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YouTube verso un nuovo approccio per la brand safety sul programma Google Preferred

Secondo indiscrezioni di Bloomberg, la società video starebbe preparando una strategia a metà tra competenze umane e intelligenza artificiale per il suo speciale programma, dopo l’ultimo caso riguardante la star Logan Paul

Dopo il caso di Logan Paul, riportato da DailyNet di venerdì scorso, che ha comportato l’esclusione della star di YouTube dal programma Google Preferred e dalle serie originali pensate per il servizio a pagamento Red, la piattaforma video più grande al mondo sarebbe pronta a cambiare approccio per garantire con maggior decisione la brand safety al suo interno. Lo rivela Bloomberg, citando fonti anonime a conoscenza dei fatti, secondo cui, per Google Preferred, YouTube utilizzerà un mix di expertise umane e machine learning per assicurare che gli spot pubblicitari siano associati solo a contenuti di qualità. Google Preferred è un’iniziativa con cui la società di Mountain View vende spazi video a prezzi più elevati, garantendo però un legame con canali molto amati e seguiti dal pubblico. E soprattutto safe.

Mix di competenze e machine learning

In sostanza si tratta di un altro tentativo al fine di dare una chiara risposta alla industry, scossa dalla circolazione di contenuti su YouTube che coinvolgevano terroristi e dall’ultimo episodio riguardante Logan Paul, proprietario di un canale da quasi 16 milioni di iscritti, che ha pubblicato un video con il corpo di un giovane ragazzo giapponese morto suicida, scatenando polemiche in tutto il mondo. Ora YouTube utilizzerà l’intelligenza artificiale, insieme a risorse umane – la società ha detto di avere 10.000 persone impegnato su questo fronte – per monitorare e segnalare i video inappropriati per una eventuale veicolazione pubblicitaria.

L’apprezzamento di Google Preferred

“Abbiamo sviluppato Google Preferred per supportare i clienti a raggiungere facilmente le audience di YouTube più appassionate e abbiamo registrato una forte spinta l’anno scorso con un numero record di marchi – ha spiegato un portavoce di Google via mail -. Come abbiamo già detto di recente, stiamo discutendo e raccogliendo feedback dai nostri brand partner riguardo alle modalità attraverso cui offrire loro maggiore sicurezza su quello che comprano agli Upfront”.