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Google, vittoria con il fisco francese: non pagherà 1,1 miliardi di tasse arretrate

La sentenza del tribunale amministrativo parigino dà ragione al colosso californiano che gongola. Ma le autorità transalpine assicurano di essere pronte a ricorrere in appello

Google segna un’importante vittoria sul fisco francese, in un periodo davvero travagliato per il colosso americano, condannato dall’antitrust europeo a pagare una sanzione di 2,4 miliardi di euro per l’abuso di posizione dominante di Google Shopping. Al contempo i fari di Bruxelles su Android, per cui secondo alcune indiscrezioni stampa sarebbe in arrivo un’altra multa record, e su AdSense.

L’accusa

Tornando in terra transalpina, i giudici del tribunale amministrativo di Parigi hanno deciso che il gigante calfiorniano non dovrà versare nemmeno un centesimo degli oltre 1,1 miliardi di tasse che il fisco francese ha chiesto alla società relativamente al periodo 2005-2010.

L’accusa delle autorità francesi a Google è quella di aver creato un sistema in grado di aggirare il fisco fatturando in Irlanda, dove i regimi di tassazione sono più vantaggiosi, ipotesi peraltro già avanzata da diversi colleghi di altri Paesi europei.

Il giudizio

Tuttavia secondo i giudici Google France non aveva, al tempo, i mezzi necessari per realizzare servizi pubblicitari nel Paese, dovendosi appoggiare obbligatoriamente alla filiale irlandese. In altre parole nel Paese Google non aveva forza sufficiente per operare in autonomia rispetto all’Irlanda. Inoltre in Francia non sono presenti i server di Google, un altro fatto ritenuto importante in sede di giudizio. La procedura non dunque è giustificata, visto che le regole dell’OCSE indicano che un’azienda deve pagare le tasse nel Paese in cui gode di un insediamento stabile e questo non corrisponde alla situazione di Google in Francia. L’inchiesta era partita nel 2015 ed era rimasta segreta prima che emergessero delle indiscrezioni a mezzo stampa l’anno successivo.

Le reazioni alla sentenza

Google ha risposto positivamente alla sentenza, sottolineando come il suo modus operandi sia conforme alle regole francesi e dei Paesi in cui è attivo. Le autorità francesi hanno invece assicurato che ricorreranno in appello. In Italia il colosso ha di recente trovato l’accordo con il Fisco, in base a cui il gigante pagherà 306 milioni di tasse arretrare all’Agenzia delle Entrate.