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Programmatic, cresce l’utilizzo nel b2b: in aumento i budget per l’account based marketing

Secondo una ricerca di Dun & Bradster, il 63% degli inserzionisti b2b sta già comprando o vendendo in programmatic, e il 41% del campione prevede di spendere anche di più nel 2019

Il programmatic advertising sta sbloccando una serie di opportunità per l’account based marketing, e stando alle opinioni degli esperti gli interssi e gli investimenti stanno crescendo. Una ricerca di Dun & Bradster ha scoperto che il 63% dei marketer b2b sta già comprando o vendendo in programmatic, e il 41% del campione prevede di spendere anche di più nel 2019. Il più grande fascino sta nell’abilità di raggiungere account specifici, e le persone dietro questi account, attraverso ads che raccontano una storia in sequenza attraverso il percorso dei buyer. Per esempio, un buyer potrebbe essere raggiunto da un’inserzione con che mira all’awareness e, successivamente, da una serie di ads che restituiscono informazioni più dettagliate su un prodotto o un brand. Infine arriva la creatività con l’intento di chiudere la vendita. Secondo la ricerca, il 48% dei marketer b2b ha già provato questo tipo di personalizzazione delle inserzioni e ne ha intravisto un grosso potenziale. L’idea è che, sotto la guida sempre più efficace del funnel, i marketer saranno in grado di accelerare la velocità di esecuzione spostando i budget a seconda delle performance degli specifici account. Ed è già il 46% di loro ad aver messo in pratica questo tipo di ottimizzazione in real time.