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Vincenzo Cosenza: sono 2,5 mln gli user in Italia di Snapchat

Secondo l’esperto di marketing, il valore non è entusiasmante, se rapportato all’anno scorso e se confrontato con i tassi di utilizzo di altri Paesi dell’area europea

Dopo aver comunicato le stime sull’utenza italiana di Instagram, Vincenzo Cosenza ha pubblicato una nuova analisi con focus su Snapchat. L‘app di social networking fondata da Evan Spiegel può contare su 2,5 milioni di utenti nel BelPaese, un dato che per Cosenza non può certo dirsi “entusiasmante”, a maggior ragione se si rapporta con lo stesso anno, quando si attestava a 2 milioni di user. E se si confronta con altri Paesi: per esempio, “in Spagna, dove la popolazione internet è inferiore a quella italiana, Snapchat raggiunge 4 milioni di individui. La Francia, che ha una popolazione simile alla nostra, ha la più alta presenza di Snapchatter del continente: 17,5 milioni”.  I dati forniti dall’app in occasione dell’ultima trimestrale ci dicono che le persone che lo utilizzano quotidianamente a livello globale sono 188 milioni. Il Nord America è la regione leader per utenti, seguita dall’Europa.

Snapchat in Italia

Secondo i dati pubblicati da Cosenza, “il 60% degli italiani su Snapchat sono donne (1,5 milioni) mentre gli uomini coprono il restante 40% (1 milione).  Questa è la prima peculiarità del servizio, visto che su Instagram si ha una leggera prevalenza delle donne, mentre su Facebook accade l’opposto. La seconda peculiarità riguarda la prevalenza dei teenager dai 13 ai 18 anni che rappresentano il 39% degli iscritti italiani. Né in Instagram, né in Facebook si riscontra questa situazione, anche se stiamo parlando di circa 1,1 milione di ragazzi”, spiega l’esperto di social media marketing sul suo blog. Il target 19-24 conta per il 39% della popolazione dell’app, seguito da 25-29, al 13,5%.I 30-35enni sono solo il 4% mentre tutti gli altri sono il 10,5% (da notare che il sistema non fornisce dati sui più anziani e ciò è un’ulteriore conferma della sua focalizzazione sul pubblico giovane)”.  La tesi di Cosenza è che le aziende affini a un target giovane come quello di Snapchat debbano iniziare a coglierne le potenzialità, mentre se il social non rappresenta uno strumento strategico o non si dispone delle risorse adeguate, allora occorre concentrarsi su altre piattaforme.