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Per le campagne crossmedia bisogna abbandonare la vecchia concezione

I canali vanno studiati con una mentalità diversa, senza replicare lo standard televisivo. Gestendo bene tutti i mezzi, si arriva a raggiungere una incremental reach del 6%

Nella fitta agenda della giornata, DailyNet è riuscito a incontrare Jeremy Arditi, svp international di Teads, per fare un punto sulla capacità di integrare i mezzi digitali in campagne crossmedia capaci di portare un valore ulteriore al brand e una reach più estesa e completa. «Quando si pensa alla user experience di solito ci si ferma al modo di intenderla tradizionale. Ma gli utenti mobile sono meno pazienti di quelli desktop, per via del contesto in cui si trovano e della modalità di utilizzo del device. Non vogliono essere costretti a vedere adv e quindi installano gli adblocker. Aprendo così nuovi challenge». Tra cui una rivisitazione della visione dei media, che non dev’essere suddivisa in silos, ma concepita come un unicum. «Quando pensiamo a come unire desktop e mobile è necessario soffermarsi sulla user experience, mettendo dunque al centro l’utente», continua Arditi. “Discutendo di integration con alcuni advertiser, in molti hanno espresso il desiderio di fare campagne integrate tra tv e digital. La prima cosa da sottolineare è che una percezione storica del video adv è sbagliata, perché l’estensione televisiva non cattura più gli utenti. Il nostro focus è creare una nuova area sulle pagine, attraverso i formati che offriamo. In questo modo c’è una grande opportunità di raggiungere utenti su larga scala senza perdere qualità, l’incremental reach registrata in diversi mercati raggiunge circa il 6%. Ma è importante che i brand propongano una creatività coinvolgente fin da subito. I contenuti devono essere forti dall’inizio, innanzitutto perché i formati non sono più 30” ma 15, e poi bisogna tener conto del fatto che spesso su mobile il volume è disattivato. Alcuni brand, come Capital One, sono riusciti a giocare in modo molto efficace con questa eventualità. I nostri formati video registra un brand uplift molto forte, e un completion rate più alto di quello di Facebook. Inoltre adesso stiamo mettendo a disposizione lo spazio riservato ai formati inRead per campagne banner. Alcune molto belle sfruttano la parallasse. In questo modo offriamo uno spazio per riprendere l’utente che ha concluso la visualizzazione di un video attraverso una diversa creatività, posta in un ecosistema di contenuti di qualità e in un contesto in cui l’utente è concentrato», spiega Arditi.