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Facebook cambia strategia: non pagherà più gli editori per utilizzare Live

Secondo Re/Code il team della piattaforma è impegnato a promuovere una visione qualitativamente alta del formato video, per inserire clip più lunghe e premium nei nostri newsfeed

Facebook starebbe cambiando approccio nei confronti degli editori in materia di video, virando da una strategia fortemente incentrata sul live streaming verso un approccio più articolato. Il social, infatti, sta chiedendo agli editori di produrre filmati più lunghi e di maggiore qualità da veicolare sulla piattaforma. E, secondo Re/Code, il gigante californiano potrebbe non rinnovare i contratti commerciali attraverso cui incentiva i publisher a utilizzare lo strumento Facebook Live. Come sempre, dalla sua la piattaforma può contare sul suo enorme pubblico e sui relativi dati in possesso.

Niente rinnovo con gli editori?

Dunque, quei 50 milioni sborsati per convincere BuzzFeed, Daily Mail e altri grandi nomi dell’editoria mondiale a servirsi di Facebook Live, saranno risparmiati. Il tema più importante riguarda le opportunità di monetizzazione degli editori su piattaforme terze, e sulla compagnia di Zuckerberg in particolare. Instant Articles consente di generare ricavi, con la maggior parte degli editori che preferisce appoggiarsi a Facebook Audience Network sfruttando le funzionalità di targeting. In ambiente video sono stati condotti solo dei test, ma Facebook sembra volersi muovere nella stessa direzione con il lancio degli annunci video su Instagram Stories e voci sempre più insistenti sull’eventualità di inserire il formato mid-roll sui live streaming della piattaforma.

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Facebook strizza l’occhio ai budget televisivi

Ricky Van Veen è il manager che guida il team preposto a tastare il terreno con gli editori. L’obiettivo è quello di portare sul newsfeed video di qualità e attrarre i budget televisivi. Fino a oggi editori e celebrità non sono stati in grado di generare ricavi dal live streaming – al di fuori di quelli legati tramite accordi con la piattaforma.

I video più lunghi sono formati appetibili per broadcaster e case cinematografiche e di produzione, ma non è ancora chiaro se anche in questo caso ci sarà una spinta economica. Si tratta di un segnale strategico: Facebook sta ampliando i suoi orizzonti verso filmati di qualità rispetto al solo live streaming.

Troppi costi per gli editori

Tuttavia il denaro investito da Facebook non sarebbe sufficiente a giustificare gli sforzi redazionali nella produzione di filmati premium. Ecco perché il rinnovo dei contratti non è poi così sicuro. Il New York Times, per esempio, ha all’attivo un team di sette persone operativo nel campo di Facebook Live. Vox, l’editore che detiene il controllo di Re/Code, è partner del programma Facebook Live mentre BuzzFeed è quello che riceve più soldi, ben 3 milioni di dollari.

Re/Code conclude dicendo che i publisher continueranno a produrre video per Facebook, ma il rischio è che gli sforzi si facciano meno intensi. D’altra parte a oggi gli editori non sono ancora capaci di monetizzare pienamente i propri live, ma le audience sono su piattaforme terze. E per raggiungerle è necessario e giusto adeguarsi.