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Cookie, Ue potrebbe passare a un inedito modello opt-in

Secondo il Financial Times l’attuale sistema opt-out potrebbe subire modifiche, con conseguenze rilevanti per la filiera

L’Unione europea è pronta a introdurre nuove restrizioni sulle modalità di tracciamento online attraverso i cookie. Lo rivela il Financial Times, che è entrato in possesso di un documento contenente una inedita proposta di legge della Commissione ancora soggetta a eventuali modifiche che dovrebbe essere resa nota nelle prossime settimane.

Le nuove regole riguarderanno sia gli Over the Top sia i browser e i vari siti online e la differenza più importante rispetto all’attuale sistema sarà legata ai processi con cui un qualsiasi attore digitale richiede ai propri utenti di poter accedere al loro comportamento di navigazione.

Un tema molto caro a tutta la filiera della pubblicità digitale, i cui impatti sarebbero rilevanti visto che l’impianto di pianificazione è sorretto proprio dalle informazioni ricavate dalle azioni in rete in un contesto sempre più data-driven. E che cambierebbe la configurazione di come tutta l’offerta genera ricavi dalle proprie attività online.

In altre parole il sistema dei cookie potrebbe passare dall’attuale modello “opt-out” a un altro “opt-in”, all’interno del quale, per abilitare il tracciamento, diverrebbe necessario ricevere un consenso esplicito da parte dei consumatori.

Lo stesso tema è stato affrontato da un articolo di Reuters, secondo cui il braccio esecutivo dell’Ue dovrebbe apportare delle modifiche relativamente a come gli utenti accettano il tracciamento dei cookie: non più ogni volta che accedono a un sito ma direttamente tramite le impostazioni del proprio browser. Anche il FT ha confermato l’indiscrezione.

E neanche aziende come WhatsApp e Skype sarebbero immuni dalle novità in cantiere a Bruxelles. Ai servizi di messaggistica operativi nel Vecchio continente, infatti, saranno posti gli stessi paletti cui sono soggetti gli operatori telco in materia di confidenzialità delle comunicazioni e di gestione dei dati di localizzazione degli utenti, dopo una serie di pressioni in questo senso.

È un rapporto tormentato quello tra i giganti americani e l’Ue, con quest’ultima impegnata a sorvegliare sempre più da vicino le attività dei primi attraverso nuove regole sulla protezione dei dati e sul copyright.

Negli ultimi mesi, poi, le autorità del vecchio continente hanno presentato nuove accuse a Google, in particolare sul fronte pubblicitario, ad Apple per la tassazione in Irlanda, e hanno stoppato la condivisione dei dati degli utenti WhatsApp con Facebook, annunciata ad agosto al fine di migliorare il targeting e la profilazione dell’audience sul social network.

Chi non rispetterà le nuove condizioni sulla privacy dovrà pagare multe superiori al 4% del fatturato globale.