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È l’anno del sorpasso: negli Stati Uniti il digital supera la tv

La società eMarketer rivede le proprie previsioni con un anno d’anticipo: internet è il re dei media, sulla spinta di mobile e video. Il display è il formato con la quota maggiore

Quest’anno gli investimenti digital in America supereranno quelli televisivi. Si tratta di un traguardo storico per il mercato pubblicitario più grande al mondo, vera e propria fucina dell’innovazione dell’industry pubblicitaria, e non solo. A rivelarlo è eMarketer, che ritocca le sue previsioni di marzo, secondo cui questo shift sarebbe avvenuto solo l’anno prossimo. E, invece, a fine del 2016 il giro d’affari della pubblicità digitale toccherà quota 72,09 miliardi di dollari, contro i 71,29 della televisione. Le porzioni di mercato si attesteranno rispettivamente al 36,8% e al 36,4%, in un contesto in cui l’advertising sul piccolo schermo continua a crescere, sulla naturale spinta delle Olimpiadi e soprattutto delle Elezioni americane, che stando a un recente rapporto di Carat aggiungeranno ben 7,5 miliardi di dollari nelle casse dei proprietari di media americani.

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Una forbice destinata ad allargarsi

 

In ogni caso, la forbice tra i due mezzi è destinata ad allargarsi: l’anno prossimo il digital impennerà a oltre 82 miliardi mentre la televisione si fermerà a poco più di 72 miliardi; e nel 2020, anno in cui termina il forecast di eMarketer, l’online advertising assorbirà 113 miliardi di dollari, con la televisione a quota 77 miliardi. “Fare pubblicità online non significa solo trasferire denaro dai media tradizionali, ma è anche creare nuove opportunità di advertising a livello nazionale e locale”, ha commentato Martín Utreras, analista di eMarketer.

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Mobile e video trainano la crescita del digital

 

La performance di internet è trainata da una serie di fattori, spiega eMarketer, inclusi mobile e video. Solo il mobile, per esempio, incrementerà del 45% a circa 46 miliardi di dolari, ben oltre il 50% della quota dell’online. E nel 2019 il mobile rappresenterà oltre 1/3 della spesa media negli Stati Uniti. Su questo fronte è Google l’asso pigliatutto, con una fetta del 32%, seguito da Facebook al 22,1%. Anche le inserzioni video proseguiranno a crescere a doppia cifra, arrivando a valere 10,3 miliardi quest’anno, al 14,3% della spesa digitale, una percentuale più bassa rispetto all’Italia, dove nel 2015 la quota è stata del 17%. Una menzione particolare va fatta anche al programmatic. Secondo Utreras, infatti, l’automazione della compravendita pubblicitaria sta rendendo l’inventory più accessibile, soprattutto a inserzionisti più piccoli e locali. Inoltre, il focus nei confronti di temi come la viewability, il native e una migliore misurazione, sta attraendo nuovi capitali. In ogni caso il display continuerà a essere il re dei formati fino al 2020. Quest’anno catalizzerà 34,56 miliardi di dollari, leggermente al di sopra della search a 33,28 miliardi. Da questo segmento Facebook si accaparrerà 11,93 miliardi, con Google a distanza di sicurezza a 4,79 miliardi.