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YouTube, ecco cos’è la famigerata demonetization

La piattaforma vuole dare più valore ad alcuni annunci video; e nascono le prime tensioni con gli youtuber

Content creator sul piede di guerra con YouTube? Se ne parla in America dove negli ultimi giorni Re/Code ha portato all’attenzione il fenomeno della “demonetization”, dovuto alla strategia della piattaforma di valorizzare alcuni annunci video, diminuendo il numero degli stessi. L’obiettivo è quello di rendere più appetibile l’inventory, segnalando anche preventivamente quei contenuti che non sono advertising-friendly, come rivelato dall’azienda stessa. Il problema, però, è che YouTube si nutre dei contenuti degli youtuber e che gli youtuber si nutrono della pubblicità sulla piattaforma. Cosa succede se i loro canali non ospitano più annunci? A raccontarlo è stato Philip DeFranc, che ha segnalato come i suoi contenuti non ospitino più pubblicità e pubblicato il video “YouTube Is Shutting Down My Channel”. Per cercare di placare la querelle, YouTube ha fatto sapere che solo l’1% dei “partners video” per cui vende pubblicità sono stati toccati da questo cambio di policy. Una scelta ragionevole se la si guarda lato YouTube: così gli inserzionisti potranno conoscere dove vanno a finire i propri soldi, anche se l’impatto dovrà essere ridotto, con piattaforme come Instagram e Snapchat pronte a portare a casa propria le star del digitale. In attesa di sapere quali sono gli effetti di Google Preferred, soluzione che risponde parzialmente a questo tema, consentendo a brand e agenzie media di veicolare pubblicità solo sui canali più amati e a maggiore performance. Secondo eMarketer, quest’anno YouTube dovrebbe fatturare poco più di 5 miliardi, un dato in crescita di circa il 20% sull’anno scorso, anche se cifre ufficiali non esistono.