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Elli Papadaki lascia il FT per essere head of programmatic di Vogue

Condé Nast non aveva mai nominato un leader specializzato in tecnologia programmatica per una singola testata

Elli Papadaki ha lasciato il suo ruolo di global head of programmatic del Financial Times per assumere un incarico simile (di recente creazione) in Vogue, in linea con l’obiettivo del suo editore Condé Nast International di rafforzare il rendimento della pubblicità utilizzando l’adtech. Papadaki ha fatto il suo ingresso nel FT nel 2005 come responsabile delle vendite, passando rapidamente attraverso diversi ruoli di guida di divisioni vendita e pubblicità. Dopo una breve pausa in Celtra nel 2014 come direttore commerciale dell’agenzia, è rientrata nel FT a gennaio dello scorso anno come primo global head of programmatic. Nel giro di sei mesi, l’editore ha sostenuto di generare lo stesso rendimento dalla inventory di annunci venduti tramite adtech di quella della pubblicità venduta in modo tradizionale e diretto. Papadaki, infatti, ha preso alcune decisioni importanti sull’uso dell’adtech nel FT, come la scelta di evitare la tecnologia di header bidding (senza dubbio una delle grandi tendenze del 2016) a favore di un approccio strategico più a lungo termine.

Il commento di Condé Nast
La nomina di Papadaki a Vogue “sottolinea l’importanza” del programmatic per l’editore, ha detto Jamie Jouning, digital director di Condé Nast, e fa parte del suo “costante impegno a fornire una proposta commerciale digitale best in class ai partner pubblicitari globali di Vogue”. L’arrivo di Papadaki segue la nomina di Evan Adlman, avvenuta a febbraio dello scorso anno, come responsabile del programmatic presso la sede statunitense di Condé Nast, la prima posizione dedicata al metodo di acquisto automatizzato. L’ingresso di Papadaki segna anche la prima volta in cui Condé Nast ha nominato un leader programmatico per una singola testata.