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GroupM, tv e stampa pagheranno la Brexit

La sigla rivede al ribasso le proiezioni annuali per il mercato britannico. Ma il digital non è toccato dal referendum

Se per Zenith la Brexit avrà un impatto nell’ordine di 70 milioni di sterline l’anno sul mercato pubblicitario inglese in termini di mancate revenue, per GroupM questo valore potrebbe essere più alto. È quanto prevede l’ultimo forecast della sigla, ripreso dal Guardian, secondo cui l’emorragia del settore dovuta all’uscita dalla comunità europea potrebbe superare i 200 milioni di sterline.

 

Brexit colpisce soprattutto tv e stampa

A pagare le conseguenze del referendum, su cui si sono espressi diversi protagonisti del mondo della pubblicità nazionale e internazionale, saranno soprattutto la tv e la stampa. Il piccolo schermo incrementerà il giro d’affari del 2,6% contro i 7,1% preventivati lo scorso novembre. Per quanto riguarda il giro d’affari della stampa le perdite saranno del 12% al posto del 6% previsto sempre a novembre. In questo senso il clima di congelamento degli investimenti sta affliggendo soprattutto gli editori tradizionali, alle prese con difficoltà di monetizzazione anche del web.

 

Il mercato Uk rimane comunque solido

In ogni caso GroupM fa notare come, nonostante il taglio delle stime da una crescita complessiva del 7,2% a una del 6,3%, il mercato pubblicitario britannico rimane tra i più solidi. Sarà, infatti, uno a maggiore crescita, arrivando a raccogliere oltre 17 miliardi di sterline quest’anno. La ricerca, condotta prima del risultato che ha sancito l’uscita della Uk dalla comunità europea, segnalava possibilità di recupero in caso di risultato contrario.

 

Non tutto il male vien dal Brexit

La holding media di Wpp indica però come le conseguenze del Brexit non sono le uniche a impattare sulla crescita del mercato. Export debole, tasse in aumento e rallentamento della crescita dei salari, sono alcuni degli indicatori presi a esempio dalla società. Che precisa: il digital non è assolutamente affetto dal Brexit. Il settore, infatti, crescerà del 14,5% a 8,8 miliardi di sterline, con le stime in rialzo rispetto a novembre.