuale organizzato in collaborazione con The European House Ambrosetti che si è tenuto ieri a Milano. WPP vanta in Italia una rete di 50 società, per un fatturato di oltre 400 milioni di euro e 2.500 «a cui dobbiamo pagare lo stipendio ogni mese», sottolinea Costa, perciò la marginalità è il primo obiettivo perseguito dal business. Ovvero «non partecipiamo più alle gare costose e poco remunerative», in un sistema che, dice ancora il Country Manager, ne ha troppe istruite male. Dopo l’acquisizione della quota di maggioranza dell’hub digitale veneto AQuest, lo scorso luglio, WPP ha in animo l’allargamento del perimetro con altre due operazioni, sempre in ambito digital. Da maggio dell’anno prossimo il gruppo si trasferirà definitivamente nel Campus allestito nella ex area Richard-Ginori di Milano. Il mercato nel 2019 Del resto, il digitale è il settore che traina il mercato dell’advertising. Secondo le previsioni di GroupM, il 2019 si concluderà con un calo complessivo tra l’1% e il 2%, al lordo degli over the top del web. «Senza questi – spiega Beduschi – la contrazione oscilla tra il 5% e il 7%; non è stato un anno positivo e si chiuderà allo stesso modo». L’anno prossimo, invece, il saldo potrebbe tornare positivo. I due manager sottolineano che Google e Facebook fanno molti volumi anche perché possono contare sugli investimenti delle piccole imprese per le quali i mezzi tradizionali sono pressoché inaccessibili. La pubblicità classica «ha preso un duro colpo»: la stampa continuerà a registrare perdite a due cifre anche nel 2020 mentre per la televisione ci si attende una tenuta, in primo luogo grazie agli eventi sportivi internazionali e in particolare gli Europei di calcio – mentre le Olimpiadi meno in quanto le gare si disputano in orari notturni per il pubblico italiano -, ma anche perché la tv è forte sul target delle persone di mezza età. Tornando ai giganti USA del web, le stime WPP-GroupM sulla raccolta pubblicitaria 2019 in Italia indicano per Facebook 1 miliardo di euro e per Google 1,5 miliardi di euro, mentre per Amazon «che ancora deve esprimere tutto il suo potenziale» sono attesi 110 milioni di euro. Il futuro del business della comunicazione Secondo WPP, nuove categorie di clienti e di business saranno cruciali in futuro per lo sviluppo del business della comunicazione. I più grossi spender dovrebbero essere proprio gli ott: «Prima noi eravamo i loro principali clienti, oggi è il contrario» commenta Costa. Altri settori che diventano pilastri del business della comunicazione sono e-commerce e fin-tech, mobilità e in particolare quella sostenibile, hospitality da parte dei grandi marchi del lusso che vogliono estendere la brand experience anche ai settori della ristorazione, dell’accoglienza alberghiera, del turismo alto di gamma. Evoluzione inevitabile, la cui rapidità di diffusione dipende da mercato a mercato «anche in relazione al livello di cultura digitale» conclude Costa.

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Autore: S Antonini - 17/11/2019


Verizon Media Italy cresce con native, video e programmatic; al via la nuova Yahoo! Mail e restyling per Yahoo.it

Yahoo! rinnova la user experience della posta elettronica via mobile con il lancio della nuova app Yahoo! Mail, disponibile in Italia dalla fine di ottobre, e rafforza anche l’offerta editoriale del sito Yahoo.it. Le novità del brand del gruppo Verizon sono state presentate ieri a Milano da Verizon Media Italy, che ha anche confermato andamenti in crescita nel nostro mercato trainati dal native advertising e dai formati di extended reality, dal programmatic e dall’area video dove Verizon Media vanta un accordo con Warner Music Italia, di cui gestisce in esclusiva la pubblicità sui video musicali distribuiti da YouTube. Spiega Christina Lundari, General Manager di Verizon Media Italy: «I risultati che stiamo ottenendo nel mercato sono in linea con le attese. Della nostra filiale viene apprezzato molto lo spirito imprenditoriale; stiamo guardando a un ampliamento del business sempre nell’ambito del native anche attraverso accordi con editori terzi che vogliono entrare nel network, nonché nell’area video e programmatic soprattutto nei settori del digital out of home e dell’audio». Verizon Media dispone di una DSP proprietaria e di un flusso di 200 miliardi di dati registrati al giorno. L’offerta pubblicitaria si articola tra display, video, native, nuovi canali (audio, smart tv e digital OOH), content. Verizon Media gestisce oltre ai circuiti di proprietà anche l’inventory di Microsoft e vanta una partnership con Samsung Upday. Infine si occuperà anche di Apple News quando arriverà in Italia. La nuova Yahoo! Mail La nuova app dedicata alla consultazione della mail di Yahoo! è stata presentata da Sara Pellachin, Head of Ryot Studio Italy, la divisione di Verizon Media dedicata ai contenuti, che ha sottolineato come il 95% delle mail ricevute quotidianamente provengano da aziende, e in particolare da siti di e-commerce, e solo il 5% contatti personali. La nuova release Yahoo! Mail è stata pensata quindi per rendere più semplice e razionale la consultazione, ridisegnando l’organizzazione automatica personalizzata delle mail per priorità. Inoltre, con l’aumento delle dimensioni degli schermi, Yahoo! Mail ha posizionato il menù di navigazione in basso in modo da potere gestire il servizio con una sola mano. Yahoo! Mail ha 200 milioni di utenti unici nel mondo di cui il 60% fuori dagli Stati Uniti e 4 milioni in Italia. Claudio Semenza   La nuova offerta editoriale L’informazione chiara, non partigiana, che rappresenti un servizio utile è l’obiettivo del restyling dell’offerta editoriale di Yahoo.it, sito che vanta 7,3 milioni di utenti unici mensili, di cui il 49% è costituito dal pubblico femminile. Un’utenza interessata ad argomenti finanziari – 2,7 milioni di utenti unici mensili per Yahoo! Finanza – che per il 68% fruisce delle notizie da mobile, ed è per questo che la nuova offerta di news è pensata per un’utenza smart. Cresce la fascia giovane: lo scorso agosto i giovani dai 15 ai 24 anni rappresentavano il 17% dell’utenza. L’Editor in Chief di Yahoo Italia Claudio Semenza ha illustrato le principali novità del sito tra video originali ed esclusivi Yahoo! che sfrutta la crescita esponenziale degli ad call, da 7,5 milioni dello scorso maggio ai 24,4 di agosto, e le partnership premium strette con Adnkronos, Agi, Askanews e Primopiano. Quest’ultima garantisce la copertura 24 ore su 24, fine settimana compresi, e la gestione anche della presenza social, e in particolare su Instagram dal 2020. La produzione video fa capo all’agenzia dedicata Estenews che ogni mese produce 200 contenuti, e che dispone di uno studio di registrazione per interviste. Dall’anno prossimo produrrà anche videochat live.

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