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Sir Martin Sorrell ceo di WWP
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Fuga degli investitori dalle piattaforme di Google: anche WPP e Havas prendono provvedimenti

Dopo che il governo britannico ha invitato la internet company a “spiegare come intenda garantire la qualità del servizio”, i principali inserzionisti hanno deciso di sospendere i propri annunci spalleggiati dalle holding della comunicazione

Brand come The Guardian, L’Oreal, e le organizzazioni finanziate dal governo del Regno Unito come il Ministero degli Interni, la BBC, e la Royal Navy, hanno tutti sospeso la loro pubblicità su YouTube dopo aver scoperto che i loro annunci erano apparsi accanto a contenuti indesiderati. Il governo britannico ha invitato Google a “spiegare come intenda mantenere l’alta qualità del servizio richiesta del governo per conto dei contribuenti”. Google ha ammesso in un suo post blog che può “fare un lavoro migliore” sulla sicurezza dei brand, impegnandosi ad aggiornare le sue politiche e gli strumenti per dare ai brand maggiore controllo sul posizionamento dei loro annunci.

WPP

L’amministratore delegato di WPP Martin Sorrell ha detto a Business Insider che il recente boicottaggio di YouTube da parte degli inserzionisti avvalora la sua visione che Google ha bisogno di assumersi la responsabilità di una media company. Sorrell – le cui agenzie di pubblicità hanno speso circa 5 miliardi di dollari sui siti di Google lo scorso anno – ha detto:“Ho sempre detto che Google, Facebook e altre società internet hanno le stesse responsabilità di qualsiasi altra società media. Non possono mascherarsi da aziende di tecnologia, soprattutto quando erogano annunci pubblicitari. GroupM, che ha sempre sostenuto ogni iniziativa del settore per elevare gli standard della catena di fornitura dei media digitali, sta parlando con i loro proprietari per incoraggiarli a trovare le risposte a questi problemi di sicurezza. E nello stesso tempo, continua a consigliare ai clienti di utilizzare tutti gli strumenti di sicurezza a disposizione per mitigare questi rischi”. GroupM ha anche detto che un “sistema infallibile al 100% potrebbe non essere possibile” quando si tratta di piattaforme in cui il contenuto è generato dagli utenti. Ma “sarebbe opportuno che Google fosse esplicito circa il problema affrontato dagli inserzionisti in termini di impatto dei contenuti indesiderati sulla loro reputazione e di essere chiaro con il suo pubblico che non fosse il brand a sostenere tali contenuti”.

Paul Frampton ceo di Havas Group

Havas

Anche Havas Group UK ha sospeso gli investimenti dei suoi clienti su YouTube e il Display Network di Google. L’amministratore delegato e country manager Paul Frampton ha detto a The Drum di avere un obbligo di garanzia nei confronti dei brand. Il gigante della pubblicità ha detto di aver preso la decisione per conto dei propri clienti britannici come O2, Royal Mail, BBC e Domino. Ma non sottrarrà investimenti agli annunci verificati di Google Search. Havas ha detto che la sua mossa è stata una diretta conseguenza del fatto che Google non è stata in grado di fornire rassicurazioni e garanzie sui loro contenuti video o display. Havas ha detto che la sospensione degli investimenti proseguirà fino a quando Google non sarà in grado di fornire gli standard che i suoi clienti si aspettano. “I nostri team stanno lavorando con i brand per selezionare partner alternativi verificati e garantiti”, ha detto Frampton. In conclusione, Google – così come Facebook – sta affrontando la crescente richiesta dei marketers su questioni come la trasparenza e le frodi pubblicitarie. Entrambi hanno ceduto alle verifiche di terze parti negli ultimi mesi, introducendo controlli e in alcuni casi anche i dati migliorati promessi ma non hanno ancora convinto i principali investitori su dove esattamente i loro investimenti media vengano collocati.