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Il Media Rating Council pronto a regolare la viewability su mobile

Pubblicato in Usa un documento che pone gli stessi standard del desktop

Il Media Rating Council (MRC) è pronto a definire la viewability di un annuncio mobile. E l’associazione è intenzionata a considerare allo stesso modo la pubblicità su desktop e mobile, eccetto che per un tema di non poco conto: il newsfeed. È quanto si evince da un documento diffuso nei giorni scorsi, che per adesso rimane una bozza che sarà definitiva per la fine del mese, termine entro cui possono l’intera filiera può mandare dei contributi utili alla stesura della versione definitiva.

George Ivie
George Ivie

Le poche sicurezze e le tante questioni in sospeso
L’MRC ha affermato che un annuncio mobile rispetta gli standard di viewability quando è visualizzato oltre il 50% dei pixel per oltre un secondo per la display e per più di due secondi in ambio video. Ci sono alcuni temi che, però, sono stati evidenziati dall’MRC: su tutti il newsfeed. Per ora, infatti, l’associazione ha detto che gli annunci all’interno del newsfeed verranno trattati allo stesso modo di quelli del mobile web e delle app e che si riserverà di decidere in futuro, sulla base delle reazioni e delle valutazioni del mercato. L’argomento è molto interessante, perché la maggior parte della raccolta mobile è appannaggio di società come Facebook e Twitter, che veicolano la pubblicità proprio sui rispettivi newsfeed. Un ulteriore passo in avanti compiuto dall’associazione riguarda proprio gli annunci in-app: non è più necessario che questo tipo di pubblicità venga caricato al 100% per considerare visto un annuncio. Questo perché è mutato il modo con cui consumatori e l’industry interagiscono con i contenuti mobile e le indicazioni precedenti non sono dunque più rilevanti. In questo caso l’MRC ha deciso di privilegiare l’esperienza utente. Sul tema è intervento George Ivie, ceo ed executive director dell’MRC, che ha evidenziato come risolvere la questione della viewability in-app sia cruciale, perché la maggior parte del traffico su smartphone e tablet riguarda proprio questo tipo di piattaforme. “Non vorrei dire che tutti siano pronti per questo, ma ci sono tante persone che richiedono standard”, ha detto Ivie. “Non penso che queste metriche rimarranno stabili”, ha poi concluso.