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Yahoo, il closing con Verizon è atteso per giugno; superate le attese nell’ultimo bilancio ‘indipendente’

È stato rilasciato martedì sera nell’indifferenza generale l’ultimo bilancio della storica internet company Usa, in attesa dell’integrazione con Aol sotto l’ombrello di Oath

È passato in sordina, nel mezzo del chiasso scatenatosi intorno alla F8 developer conference di Facebook, quello che è stato l’ultimo bilancio di Yahoo per come lo conosciamo.

La prima notizia è che la società ha fornito una nuova informazione sulla vendita a Verizon e sulla successiva integrazione con AOL sotto il nuovo ombrello di Oath, posticipata entro la chiusura del secondo trimestre dell’anno. L’agognata data del closing è stata fissata per giugno, vale a dire l’ultimo mese disponibile rispetto ai precedenti annunci ufficiali. Oath – giuramento in inglese – fungerà da parent per i brand di AOL e Yahoo, e gli obiettivi del suo comandante Tim Armstrong sono molto ambiziosi.

La seconda notizia è che per il secondo trimestre consecutivo Yahoo ha superato le attese degli analisti, ma le tiepide ripercussioni sul titolo, invariato nelle contrattazioni after hour, sono il chiaro riflesso di come i fari siano puntati su giugno, quando anche Marissa Mayer, amministratore delegato negli ultimi cinque anni, dirà addio alla storica compagnia che si ribattezzerà in Altaba mentre gli asset internet dell’azienda passeranno finalmente nelle mani di Verizon.

Venendo ai risultati, i ricavi di Yahoo, al netto dei costi di acquisizione traffico, sono stati pari a 833,8 milioni di dollari. Il fatturato lordo è cresciuto a 1,33 miliardi, con gli stessi costi di acquisizione traffico lievitati a 494 milioni. Il risultato netto è stato positivo per 99 milioni, a fronte di un eguale perdita (-99 milioni) registrata nel corso del pari periodo del 2016.

Le entrate dalla voce Mavens – indicatore per racchiudere l’andamento di mobile, native, social e video –  sono incrementate del 36% a 529 milioni di dollari. In particolare il mobile ha fatto sentire il suo contributo, allargando il giro d’affari del 58,5% a 412 milioni. Gli introiti search sono aumentati a 745 milioni per via di un cambiamento nella presentazione dei risultati. A parità di perimetro decrescono del 10%. Il numero di Paid Clicks è sceso del 12% in relazione al primo trimestre del 2016, mentre il Price-per-Click è cresciuto del 10%. In ambito display, le revenue si sono attestate a 456 milioni (-2%), il numero di annunci venduti è incrementato del 2%, mentre il prezzo è rimasto stabile.