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Facebook Live, l’esperienza dei principali publisher americani

Autore: G Broggi


Lo strumento è stato adottato a settembre da 1 editore su 2 con approcci molto differenti. Centrale rimane, però, la questione legata alla monetizzazione dei filmati

A nove mesi dal lancio di Facebook Live, l’adozione di questo strumento di comunicazione da parte degli editori sta decollando ma rimangono molti punti di domanda per quanto riguarda la monetizzazione, considerando soprattutto i costi legati alla produzioni di filmati di qualità. Secondo Socialbakers, il 51% dei principali publisher usa ha postato almeno un live nel mese di settembre, un valore in rialzo del 10% su gennaio. Contemporaneamente l’utilizzo di Periscope, l’applicazione per il live streaming di Twitter è declinato passando dal 14% di gennaio al 105 di settembre. Digiday ha dedicato un articolo sull’argomento, ricostruendo anche l’esperienza di alcuni dei più importanti editori a stelle e strisce.

Washington Post

Si parte dal Washington Post, che sta pubblicando circa 175 video live al mese trattando temi di varia natura. Come ha spiegato Micah Gelman, director of video del Washington Post, per la testata Facebook Live non è altro che una soluzione per raggiungere nuove audience, così come lo sono le numerose piattaforme social. E sul tema della monetizzazione Gelman è ottimista.

USA Today

Anche USA Today ha un approccio simile a quello del Post. L’editore sta veicolando numerosi video live ogni giorno e non ha intenzione di invertire questa strategia. Le clip vengono veicolate attraverso il suo network e poi ripoposti sotto forma di filmati più brevi con sotto il testo. “Ci sono diverse cose che non facciamo per avere entrate dirette ma perché aiutano il nostro marchio. Facebook è una di queste”, ha affermato Jamie Mottram, senior director of social content per USA Today Network.

Wall Street Journal

Chi invece ha un approccio opposto è il Wall Street Journal, che produce un video live alla settimana e non sembra voler incrementare questa quota. Certamente anche la testata di News Corp vede Live come una feature in grado di raggiungere nuove audience e rafforzare la relazione con quella esistente. Ma i limiti in termini di monetizzazione sono “qualcosa a cui pensiamo sempre”, ha specificato Carla Zanoni, executive emerging media editor. “È questo il motivo principale per cui siamo cauti nello sperimentare questo formato”.

CBS News

CBN News lavora con Facebook Live nello stesso modo del Wall Street Journal. Come racconta Christy Tanner, svp & gm of CBS News Digital, l’editore lo considera come supplementare agli streaming veicolati attraversi le proprie properties. Ma lo strumento consente di guadagnare nuovi pubblici soprattutto a temi di grande risonanza. “Siamo molto concentrati nel far sviluppare la nostra presenza live di 24 ore al giorno per tutta la settimana di CBSNews perché le opportunità di monetizzazione con Facebook Live sono davvero limitate. Per questo ne facciamo un uso ridotto”.

Il futuro di Facebook Live

Sembra esserci ancora grande incertezza intorno a Facebook Live e al suo futuro. Per i vertici della società di Menlo Park, stiamo andando verso un newsfeed only-video e lo streaming è un fattore di traino di questa transizione. Secondo un recente sondaggio di GlobalWebIndex la penetrazione del live è al 20% di tutta la popolazione di Facebook: una conferma di come la soluzione abbia attirato l’attenzione dei publisher ma un po’ meno quella degli utenti, tanto che il social ha varato una campagna consumer negli Stati Uniti per pubblicizzare il servizio tra i consumatori. Tornando agli editori non è più possibile ignorare Facebook Live,  soprattutto nell’ottica di colpire nuove audience. Il pericolo è che Facebook diventi ancor di più un walled garden e il traffico dei siti degli editori possa calare ancora. Per rassicurarli, Facebook sta testando un break pubblicitario nel corso del live streaming. Basterà?


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Autore: Redazione - 15/11/2018


“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

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Autore: D Sechi - 17/04/2019


Apple, ode al globo con Camp4 Collective e i Megadeth

Per celebrare l'intensità, il colore, l'azione e la vivacità del nostro mondo, Apple sta alzando la posta in gioco nei video girati in mobilità con la campagna tv "Don't Mess With Mother", un'ode ricca di azione al globo realizzata in tempo per l'"Earth Day" che si terrà il prossimo 22 aprile. Un tripudio di immagini spettacolari, dunque, ma con un tono seriamente tagliente coadiuvato dalla colonna sonora - impostata sulla traccia Last Rites dei Megadeth. Il puro potere di Madre Natura è mostrato in azione ravvicinata con scene così nitide che sembra quasi incredibile siano state ripresa da un iPhone. Dalle potenti onde dell'oceano ai fulmini, agli animali sopra e sotto il mare, la bellezza e la natura inaspettata del pianeta ispira e impressiona attraverso questo video. Il filmato "Shot on iPhone" è stato girato in nove Paesi in tutto il mondo, ognuno dei quali mostra un lato magnifico della natura. Apple ha commissionato a un gruppo di registi professionisti di Camp4 Collective, meglio conosciuto per il documentario vincitore del Sundance Film Festival "Meru", di catturare la Madre Terra in tutta la sua gloria su iPhone XS.

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Autore: Redazione - 18/04/2019


Automazione e voce sintetica: la prima sperimentazione è di Citynews

La domanda che si è posta Citynews è stata: come trasformare in audio un flusso di più di 40.000 notizie al mese, ovvero quasi 1.500 al giorno? “Farlo con il classico speakeraggio con voce umana con questa mole di contenuti sarebbe stato impossibile da un punto vista di efficienza, ma soprattutto poco coerente con il nostro impegno di coniugare la tradizionalità del giornalismo con l’animo innovatore che contraddistingue da sempre la nostra Azienda” - dichiara Walter Bonanno, Direttore Generale del Gruppo. Passi da gigante “La voce sintetica ha fatto passi da gigante – aggiunge Fernando Diana, CEO Citynews - e oggi è disponibile un vero e proprio linguaggio SSML (Speech Synthesis Markup Language) che permette di dare dettagli alla voce sintetica per ogni singola parola di un testo, istruendo il software su applicazione di enfasi, pausa, accento, espansione di acronomi, disambiguazione dell’omografo.” “Il team R&S di Citynews – annuncia Luca Lani, CEO del Gruppo – ha sviluppato una piattaforma proprietaria editoriale che utilizza gli avanzati algoritmi di rete neurale di deep learning e artificial intelligence per sintetizzare il testo in una varietà di voci. La piattaforma si interfaccia con tutte le più recenti piattaforme di TTS (Text-to-Speech) in particolare Google WaveNet, Polly di Amazon, Watson di IBM.” Integrare le tecnologie “Il goal – continua Luca Lani – è quello di integrare le più moderne tecnologie con un intervento della struttura giornalistica: infatti il test di prodotto sta evidenziando che, per quanto la voce sintetica sia ormai quasi indistinguibile, per generare un servizio audio di livello è necessario un lavoro di preparazione di testi specifico che sarà in carico alla struttura giornalistica di Citynews” Fruizione tramite app e mobile “I servizi che si possono creare sono numerosissimi: da Audio TG aggiornati sempre a pochi minuti prima, Audio TG composti su misura in base agli interessi degli utenti, fino a podcast con news iperlocali sul proprio quartiere. La fruizione avverrà tramite app e mobile sito proprietaria, ma anche con parziale distribuzione presso tutte le piattaforme di assistant vocale” – dichiara Fernando Diana. I primi in Italia “Citynews è il primo Gruppo Editoriale a sperimentare in Italia l'automazione e la voce sintetica per la conversione in larga scala di decine di migliaia di contenuti. Il Team Ricerca e Sviluppo di Citynews, guidato da Krzysztof Wasielewski, dopo diversi mesi di studio e lavoro ha iniziato il beta testing del prodotto audio e tra qualche settimana saremo pronti a lanciare il nuovo servizio editoriale a cui si aggiungerà subito dopo quello di advertising” – conclude Walter Bonanno.

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Autore: Redazione - 18/04/2019


Netflix raggiunge quasi il 30% degli abbonamenti globali per lo streaming video. Nel primo trimestre ricavi a +22%

Netflix ha 148 milioni di utenti paganti in tutto il mondo, in crescita del 26% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e in linea con le aspettative degli analisti, secondo l'ultimo bilancio della società di streaming video. Se si aggiungono le prove gratuite agli abbonamenti attivi, il numero sale a 155 milioni di utenti in tutto il mondo. Ma quanto è grande? Gli abbonamenti Netflix sono ancora solo una frazione del numero di abbonamenti alla pay tv digitale globale. Con oltre 500 milioni di abbonamenti nel 2019, tutti i servizi video in abbonamento online - Netflix, Hulu, Amazon Prime Video - insieme rappresentano circa la metà degli utenti della pay tv digitale totale e crescono anche molto più velocemente, secondo IHS Markit. Netflix rappresenta quasi il 30% di tutti gli abbonamenti video in streaming.  In USA rallenta La maggior parte della crescita di Netflix proviene dall'estero, mentre la crescita degli Stati Uniti sta rallentando, reagendo alla crescente concorrenza in un panorama media affollato. Il totale degli abbonamenti internazionali è aumentato del 37% rispetto al primo trimestre dell'anno scorso, mentre gli abbonamenti in USA sono cresciuti solo del 9%. Una frenata in parte imputabile anche all'aumento dei prezzi. Netflix continua la sua corsa nel primo trimestre, ma delude nelle stime per i tre mesi in corso alimentando i timori degli investitori per l'aumento della concorrenza nel settore della tv in streaming, con gli esordi di colossi come Apple e Walt Disney. Preoccupazioni che si riflettono nell'andamento dei titoli a Wall Street: Netflix arriva a perdere nelle contrattazioni after hours fino al 9,3% per poi recuperare. Il primo trimestre si chiude per Netflix con un utile sopra le attese degli analisti: è salito a 344 milioni di dollari dai 290 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. In aumento anche i ricavi, cresciuti del 22% a 4,52 miliardi di dollari. "Non ci attendiamo che gli ingressi avranno un impatto materiale sulla nostra crescita. Riteniamo che ci sia un'ampia domanda per guardare film e Netflix ne soddisfa solo una piccola parte" afferma il colosso della tv in streaming. Netflix ha chiuso marzo con 148,9 milioni di abbonati, più dei 140 milioni che Hbo e Cinemax ne hanno nel mondo. Hulu, disponibile solo negli Stati Uniti, ne ha 25 milioni.

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Autore: Redazione - 15/04/2019


Al via la nuova edizione di Basement Cafè

Basement Cafè, il progetto ideato da Lavazza in collaborazione con Esse Magazine, piattaforma multimediale di riferimento per il mondo del rap italiano, riparte combinando alla musica contemporanea tematiche culturali di interesse per i più giovani. Nella sua nuova veste, diventa un vero e proprio luogo di confronto per le generazioni di oggi supportato da CHILI, piattaforma OTT, che ne ha curato la distribuzione. Il confronto Informazione, ambiente e creatività, sono questi i temi scelti da Lavazza per 3 puntate speciali con protagonisti alcuni tra i rapper e i cantanti di maggior successo che dialogheranno con personalità di spicco, quali il giornalista Enrico Mentana, lo scienziato Stefano Mancuso e il disegnatore ZeroCalcare. Ogni puntata monografica vedrà la conduzione d’eccezione di Antonio Dikele Distefano, giovane scrittore di romanzi di successo e autore della serie, che coinvolgerà gli ospiti in una chiacchierata inusuale e stimolante. Altri 4 episodi Accanto alle puntate speciali, che vedranno il cantante Mahmood ed Enrico Mentana, per un'istantanea dell'Italia di oggi, il rapper Rancore e Stefano Mancuso sul tema del futuro dell’ambiente, Kaos e ZeroCalcare sulla creatività all’epoca dei social, sono previsti 4 episodi che ospiteranno i più acclamati idoli della musica contemporanea come Noyz Narcos e Luchè, J-Ax e Nina Zilli, Ernia e Rkomi, Mondo Marcio e Bassi Maestro. Anche su YouTube, su Esse Magazine e CHILI Tutte le puntate saranno distribuite sui canali YouTube, sul sito ufficiale di Esse Magazine e sulla piattaforma CHILI, e saranno supportate da una pianificazione sui media più tradizionali. La produzione di Basement Cafè è a cura di Blue Joint.

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