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Mattel, a Cinestudio la gara per la campagna Barbie Fiat 500

Le parole del nuovo direttore marketing Andrea Ziella sulle strategie natalizie, ma anche sul 2019 nel quale si festeggeranno i sessant’anni anni dell’iconica bambola, che intanto presenta il modello ispirato a Samantha Cristoforetti. Budget stabile con Carat

Qualcuno si stupirà ed esclamerà “Sembra ieri?!”. Eppure, il prossimo 9 marzo, con una quasi coincidenza temporale con una nota giornata celebrativa, Barbie festeggerà i suoi primi 60 anni. Un 2019 che quindi si aprirà e si chiuderà nel segno della bambola più iconica e desiderata, per la quale Mattel sta studiando un piano ricco, i cui punti focali dovrebbero essere pronti poco prima di Natale, guarda caso il momento topico non solo dell’azienda ma di tutto il mondo del giocattolo.

Mudec

Nel mentre, in una rara mattinata milanese votata alla pioggia, la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze Mattel ha organizzato un evento all’interno del Mudec nel quale ha presentato un altro modello femminile, Samantha Cristoforetti – pilota, ingegnera, astronauta, la prima donna italiana presente negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) – per continuare a dimostrare alle bambine che possono essere tutto ciò che desiderano. La conferma della missione del brand: dare valore al potenziale illimitato delle bambine, affinché siano consapevoli di poter raggiungere qualunque traguardo desiderino per il loro futuro.

Samantha Cristoforetti
Dream Gap

Il modello ispirato a Samantha Cristoforetti e il proseguimento della campagna #MoreRoleModels rappresentano due delle tante iniziative che Barbie perseguirà nel corso del prossimo anno in occasione del suo 60esimo anniversario. Ieri è stato lanciato a livello globale un nuovo progetto chiamato “Dream Gap Project”, il cui obiettivo sarà quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità.

Declinazione digital e social

Il progetto Dream Gap si giova di una campagna, partita tre giorni fa in Usa che avrà una declinazione digital e social. E a proposito di comunicazione, cosa sta escogitando per le prossime settimane l’azienda? Guarda caso all’evento milanese era presente anche il nuovo marketing manager del gruppo, Andrea Ziella, reduce da una lunga esperienza nella filiale sudafricana del marchio: «Mattel non è solo Barbie ma anche Fisher Price e Hot Wheels, tre brand in procinto di finire sotto l’albero di Natale, periodo sul quale verrà investito il 60% del fatturato».

Le campagne

«La celebre bambola potrà contare su due novità, Fiat 500, un modello gestito con la casa automobilistica e Barbie Pizzeria, ma non dimenticherà due evergreen come la Casa e il Camper. Le campagne saranno pianificate da Carat su Tv kids e digital, e avranno il sostegno dell’attività degli influencer. La Fisher Price, un marchio non legato ad alcuna stagionalità, essendo indirizzato ai bambini da 0 a 3 anni, conta anch’essa su due novità: la linea Robotino e Rockit, oltre ai classici Zebra Wlaker e la Giostrina. La veicolazione sarà digitale, con alcuni investimenti televisivi anche sui canali generalisti. Anche per Hot Wheels due news: il garage e la linea Valentino Rossi, panificazioni su canali Kids, su digital e attività influencer», racconta Ziella.

Andrea Ziella
Le agenzie

Come si muove Mattel sul fronte delle scelte creative e pubblicitarie? «Solitamente si tratta di creatività ideate internamente con asset globali e riadattate. Ma possono nascere anche progetti specifici e in quel caso il gruppo indice delle gare che vengono definite prima di Natale e della pausa estiva, come accaduto per Barbie Fiat 500, la cui campagna è stata prodotto e ideata da e con Cinestudio. Il 2019 però sarà necessariamente differente, con i 60 anni di Barbie che rappresenteranno il nostro grande focus, tra tv, digital e molti eventi». E gli investimenti? «Oggi sono flat, come del resto quelli dell’intero mercato dei giochi, classicamente altalenante e dominato dai fenomeni. L’anno prossimo invece non poco cambierà anche sul fronte degli investimenti. Sia come sia, la tv pesa il 70%, il rimanente è da suddividere tra il preminente digital e gli eventi».