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RCS MG conferma il calo dei ricavi del 3% nel 2015

Autore: Redazione


Il Gruppo di cui sono presidente Maurizio Costa e a.d. Laura Cioli ha approvato ieri il bilancio degli scorsi dodici mesi, nei quali sono state raggiunte le guidance stabilite. Gli abbonati a C+ hanno superato quota 30.000. Il closing per la cessione di RCS Libri è atteso per la metà del mese di aprile

Il CdA di RCS MediaGroup, riunitosi ieri sotto la presidenza di Maurizio Costa, ha esaminato e approvato i risultati 2015, che confermano quelli forniti in via preliminare il 22 febbraio e riportati da DailyMedia il giorno seguente. Le principali evidenze sono quindi che sono state raggiunte le guidance per gli scorsi dodici mesi, con ricavi in leggera riduzione (3%), Ebitda ante oneri non ricorrenti in crescita sia in valore assoluto sia in termini di redditività, che si attesta al 7% dei ricavi totali, e indebitamento inferiore a 500 milioni di euro. Il contesto in cui ha operato il Gruppo, di cui ora è a.d. Laura Cioli, è quello che ha visto nello scorso anno l’economia italiana confermare le indicazioni di una moderata crescita, mentre è continuata in maniera più marcata la ripresa di quella spagnola. Tali andamenti - sottolinea la nota emessa ieri dal Gruppo - non hanno impattato ancora in modo significativo sul mercato pubblicitario italiano, che ha confermato il trend negativo, evidenziando una flessione dello 0,5% (con la stampa a -5,47% e internet a -0,7%, fonte Nielsen), mentre in Spagna si è registrato un incremento complessivo del 5,8% (stampa +0,3%, internet +12,3%, fonte I2P/ArceMedia). Premesso che, già a partire dal resoconto di gestione al 30 settembre 2015, ricavi ed Ebitda non sono più comprensivi dei risultati dell’Area Libri, i ricavi netti consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2015 si attestano a 1032,2 milioni, rispetto ai 1065,1 a perimetro omogeneo del 2014. I ricavi diffusionali ammontano a 421 milioni, in flessione di 25 milioni, principalmente per gli andamenti del mercato spagnolo. I ricavi pubblicitari ammontano a 475 milioni, in decremento del 3,2% rispetto al 2014 (-16 milioni). Il confronto è penalizzato dall’effetto positivo delle iniziative speciali e dei Mondiali di Calcio nel 2014, escludendo il quale - al netto dei ricavi legati a Expo - il decremento dei ricavi pubblicitari di Gruppo RCS si attesterebbe al 2%. Nel quarto trimestre il calo dei ricavi pubblicitari è risultato più contenuto, attestandosi a -1,2%. Quelli editoriali diversi mostrano una crescita di 8 milioni, legata al successo delle iniziative di RCS Sport, attestandosi a 136 milioni. L’Ebitda ante oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 71,8 milioni, in miglioramento di 11,1 milioni (+18,3%), grazie alla crescita delle aree di business. In particolare, Media Italia cresce da 61,8 a 65,3 milioni; Media Spagna passa da 27,3 a 29,4 milioni; e l’incremento del risultato di RCS Sport contribuisce per 4 milioni, mentre i risparmi sulla Corporate hanno portato circa 5 milioni di benefici.  Il risultato operativo (Ebit), negativo per 107 milioni, è in flessione di 55,1 milioni, anche per effetto delle maggiori svalutazioni di immobilizzazioni). Il risultato netto dell’esercizio è negativo per 175,7 milioni rispetto ai -110,8 del 2014, recependo anche il risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse (RCS Libri), negativo per 38,8 milioni (-20,9 nel 2014). L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 486,7 milioni (482,5 nel 2014) e ha evidenziato un miglioramento della gestione tipica per circa 32 milioni. L’organico puntuale (escludendo l’area Libri, destinata alla vendita, che conta 332 dipendenti) è pari a 3.613 unità e registra, come saldo tra piani di ristrutturazione e inserimenti con finalità di sviluppo di nuovi business/attività, una flessione di 18 unità. Il Consiglio ha inoltre approvato il progetto di bilancio della capogruppo RCS MediaGroup S.p.A., che evidenzia un risultato netto negativo per 49,7 milioni, in miglioramento rispetto ai -117,6 del 2014. Il patrimonio netto della capogruppo risulta essere pari a 360,5 milioni, a fronte di un capitale sociale di 475,1. Il Consiglio ha deliberato di proporre all’assemblea di portare a nuovo la perdita netta di 49.654.568 euro. La nota segnala la presenza di una significativa incertezza in relazione al mancato raggiungimento, allo stato attuale, di un accordo con le banche finanziatrici riguardo al mancato rispetto degli impegni finanziari al 31 dicembre 2015 e a nuovi termini e condizioni del contratto di finanziamento. Gli amministratori, però, tenuto conto delle iniziative in corso e, in particolare: del tavolo negoziale in essere con le banche finanziatrici allo scopo di definire una bozza di “Term Sheet” che preveda un’estensione delle scadenze delle linee in essere coerente con i risultati attesi dall’implementazione del Piano 2016-2018 e una generale ridefinizione dei principali termini e condizioni del contratto di finanziamento; del prossimo introito dei proventi netti della cessione di RCS Libri (sulla base di un prezzo concordato di 127,5 milioni) il cui closing è previsto avvenire entro aprile 2016; e dell’approvazione da parte dell’assemblea del 16 dicembre 2015 della delega per un aumento di capitale per un importo massimo di 200 milioni da esercitarsi entro il 30 giugno 2017, ritengono ragionevole l’aspettativa che il Gruppo possa disporre di adeguate risorse finanziarie per continuare l’esistenza operativa e, pertanto, hanno adottato il presupposto della continuità aziendale per la redazione della relazione finanziaria 2015. L’andamento delle aree L’area Media Italia registra ricavi per 517,4 milioni (-2,7%); il calo è generato dalla contrazione dei ricavi pubblicitari e dal calo delle diffusioni delle testate, in parte compensati dall’aumento del prezzo di quelle cartacee. I ricavi editoriali sono stati pari a 282,9 milioni, in contrazione dell’1,7%. In particolare, i ricavi editoriali del Sistema Corriere evidenziano un trend in linea rispetto al 2014, con il calo delle diffusioni compensato dal buon andamento delle opere collaterali e dal positivo effetto dell’aumento del prezzo di copertina della testata; anche il Sistema Gazzetta sconta il calo delle diffusioni, in parte compensate dall’aumento di prezzo della testata, mentre i ricavi da collaterali sono sostanzialmente stabili. Si segnala l’ottimo andamento del supplemento la Lettura, da luglio a pagamento. I ricavi editoriali del Sistema Verticali, invece, segnano un incremento di 0,7 milioni, attribuibile in gran parte al lancio di due nuovi prodotti mensili legati a Oggi (Oggi Enigmistica e Oggi Cucino Free), al maggior numero di uscite dei monografici (i Nomi di Oggi) e al prezzo di vendita dei collaterali più alto. Aumentano anche i ricavi derivati da Living, divenuto a pagamento da maggio 2015. I ricavi pubblicitari sono pari a 209,7 milioni, in flessione del 4,5%, mentre quelli editoriali diversi incrementano e si attestano a 24,8 milioni. Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport confermano la posizione di leadership diffusionale nei settori di riferimento. Nell’ultimo rilevamento ADS, il primo si conferma leader nella diffusione complessiva, attestandosi a 434 mila copie medie. Le diffusioni totali della “rosea” sono state pari a 237 mila copie medie, mentre quelle digitali raggiungono le 38 mila. I siti corriere.it e gazzetta.it nell’anno raggiungono complessivamente 57,3 milioni di browser unici medi mensili non duplicati, +25,2%. Per quanto riguarda le versioni mobile dei due siti, Corriere Mobile ha registrato 14,1 milioni di browser unici (+104%), mentre Gazzetta Mobile ha raggiunto 9,1 milioni di browser unici (+145%; fonte Adobe SiteCatalyst). Per quanto riguarda i siti del Sistema Verticali, particolare attenzione è stata dedicata a IoDonna.it e Oggi.it, per i quali è stato realizzato un restyling; Living.corriere.it conferma la leadership di RCS nel mercato online del settore arredamento e design, mentre Amica.it. registra una sostanziale tenuta. L’area Media Spagna registra ricavi per 330 milioni, in decremento rispetto ai 358,1 del 2014. I ricavi pubblicitari sono pari a 151,8 milioni, in calo del 3,1%, principalmente per effetto del calo della raccolta effettuata per editori terzi. I ricavi editoriali raggiungono i 137,7 milioni, in decremento di 20,3 per la generale flessione delle diffusioni. I ricavi diversi, pari a 40,5 milioni, presentano un decremento di 2,9 milioni, dovuto principalmente alla chiusura di due canali televisivi avvenuta nel maggio del 2014. Evoluzione prevedibile della gestione Nel 2015 si sono evidenziati i primi segnali di recupero dell’economia in Italia, mentre si è rafforzata  la ripresa di quella spagnola. Il miglioramento del mercato del lavoro, la diminuzione del prezzo del petrolio e le manovre monetarie della BCE hanno favorito in entrambi i Paesi un aumento dei consumi. Le prospettive economiche, in particolare per l’Italia, rimangono tuttavia incerte per l’indebolimento della crescita nei Paesi emergenti, la debolezza del commercio mondiale e le tensioni geopolitiche. Il mercato pubblicitario sul mezzo stampa in Italia al momento non presenta segnali tali da poter far prevedere per il 2016 una chiara inversione di tendenza dell’andamento negativo rilevato negli ultimi anni, per quanto le previsioni concordino su un trend migliore. Il mercato internet è previsto nel complesso in crescita, mentre quello di riferimento, nel quale opera RCS, prevede una sostanziale stabilità. In Spagna, per il 2016, il mercato pubblicitario è previsto in crescita del 5% (in rallentamento rispetto alla crescita osservata nel 2015), con la componente pubblicitaria online a +9,9% e la stampa tradizionale prevista stabile. Per contro, il perdurare della situazione di incertezza generatasi a seguito delle elezioni politiche di dicembre potrebbe causare un ulteriore rallentamento del trend di crescita degli investimenti. In tale contesto, sulla base del Piano 2016-18, è stato approvato il 22 febbraio il budget per il 2016, confermando gli obiettivi del primo anno di Piano: ricavi stabili rispetto al 2015; efficienze nette per 40/45 milioni; margine Ebitda ante oneri non ricorrenti al 10%; risultato netto leggermente positivo e net cash flow in pareggio. Outlook 2016 e Plan Progress L’a.d. ha quindi aggiornato il Consiglio in merito alle prime evidenze sul 2016 e alle attività di realizzazione del Piano Industriale. La raccolta del primo trimestre è prevista in miglioramento rispetto al pari periodo 2015, sia in Italia che in Spagna, evidenziando un andamento migliorativo anche rispetto al budget. Trend positivo anche per l’Ebitda, il cui miglioramento nel primo trimestre dell’anno è previsto contribuire per più del 25% all’incremento atteso per l’intero 2016. In particolare, sono state identificate e avviate tutte le iniziative di riduzione dei costi, sia per quanto attiene i costi esterni, sia in relazione al costo del lavoro. Le efficienze attese nel primo trimestre sono in linea con l’obiettivo totale annuo di risparmi per 40/45 milioni. A fine gennaio è stata, inoltre, lanciata la nuova offerta digitale del Corriere della Sera: a oggi, sono già oltre 30 mila i lettori abbonati a C+. Nel corso dei primi due mesi dell’anno, le trasmissioni di Gazzetta TV, in precedenza diffuse attraverso il dtt, sono state migrate sul web, portando da subito ottimi risultati: a febbraio, gazzetta.it ha raggiunto il record storico di video views, superando i 19 milioni di streaming. Infine, continuano le negoziazioni per la cessione di VEO ed è stato firmato l’accordo per l’affitto di uno dei canali del multiplex.

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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: Redazione - 22/03/2019


The Lift

La più classica delle scene cinematografiche diviene il centro del nuovo spot di Bianco, brand di calzature danese nato nel 1987. L’ascensore - The Lift - è il luogo ideale per raccontare una storia, una storia che come tante vede protagonisti un ragazzo e una ragazza che non hanno il coraggio di parlarsi e di rivelarsi l’attrazione reciproca. “Esci fuori dalla tua testa”, è questo l’invito finale del commercial da quasi 5 minuti, realizzato dall’agenzia &Co.. Uno spot davvero davvero emozionante che ci fa immedesimare con i protagonisti.

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Autore: Redazione - 22/03/2019


Accordo fra Iren e Linkem: nasce “Iren Casa Online”

Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga. Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano. I protagonisti dell’accordo Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell'energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti. Linkem - operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione - metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata. Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale che prevede un canone mensile pari a 17.90 euro al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5 euro al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione. I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

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Autore: G Broggi - 22/03/2019


Women in Tech: “Less is more”, il motto di Sara Buluggiu

Torna la rubrica Women in Tech, lo spazio dedicato di DailyNet alle donne che quotidianamente contribuiscono allo sviluppo del nostro settore. Questa settimana protagonista è Sara Buluggiu, Managing Director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project. “Less is more” è la lezione che la manager ha imparato da un suo capo americano e non si è più dimenticata. In questa intervista Sara Buluggiu racconta alcuni passaggi della sua carriera, la sua visione del mercato in un ambiente di lavoro che è “family-first”. Com’è ha avuto inizio la sua carriera nel settore dell’advertising technology? È successo - come era stato per il mio inizio nel digital - per caso. Lavoravo in Starcom come Digital Director e Marco Bertozzi, mio collega a Londra con cui avevo già lavorato agli albori della mia carriera in agenzia, mi chiama per dirmi che c’è una specie di ad-network da mettere in piedi; sarei dovuta andare a Chicago per una formazione di tre giorni. L’azienda del Gruppo Publicis che era in carico di questa nuova cosa era Vivaki Nerve Center e in soli tre giorni imparai più cose che in anni in agenzia. Nel giro di poco stavo facendo la start-up di Audience On Demand, il primo trading desk di Publicis. Mi piacque da subito, avevo modo di spolverare nuovamente le mie competenze di ad-server e la mia vena Nerd. Quali sono le sfide principali che aziende come Rubicon Project si trovano ad affrontare oggi? Rubicon Project è in prima linea per la lotta al fraud e per iniettare quanta più trasparenza nella filiera programmatica; filiera che di suo è viziata da un player monopolista che per definizione non aiuta nessuna industry. Ci vuole educazione di tutti gli attori e un costante lavoro di adattamento del proprio business alle reali necessità. Dal canto nostro vantiamo l’indipendenza che ci permette di muoverci più agilmente garantendo ai nostri clienti innovazione di prodotto costante. Come descriverebbe gli effetti di tutti questi cambiamenti? Senza alcun dubbio sono cambiamenti sani da un lato e sfidanti dall’altro. Sani perché danno a tutti l’opportunità di eccellere, sfidanti perché non consentono di riposare mai: non ci si può permettere di smettere di studiare e di confrontarsi con colleghi che - a volte più junior di noi - ne sanno di più e ci permettono di conoscere e trasferire ai C level le novità. Mi sento molto fortunata a lavorare in questa industry: è il miglior anti-rughe che io applichi al mio cervello! Secondo lei, qual è stato l’avvenimento tecnologico che ha avuto il maggiore impatto negli ultimi anni? Ce ne sono ogni giorno di piccole e medie dimensioni che sommati portano a un continuo cambiamento; ma in ambito adv è la nascita del protocollo Real Time Bidding è quello che in scala mondiale ha segnato una via di non ritorno. Il mio lavoro di 10 anni fa è in via di estinzione; la definizione del consumatore in cluster socio demografici è destinata ad essere obsoleta; la stessa divisione tra media è un concetto superato. L’impatto sulla pubblicità è stato ed è - come dicono gli americani - disruptive. Qual è stata la lezione più importante che ha ricevuto nella sua carriera? Mi ritengo una donna fortunatissima: ho avuto capi e collaboratori eccezionali. La lezione però che mi salva la vita ogni giorno è una massima di un mio capo americano “less is more”. Il mio ruolo è di far capire alle persone che cosa sia il programmatic, come funziona Rubicon Project e grazie a questa massima so che la simplificazione è ciò che aiuta le persone a non sentirsi spaesate in un ambito che non gli appartiene. A volte è meglio un acronimo in meno ma un parallelismo in più per rendere tutto più famigliare. Quindi, sì: Less is More. Cosa pensa riguardo la sfida che le donne di oggi affrontano per trovare l’equilibrio tra aspirazioni professionali e vita personale? In questo contesto, quale supporto offre Rubicon Project? Rubicon Project è una azienda fantastica dove davvero le persone sono “famiglia”, in particolare il mio team qui a Milano ma è proprio nel DNA dell’azienda. Non ho mai avuto conflitti tra famiglia e lavoro un po’ perché non penso di essere la tipica mamma italiana che sente il dovere di tallonare stretto il proprio figlio per sentire di fare il proprio dovere di genitore in maniera adeguata, un po’ perché “family first” è un mantra per tutti a tutti i livelli in Rubicon Project. Quale consiglio si sente di dare alle giovani di oggi che vogliono intraprendere una carriera di successo in questo settore? Anzitutto Fatelo! Ho una posizione aperta da mesi e vorrei assumere una ragazza visto che ho un team tutto azzurro ma non ci sono donne che si candidano; secondariamente è un ambito dove le capacità di multitasking e relazionali di una donna hanno modo di esprimersi al meglio. Bisogna essere curiose, precise e decisamente flessibili! insomma è perfetto per una donna. Quale pensa sia “the next big one” in advertising? E qual è la sua preoccupazione maggiore? Mi piace pensare che sia un approccio ai media veramente incentrato sull’utente dove la differenza tra esperienza e comunicazione pubblicitaria sia talmente labile da non essere più percepito; questo è possibile grazie alla tecnologia che pervade ormai le nostre vite e che ci permette di fare singolarmente esperienze personali e personalizzate. Proprio a questo tema è legata anche la mia preoccupazione perché l’eccesso di profilazione rischia di portarci all’effetto “bolla” in cui ciascuno di noi viene esposto solo a stimoli che in qualche modo gli sono vicini uccidendo di fatto la capacità di essere stimolati da nuove cose e di confrontarsi con concetti a noi alieni. L’equilibrio tra le due facce della medaglia è la grande sfida.

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Autore: Redazione - 21/03/2019


PRISMI archivia il 2018 con valore della produzione in crescita e una leggera perdita

Il Consiglio di Amministrazione di PRISMI, società specializzata nei servizi di digital marketing e posizionamento sui motori di ricerca (SEO), ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 deliberando di convocare l’assemblea dei soci in sede ordinaria e straordinaria. Alessandro Reggiani, Presidente e Amministratore Delegato di PRISMI, ha commentato: “Il 2018 conferma il trend di crescita iniziato nel 2016: l’esercizio ha visto un forte incremento del valore della produzione (+42%) e dell’EBITDA (+191%) a dimostrazione della scalabilità del modello di business. La marginalità diretta di PRISMI sull’esercizio 2018 ha raggiunto il 18%. L’EBITDA consolidato (13%) è stato influenzato dall’andamento negativo delle controllate InGrandiMenti, che verrà prossimamente fusa nella capogruppo, e soprattutto di Wellnet il cui risultato negativo è legato al protrarsi, per gran parte del 2018, della fase di start up; tuttavia si segnala che le vendite gestionali della stessa Wellnet al 19 marzo evidenziano una crescita sia rispetto all’anno scorso (+126%) che al budget (+28%)”. Il valore della produzione Il valore della produzione a livello consolidato, pari a 21,2 milioni di euro rispetto ai 15 milioni di del 2017, registra un incremento pari al 41,6%, da attribuirsi principalmente alla capogruppo che registra una crescita pari a circa il 44% rispetto all’esercizio 2017.  L’incremento registrato nelle vendite di periodo, pari al 45% in capo alla capogruppo e al 47% per il consolidato, è da ricondurre per la capogruppo a politiche commerciali volte ad un maggior soddisfacimento della clientela target e alla crescita della rete commerciale. Il margine operativo lordo (Ebitda) consolidato è pari a 2,76 milioni (3,23 milioni l’Ebidta della sola capogruppo). Le controllate La controllata InGrandiMenti ha subito nel corso dell’esercizio 2018 un processo riorganizzativo particolarmente intenso che ha comportato una perdita di periodo significativa. Tale perdita ha impattato negativamente sull’Ebitda consolidato del 2018 mentre è stato riflesso per 361.000 euro come componente negativa delle attività finanziarie della controllante. La controllata Wellnet, a causa del processo di integrazione attuato nel corso del 2018, non ha contribuito positivamente al risultato del gruppo, conseguendo un Ebitda negativo di 33.000 euro. Tuttavia la società ha completato il processo di startup e definizione del business model chiudendo l’esercizio con un significativo portafoglio ordini. La società Prismi CH Sagl, locata nel Canton Ticino, ha invece contribuito in maniera positiva (40.000 euro) all’andamento del gruppo. I principali indicatori economici Nonostante gli apporti negativi delle principali controllate il livello di raffronto dell’EBITDA del consolidato del 2017 pari a 950.000 euro con quello dell’anno 2018, pari a 2,76 milioni, evidenzia un incremento del 191%, mentre la Capogruppo PRISMI registra una crescita pari al 353% passando da un EBITDA dello scorso esercizio di 710.000 euro ai 3,23 milioni dell’esercizio 2018. Per la Capogruppo PRISMI la crescita del margine evidenzia l’effetto di scala connesso al modello di business che, grazie ad un incisivo controllo sui costi operativi e ad un maggior efficientamento interno, permette di gestire fatturati in forte crescita senza un aumento proporzionale dei costi fissi. Il risultato operativo netto (Ebit) dell’esercizio 2018 è positivo per 600.000 euro a livello di consolidato e per 1,4 milioni per PRISMI. Il risultato netto consolidato e quello di PRISMI evidenziano rispettivamente una perdita pari a 1,6 milioni e di 1,1 milioni 2018. Il risultato complessivo della Capogruppo per l’esercizio 2018 risulta negativo per circa 700.000 euro e negativo per 1,7 milioni il consolidato.

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