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Facebook avvia discussioni con il Media Rating Council in relazione alle metodologie di misurazione

L’organo è pronto ad accertare la validità delle metriche del social network dopo la serie di errori svelata dalla società e afferente a poco meno di una decina di indicatori

Facebook ha avviato delle discussioni con il Media Rating Council (MRC) in merito alla possibilità di verificare le metodologie delle metriche di misurazione del social network, dopo l’ammissione di diversi errori in materia da parte della società di Mark Zuckerberg. Come dichiarato ad AdAge da David Gunzerath, associate director & senior VP dell’MRC, Facebook non ha ancora deciso se entrare nel programma di accreditation dell’organo americano, ma ci sono stati contatti per sondare la volontà del colosso di farlo.

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Non c’è dubbio che una eventuale certificazione di Facebook sarebbe una prova di trasparenza e verificabilità nei confronti di un mercato scosso da una serie di annunci in cui il social ha denunciato errori per poco meno di una decina di indicatori per la reportistica di agenzie, editori e inserzionisti.  A oggi Facebook collabora con comScore, Integral Ad Science, Moat e Nielsen ma non consente pieno accesso ai suoi preziosissimi dati. comScore lavora su Instant Articles mentre le altre firme si occupano di accertare altre metriche. La società ha manifestato la necessità di aprire a nuovi operatori e al contempo di intavolare un dibattito aperto, approfondito e costruttivo sui temi della misurazione attraverso la costituzione di un Council globale e delle relative declinazioni locali.

A onor del vero l’MRC, che non si occupa direttamente di misurazione, è da tempo impegnata per chiedere al mercato una maggiore trasparenza e ha aumentato la stretta anche con servizi come Snapchat e YouTube. A inizio autunno, l’associazione è arrivata a sospendere il proprio riconoscimento a una metrica desktop di DoubleClick for Publishers e sta lavorando con Google per ripristinare al più presto la certificazione.  A questo punto la certezza è una sola: l’industry ha bisogno di più trasparenza e di enti super partes preposti al vaglio delle metriche e della loro affidabilità e validità.