ABBONATI

Mediaset: approvato il bilancio del 2016; attesa lieve crescita dell’adv nel primo semestre 2017

Autore: S Antonini


Vivendi ha disertato l’assemblea dei soci di ieri, che ha varato il piano di buy back; Confalonieri: «non rinunciamo ad azioni legali»; e Berlusconi: «Vogliamo l’esecuzione del contratto»

Vivendi diserta l’assemblea di Mediaset nonostante detenga il 28,8% delle quote e quasi il 30% dei diritti di voto. La società francese non si è presentata, ieri, a Cologno Monzese, dove i soci del Biscione si sono ritrovati per approvare il bilancio 2016 e, tra l’altro, per dare il via libera al piano di buy back al fine evitare il superamento delle soglie dell’Opa da parte degli azionisti di maggioranza. L’esercizio 2016, come ha ricordato il presidente Fedele Confalonieri, è stato profondamente compromesso dallo scontro con l’azienda di Vincent Bolloré. La perdita consolidata di 294,5 milioni di euro registrata l’anno scorso «è in massima parte ascrivibile proprio al conflitto con Vivendi», ha detto Confalonieri, che ha generato oneri straordinari per un totale di circa 341,3 milioni di euro «ed è un dato esogeno nella nostra storia aziendale, come contiamo di dimostrarvi nel corso del prossimo esercizio.

Inoltre, entro il 2020, come da piano industriale, prevediamo un miglioramento del risultato operativo per 468 milioni di euro rispetto al 2016». Confalonieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni sullo stato attuale dei rapporti con Vivendi, ma ha sottolineato come l’azienda francese abbia rivelato la propria natura di «raider finanziario» nel tentativo di impossessarsi di Mediaset «entrando dalla porta di Premium», e poi come, con il «tentato take over ostile», abbia distrutto «il valore potenziale dell’aggregazione tra i due gruppi».

Confalonieri rivendica la legittimità della reazione di Mediaset e conferma la volontà di proseguire nelle azioni legali contro Vivendi. A tal proposito, il vice presidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi conferma che l’obiettivo delle cause intentate contro i francesi «non è il risarcimento. Noi vogliamo l’esecuzione del contratto», vale a dire quello dell’8 aprile 2016 relativo alla cessione di Mediaset Premium. Oltre alla causa intentata a seguito della rottura del contratto, è in corso una seconda «che è la conseguenza di ciò che è avvenuto dopo, a partire dall’acquisto delle nostre azioni».

Pier Silvio Berlusconi
Il “nodo” pay tv

Dopo aver recuperato il controllo di Premium, di cui Mediaset oggi detiene il 100%, torna in casa anche l’operatività che, per oltre sei mesi, è rimasta ferma a causa del “commissariamento” da parte di Vivendi. Con il nuovo management e il nuovo amministratore delegato Marco Leonardi, gli sforzi dell’azienda si concentrano sulla ristrutturazione del business model, per riportare i conti in equilibrio. Sull’andamento di questi ultimi, la vicenda Vivendi peserà ancora nel 2017, anche se si attende un miglioramento già da quest’anno.

«Stiamo lavorando per perseguire un margine migliore - dice Berlusconi - più che per fare abbonati e ricavi a tutti i costi». Sui piani di sviluppo delle attività pay grava, però, l’interrogativo diritti del calcio. Serie A, Champions ed Europa League saranno ancora per una stagione appannaggio di Mediaset, poi, dal 2018 al 2021, le gare europee passeranno a Sky. «Sulla Champions abbiamo fatto un’offerta superiore a quella della volta scorsa. Non è bastato, ma per noi era la cifra giusta - ha detto Confalonieri -. Per quanto riguarda la Serie A non abbiamo partecipato perché la composizione dei pacchetti era inaccettabile, come abbiamo detto sia alla Lega, sia all’Antitrust».

E Berlusconi: «Intanto, nella prossima stagione offriremo le partite delle otto migliori squadre di Serie A e la Champions. L’offerta per quest’ultima era giusta e coraggiosa, ma gli altri hanno offerto troppo. Al momento non ci sono elementi per parlare di un accordo di scambio diritti con Sky, ma tutto è possibile, l’abbiamo già fatto in passato con benefici per entrambi. Per il Campionato vedremo in autunno con la nuova asta. Noi saremo coerenti con il nostro piano, con un approccio opportunistico, ma cercheremo anche di dare agli abbonati la migliore offerta possibile».

E se Mediaset non dovesse aggiudicarsi nemmeno i diritti della Serie A, «cosa che non ci auguriamo e che riteniamo difficile», il piano industriale già prevede l’adozione di un modello di distribuzione di contenuti alla Infinity o Netflix. Sull’apertura a un accordo sui diritti della Serie A da parte di Carlo Cattaneo, a.d. di Telecom, il commento è: «Perché no, se si trattasse di un accordo che fa gli interessi di entrambi. Comunque non ci sono dialoghi concreti».

I capisaldi del business e le prospettive future di Mediaset

Come annunciato dal piano industriale al 2020, le attività di Mediaset in questo triennio si concentreranno in primo luogo sul rafforzamento della leadership nella raccolta pubblicitaria detenuta su più piattaforme: tv, radio e digitale. «Il mercato del primo semestre è difficilissimo da capire - dice Pier Silvio Berlusconi -, purtroppo sta andando peggio del previsto nella sua globalità. Ad aprile c’è stato un calo complessivo del 2,7%. Per quanto ci riguarda, stiamo andando bene, conquistiamo quote e pensiamo di chiudere con un piccolo segno positivo».

L’a.d. di Publitalia, Stefano Sala, conferma: «Penso che a giugno il mercato pagherà la mancanza di grandi eventi che invece hanno caratterizzato la stagione l’anno scorso. Noi registriamo un mese di maggio positivo e un giugno anche migliore, chiuderemo il semestre con un segno più, seppur piccolo». I fronti su cui il Gruppo sarà impegnato nel prossimo triennio sono, in primo luogo, le attività televisive generaliste che rimangono il core business dell’azienda. Inoltre, il broadcaster lavorerà sull’integrazione e il potenziamento delle attività radiofoniche, nonché sulla produzione di contenuti italiani - per i quali sono previsti investimenti in aumento - e internazionali, in collaborazione con Mediaset Spagna e altri broadcaster europei.

A questo proposito, Mediaset annuncia l’ingresso in Media Broadcaster Alliance, che riunisce i principali broadcaster europei. Grazie a questa appartenenza, Mediaset ha realizzato il network multichannel Studio71 (con ProSiebenSat1) e la sales house europea EBX, nata per intercettare i budget pubblicitari digitali con l’obiettivo di scardinare il duopolio Facebook-Google. Inoltre, l’azienda ricorda che il suo network digitale, con 22 milioni di utenti unici al mese, è il terzo dopo gli Ott prima citati. Sul fronte tv non lineare, a fine anno verrà lanciata la nuova piattaforma gratuita di distribuzione video, sostenuta dalla pubblicità, che si affiancherà a Infinity. Mediaset è anche impegnata in attività di lobbying a livello europeo per la costituzione di un digital market continentale, e l’asimmetria normativa tra i broadcaster e le video sharing platform.

Confalonieri ha detto che «Mediaset prosegue con obiettivi di crescita, non si escludono acquisizioni, partnership strategiche e cessioni di attività non core». Infine, Mediaset auspica una razionalizzazione del settore delle torri di trasmissione. «Troppe tower company in Italia, e tutte quotate - dice Confalonieri -. Sulla fusione con Rai Way ci ha fermato il Governo perché ha stabilito che la maggioranza deve essere pubblica. Noi siamo disponibili a ragionare con altri operatori per fare operazioni capaci di creare valore». Per quanto riguarda il futuro del Tg5 e il possibile trasferimento da Roma a Milano, Berlusconi afferma: «Nel nostro piano ci sono ipotesi di efficientamento. Stiamo vedendo tutto ciò che si potrà fare. Ma sul Tg5 non è stata presa alcuna decisione».

I risultati dell’assemblea

Nonostante qualche osservazione puntuta da parte di alcuni soci, l’assemblea ha approvato il bilancio 2016 con una maggioranza del 98,5% e ha anche approvato la copertura della perdita di esercizio per 150.985.000,54 euro mediante l’utilizzo parziale della riserva straordinaria. Inoltre, l’assemblea ha affidato a Deloitte & Touche le attività di revisione legale per gli esercizi dal 2017 al 2025. Il nuovo collegio sindacale è composto da Mauro Lonardo (lista minoranza investitori istituzionali), presidente; Ezio Maria Signorelli e Francesca Meneghei (lista maggioranza Fininvest), sindaci effettivi; Stefano Sarubbi (lista minoranza), Riccardo Perotta e Flavia Daunia Minutillo (lista maggioranza) sindaci supplenti.

Le principali osservazioni sono arrivate dal fondo Amber Capital, socio al 2,5%, che ha contestato a Mediaset una seniority elevata nel management e nella composizione del personale, con costi troppo alti che comprometterebbero la competitività dell’azienda in un contesto nuovo digitale come quello che si sta affermando. In particolare, Amber ha sottolineato le perdite accumulate negli ultimi quattro anni: 500 milioni circa a livello complessivo, 250 escludendo l’eccezionalità del 2016 (vicenda Vivendi, ndr) e 900 solo in Italia. A queste osservazioni, Berlusconi risponde: «Ogni stimolo è benvenuto, ma alcune critiche non le condividiamo. Parleremo con Amber, già lo facciamo e lo faremo sempre più». Via libera anche al piano di buyback di azioni proprie fino al 10% del capitale sociale. In assemblea erano presenti 428 azionisti, per il 51,68% del capitale, di cui il 39,5% è detenuto da Silvio Berlusconi tramite Fininvest, mentre Vivendi ha il 28,8%. Mediaset detiene il 3,79% di capitale proprio. Approvata, infine, anche la relazione sulla remunerazione.


Tag:

img
incarichi e gare

Autore: Redazione - 24/04/2024


KFC Italia sceglie KIWI come nuovo partner per la gestione dei social

Si arricchisce di una collaborazione di grande valore il 2024 di KIWI che, a partire da questo mese, è ufficialmente il nuovo partner per la gestione dei canali social di Kentucky Fried Chicken Italia, l’iconica e leggendaria catena di fast food specializzata in pollo fritto. La unit di Uniting Group, scelta da KFC a seguito di una gara, assume l’ownership dei canali Meta (Facebook e Instagram, con l’obiettivo di aprire anche Threads), LinkedIn e TikTok del brand. “La vittoria parte innanzitutto da una ricerca approfondita sul tone of voice. Abbiamo identificato nell’autenticità, nella schiettezza e nella boldness, che da sempre appartengono al brand, degli ottimi punti di partenza per rivolgerci alla GenZ e ai Millennial che sono il pubblico per eccellenza di KFC. Si tratta di un brand unico e amatissimo in tutto il mondo, con un prodotto e degli asset di comunicazione inconfondibili e potenzialità social ancora parzialmente inespresse in Italia”, afferma Andrea Stanich, Direttore Creativo Esecutivo di KIWI, Part of Uniting Group.  La strategia L’attenzione di KIWI sarà molto concentrata sulla crescita e sul coinvolgimento sempre maggiore della community. Anche i lanci, le promo, le aperture, i servizi e le innovazioni tecnologiche saranno comunicate senza perdere di vista l’intrattenimento. Una gestione del community management informale e diretta contribuirà ad alimentare il dialogo quotidiano con gli utenti. “Una parte rilevante del piano social di KFC - prosegue Federica Pasqual, COO di KIWI e Freshhh, Part of Uniting Group - sarà costituita da contenuti video originali agili e veloci, che ci piace definire ‘snackable’. Oggi più che mai è fondamentale affiancare i nostri brand partner intercettando le opportunità di comunicazione e i trend in modo istantaneo; questo, nel day by day, viene facilitato dalla collaborazione con la unit Freshhh, nata inizialmente come spin-off di KIWI, realtà che può contare, dall’ultimo quarter del 2023, su uno spazio produttivo dedicato”.  Dieci anni di pollo fritto in Italia KFC, società del gruppo Yum! Brands, è leader mondiale nel settore dei ristoranti che servono pollo fritto. Nato oltre 70 anni fa e presente in Italia da 10 anni, il brand ha avuto nel nostro Paese una crescita che l’ha portato oggi a 87 ristoranti in 15 regioni, con l’obiettivo di arrivare a 100 locali entro la fine dell’anno. Il gusto unico del pollo fritto di KFC si deve al Colonnello Sanders, fondatore del brand e inventore dell’Original Recipe, la ricetta che contiene un inimitabile mix segreto di erbe e spezie e che ancora oggi viene preparata come una volta nei ristoranti di Kentucky Fried Chicken. “Cercare ogni giorno di costruire una relazione sincera e coinvolgente con il nostro target di riferimento rappresenta uno degli obiettivi principali per i prossimi anni, forse la chiamerei una missione. La GenZ è la nostra audience, vogliamo rivolgerci loro in maniera diretta e convincente - afferma Marzia Farè, Chief Marketing Officer di KFC in Italia -. La scelta dei temi, dei canali, del linguaggio e il tono di voce da adottare diventano pertanto ogni giorno più cruciali; vorremmo esser riconosciuti come contemporanei e autentici e credo che la collaborazione con KIWI possa davvero esser l’occasione giusta per far un passo ulteriore di crescita in questa direzione. Il team KIWI che ci affiancherà è pieno di energia e voglia di fare, abbiamo le premesse migliori per far bene e divertirci”.

LEGGI
img
spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

LEGGI

Resta connesso con il nostro network

Vuoi conoscere meglio i nostri prodotti? Indica la tua email per riceverli in promozione gratuita per 1 mese. I dati raccolti non verranno commercializzati in alcun modo, ma conservati nel database a uso esclusivo interno all'azienda.

Inserisci la tua mail

Cliccando “INVIA” acconsenti al trattamento dei dati come indicato nell’informativa sulla privacy