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Integral ad Science e Innovid insieme per una pubblicità migliore

Autore: Redazione


Gli strumenti messi a disposizione da IAS prevengono la visualizzazione di filmati adv invasivi, con contenuti non idonei e fraudolenti, o che semplicemente non sono in target

Integral ad Science (IAS) ha annunciato ieri la partnership con Innovid, una delle piattaforme di video marketing più importanti. Da ora le campagne video che vengono caricate possono utilizzare la tecnologia di video blocking di IAS, che previene la visualizzazione di filmati pubblicitari invasivi, con contenuti non idonei o fraudolenti, o che semplicemente che non sono in target. "La frode pubblicitaria è un grosso problema che sta tormentando ormai da tempo questa industry e noi crediamo che sia nostra responsabilità, cioè dei marketer, affrontare la situazione e risolverla  nel modo più trasparente possibile", ha affermato Ronnie Lavi, svp prodotto di Innovid. "L'integrazione con la tecnologia di Ias ci permette di offrire una soluzione proattiva ed efficace per proteggere le campagne video da qualsiasi tipo di frode, così come aumentare i margini di sicurezza e trasparenza, piuttosto che limitarsi unicamente a segnalare l'esistenza di un problema. Un tale approccio ci permetterà di ottimizzare il roi di una campagna video e fornire pieno supporto ai marketer", conclude Lavi.

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Special Content

Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 19/04/2019


Cadbury lancia in UK il nuovo Darkmilk con la firma nostalgica di VCCP

Una nuova barretta di cioccolato, dolcemente al latte, ma senza dimenticare l'amaro del cacao più vero. È il Darkmilk che Cadbury lancia in UK, con una campagna firmata da VCCP che gioca con i ricordi, con la nostalgia e, ovviamente, con l'ironia. Due filmati costruiti attorno ai visi invecchiati di due sex symbol della pop music britannica anni 80: Kim Wilde, subito in auge al principio degli eigthies con "Kids In America", brano più volte richiamato anche nello spot dalla protagonista, ormai divenuta una regina della botanica, e da Jason Donovan, tranquillo signore ripreso all'interno della sua casa, in compagnia di un cagnolino che pare quasi incredulo che il Donovan sia tornato sotto le luci dei riflettori.

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mercato

Autore: Redazione - 19/04/2019


I formati inRead di Teads sbarcano sul The Guardian in UK e EAA

Teads distribuirà i formati pubblicitari inRead all’interno delle property di The Guardian News & Media (GNM) sui mercati UK e EAA. La partnership esclusiva permetterà all’editore di rendere scalabile la propria inventory sui formati inRead e di aumentare la monetizzazione sulle pubblicità video e display sia attraverso la propria vendita diretta, sia grazie alla domanda Teads. Inizialmente questo accordo coprirà i browser su mobile e desktop, ma nell’arco del 2019 si estenderà anche all’inventory in App. Questa ultima notizia arriva dopo una serie di nuove partnership già precedentemente annunciate nel 2018, tra cui si annoverano BBC, The Economist e VICE Media. Accordi che hanno permesso alla company guidata in Italia da Dario Caiazzo di raggiungere oltre 1.5 miliardi di utenti unici mensilmente in tutto il mondo e 35,88 milioni in Italia. Oltre a una reach consistente, Teads offre sia agli advertiser che ai publisher tecnologie creative e innovative su larga scala, guidate da innovazioni come Teads Studio per le creatività e sistemi di machine learning per produrre risultati di business concreti e generare ROI significativo. Hamish Nicklin, Chief Revenue Officer, The Guardian ha dichiarato: “I formati inRead video e display offrono agli advertiser e ai publisher soluzioni interattive, creative e non invasive. Siamo felici di collaborare con Teads e di aver scelto la sua piattaforma tecnologica come parte della nostra strategia generale in modo da assicurare ai brand l’accesso al nostro ambiente di qualità e audience incrementali”. Lee Fels, UK Publishing Director, Teads, ha aggiunto: “Siamo onorati di poter collaborare con The Guardian. L’obiettivo della nostra piattaforma è quello di supportare i publisher per creare un futuro sostenibile per il mondo dei media e del giornalismo, attraverso tecnologie di primissimo livello e The Guardian sposa perfettamente il nostro approccio”.

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mercato

Autore: V Parazzoli - 19/04/2019


Rai Pubblicità: si avvia a una raccolta in pari nei primi 4 mesi; fa il pieno di sponsor per “The Voice” e spinge sul product placement

Fa il pieno di nuovi sponsor - AXA, Google, M∙A∙C Cosmetics e Opel - oltre alla confermata Acqua Rocchetta, l’edizione 2019 di “The Voice of Italy”, il talent show condotto quest’anno da Simona Ventura (che torna su un canale pubblico dopo 8 anni), in partenza da martedì 23 aprile per 8 puntate alle 21.20 su Rai2 e Radio2. Nuovi anche il cast e il meccanismo, con 4 coach inediti: Gigi D’Alessio, Elettra Lamborghini, Morgan e Gué Pequeno. La relativa offerta commerciale multimediale (che comprende anche RaiPlay) di Rai Pubblicità è stata riportata da DailyMedia dello scorso 17 marzo.  Branded Content Per la concessionaria di cui è A.D. Gian Paolo Tagliavia è anche la conferma della crescita del contributo ai volumi di affari del product placement, del cui canale, insieme a quello del branded content, è responsabile Enrico Marangoni. Sono aree partite da poco e che Rai Pubblicità gestisce in forte coerenza con l’editore, come è stato nell’ultima parte dello scorso anno con Barilla per la docuserie “Alle origini della bontà” dello chef Davide Oldani, e il 29 dicembre con illy per il dietro le quinte di 45’ del “Celebrity Fight Night” di Andrea Bocelli su Rai5 (canale, tra l’altro, che non ospita pubblicità).  Digital e radio L’edizione 2019 di The Voice sarà anche ancora più digital delle precedenti edizioni. Un vero pass all’area che, ogni giorno su tutte le piattaforme social di Rai2 e del programma, darà la possibilità agli utenti di entrare nel backstage non solo durante la messa in onda ma, anche, durante la settimana, quando coach e talent si prepareranno per la performance. Dirette social, jam session e interviste saranno gli ingredienti che comporranno l’offerta, oltre naturalmente alla possibilità di rivedere le clip delle puntate e gli extra sul sito www.thevoiceofitaly.rai.it e sul canale Youtube di The Voice of Italy. Rai Radio2 sarà la radio ufficiale con una programmazione mirata a raccontare tutte le fasi del talent show. Inoltre, racconterà The Voice anche con i programmi “Caterpillar AM” e “La Versione delle Due”, che offriranno anticipazioni e commenti. Il quadrimestre Sul fronte della raccolta, infine – come ha spiegato sempre ieri al nostro giornale il Direttore Commerciale Giancarlo Cani – per Rai Pubblicità, il primo quadrimestre si sta delineando in parità con lo stesso periodo del 2018 sul fronte della raccolta, grazie al buon andamento di marzo (che si confronta con lo stesso mese del 2018 in cui ci fu una tornata elettorale che rallentò gli investimenti), che ha compensato un primo bimestre che, come per tutti i principali broadcaster, si è chiuso negativamente (-3,3% per la concessionaria pubblica), mentre aprile, infine, sta tenendosi in linea nonostante le festività e i ponti che stanno per arrivare.

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mercato

Autore: Redazione - 18/04/2019


I sette errori più comuni nella terminologia del Digital Marketing

a cura di Lucia Sternativo, Project Manager di Across Esistono molti termini nati nel mondo del Digital Marketing e poi entrati a far parte di un linguaggio quasi quotidiano. Purtroppo, però, alcuni di questi vengono spesso confusi, finendo per definire qualcosa che nella realtà dei fatti si rivela essere ben altro. Questi “falsi amici” del digital marketing si trovano più spesso di quanto si possa immaginare e - proprio come accade con le lingue straniere - sono fuorvianti nell’associazione tra parola e idea. Motivo per cui il team di Across ha deciso di affrontare le differenze principali tra alcune parole erroneamente considerate sinonimi ma che invece contengono profonde differenze. Ecco gli errori più comuni che vengono fatti parlando di strumenti relativi al mondo digital. 1. DEM & Newsletter. Per quanto entrambi i termini si riferiscono all’invio di e-mail, ci sono delle differenze sostanziali tra i due servizi. Nelle DEM - Direct Email Marketing - le comunicazioni sono di natura commerciale e spesso contengono Call to Action che fanno atterrare l’utente su una pagina dedicata ad un’azione di acquisto o richiesta informazioni. La newsletter, invece, è uno strumento utile per ricevere comunicazioni, essere informati sulle ultime novità e ottenere sconti esclusivi. Dal punto di vista del marketing la newsletter è un ottimo modo per fidelizzare l’utente, perché chi la riceve ha già mostrato interesse verso il brand iscrivendosi volontariamente. 2. Spam & Scam. Forse nel settore digital sono i termini che spaventano di più. La parola “spam”, infatti, ha un’accezione prettamente negativa ed è il principale motivo per cui viene spesso associata allo “scam”. In parte questa fama è errata: lo spam, infatti, è l’invio indiscriminato della stessa email – spesso relativa a contenuto pubblicitario – a moltissimi indirizzi. Ma non ha nulla a che fare con le comunicazioni online inviate via mail con intenti fraudolenti: lo scam, infatti, è una vera e propria frode online per ingannare attraverso meccanismi di ingegneria sociale. 3. SEO & SEM. “Search Engine Optimization” e “Search Engine Marketing” rappresentano due sigle la cui differenza è sostanzialmente di natura economica! Infatti il SEO mira ad un posizionamento “organico”, ossia fa salire un sito nelle pagine di Google e dei principali motori di ricerca attraverso uno studio attento della struttura del codice e delle parole utilizzate nel sito. Il SEM, invece, opera acquistando le keywords e gli spazi pubblicitari attraverso campagne di sponsorizzazione mirate. 4. URL & Link. Anche queste due parole vengono spesso scambiate, nonostante indichino due cose molto diverse. L’URL - Uniform Resource Locator - è una sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in internet: un’immagine, un video o un sito web. Più semplicemente è ciò che digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file. Il link, invece, è un collegamento ipertestuale, che lega una parola, un’immagine o una grafica ad una seconda risorsa allocata altrove, consentendo un rapido accesso a quest’ultima con un semplice click. Ragione per cui è possibile dire che un link è formato da un URL ma non è altrettanto vero il contrario! 5. Lead Generation & Lead Nurturing. Si tratta di due termini essenziali per il mercato del web marketing con parecchi punti in comune, ma che indicano due attività online ben distinte. Si descrive come lead generation quel processo di raccolta dati degli utenti, interessati ad un certo prodotto/servizio, tramite form presenti su landing page create ad hoc. Il lead nurturing è invece un passo seguente alla lead generation, in quanto descrive tutto il percorso successivo: l’obiettivo è quello di fidelizzare l’utente, creando un rapporto diretto, “nutrendo” il contatto attraverso una comunicazione che non ha direttamente a che fare con la vendita, ma che mira apparentemente alla brand awareness, con proposte di sconto, newsletter e strategie simili. 6. Design Responsive & Design Adaptive. Con l’avvento di tablet e smartphone, la fruizione di contenuti online ha cambiato formato e dimensioni. Per questo i siti, oggi, vengono costruiti sin da subito seguendo due principi del design: con un design responsive il sito si adatta alla dimensione dello schermo, rimanendo sempre leggibile; con un design adaptive vengono caricate diverse versioni dello stesso sito sul server, che riconosce da quale device arriva la richiesta e manda la versione dedicata, migliorando la user experience. 7. Social Media & Social Network. Questi due termini sono particolarmente confusi anche da chi lavora nel settore. I social media, in realtà, sono l’insieme di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi tecnologici e ideologici del web 2.0, e che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti. Il social network, invece, descrive la relazione che si instaura tra persone appartenenti a una stessa rete di contatti e, sembra incredibile, è un termine che esiste ben prima dell’avvento di Facebook et similia.

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