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Giorgio Fossa
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Il Sole 24 ORE: ispezione di Consob sui rapporti con Confindustria; risolto il contratto con Infront per la FIGC

L’attività ispettiva mira a verificare se sussiste “direzione e coordinamento” da parte dell’organismo guidato da Vincenzo Boccia nei confronti dell’editore di cui è presidente Giorgio Fossa. L’accordo legato alle sponsorizzazioni delle Nazionali di calcio era relativo al periodo compreso tra 2015-2018

Come riportato anche dallo stesso Sole 24 Ore di sabato scorso, la Consob ha acceso un faro sui rapporti tra Confindustria e Il Sole 24 ORE, di cui controlla la maggioranza e che edita il quotidiano diretto da Guido Gentili. L’authority di Borsa, in base a quanto è stato inserito nella relazione semestrale del Gruppo editoriale, pubblicata giovedì scorso, ha avviato una “verifica ispettiva”, tutt’ora in corso, per chiarire “se la società sia o meno sottoposta a direzione e coordinamento da parte di Confindustria”. L’ispezione ha a oggetto “i contatti, gli accordi intrattenuti e gli scambi intervenuti tra Il Sole 24 ORE, Confindustria e i consulenti di entrambi ai fini dello svolgimento dell’impairment test da parte di Confindustria” sulla quota del 67,5% nel Gruppo editoriale iscritta nei bilanci 2015 e 2016. Nel primo, la partecipazione era contabilizzata a 132,6 milioni di euro, pari a 1,47 euro per azione, a fronte di un valore di Borsa – ricorda il documento – di 0,65 euro al 31 dicembre 2015. L’impairment test aveva evidenziato un valore delle azioni “superiore” ai 132,6 milioni del valore di carico e per questa ragione Confindustria non aveva svalutato. Nel bilancio 2016, approvato lo scorso 16 aprile, dopo l’avvio dell’ispezione, la quota nel Sole 24 ORE è stata svalutata di 63,7 milioni di euro, a 68,9 milioni (pari a circa 0,765 euro per azione). Il valore di Borsa al 31 dicembre 2016, rileva il documento, era sceso a 0,37 euro ad azione mentre, a causa delle perdite, il Sole presentava un patrimonio netto negativo per 11,7 milioni di euro al 5 aprile 2017. Non è la prima volta che viene sollevata la questione del controllo e coordinamento da parte di Confindustria.

Il tema era stato analizzato dal CdA del Sole dopo una denuncia ex articolo 2408 del codice civile presentata nell’ottobre 2016 dall’azionista Marco Pedretti. Un parere legale chiesto al professor Giuseppe Consolo dal collegio sindacale – riporta la relazione dei sindaci all’assemblea dello scorso 7 giugno – non escludeva “l’astratta possibilità” che Confindustria esercitasse la direzione e il coordinamento, ma riteneva “necessaria un’indagine circa la sussistenza di indici di concreto svolgimento” di tale attività. La questione è stata così vagliata dal Consiglio di Amministrazione che, il 16 marzo 2017, ha escluso la sussistenza della direzione e coordinamento sulla base delle risposte offerte da amministratori e sindaci, destinatari di un questionario, in merito ai rapporti con Confindustria. La decisione del CdA non ha però soddisfatto l’organismo di vigilanza, presieduto dall’ex pm Gherardo Colombo, “che ha sollevato perplessità in ordine all’assenza della direzione e coordinamento” chiedendo un ulteriore parere a Consolo sulla “correttezza ed efficacia” del questionario e sugli “esiti conseguenti alle risposte” fornite dai componenti del CdA stesso. Consolo, nuovamente interpellato dai sindaci, ha però chiarito di potersi esprimere solo sugli aspetti giuridici e il CdA ha chiuso la questione – che ora toccherà alla Consob dirimere – lo scorso 26 maggio, escludendo la direzione e coordinamento da parte di Confindustria.

Chiuso il rapporto con Infront per la FIGC

Altra notizia di rilievo che emerge dalla relazione semestrale è che “Infront e il Sole 24 ORE hanno convenuto espressamente di risolvere anticipatamente per mutuo consenso il contratto per la raccolta delle sponsorizzazioni di FIGC; è prevista pertanto la cessazione di tutti gli effetti di tale contratto, così come di tutti i diritti e gli obblighi da esso derivanti, all’atto dell’accettazione da parte di FIGC. Il Sole 24 ORE si è impegnato a corrispondere a Infront: l’importo – forfettario, fisso e non ripetibile – pari a 3.000.000 di euro oltre IVA a titolo di corrispettivo per la risoluzione anticipata; e l’importo – forfettario, fisso e non ripetibile – pari a 1.000.000 oltre IVA a titolo di rimborso di costi che Infront è tenuta a sostenere nel corso del 2018 in esecuzione del contratto”. Quest’ultimo aveva valore, infatti, per il quadriennio tra il 2015 e il 2018 e si basava su un minimo garantito di 57 milioni di euro.