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AOL taglia il 5% della forza-lavoro e si riorganizza

La società ha annunciato un piano di tagli. Il focus ora è su video, mobile e dati

Anche AOL ridimensiona la sua forza-lavoro tagliandone il 5%, pari a circa 500 posti, dopo assunzioni per 1.500 persone nel corso degli ultimi dodici mesi, principalmente per effetto dell’accordo di matrice pubblicitaria con Microsoft e dell’acquisizione di Millennial Media. Un’altra big della Silicon Valley, dunque, dopo Yahoo e Twitter, decide di ottimizzare i costi del lavoro. La notizia è stata riportata in anteprima da alcune testate tra cui Business Insider e Re/Code, per poi essere confermata dall’azienda stessa e da TechCrunch, portale di proprietà proprio di AOL, che ha diffuso l’email inviata allo staff in cui sono stati comunicati i licenziamenti. Non è ancora chiaro se i tagli potrebbero riguardare l’Italia, dove il team locale è guidato dal managing director Christina Lundari.

Focus su video, mobile e dati

Secondo alcune fonti il team di vendita diretta della società sarebbe stato sensibilmente colpito dai tagli. I licenziamenti fanno parte di un piano di ristrutturazione societario, che sarà pienamente effettivo a partire dall’anno prossimo e vedrà un focus in tre aree: video, mobile e dati. L’obiettivo del ceo Tim Armstrong è ovviamente quello di migliorare la redditività, soprattutto in vista dell’integrazione con Yahoo, un altro tema di grande rilevanza per il futuro peraltro caratterizzato da diverse incognite. Armstrong ha assicurato che tali licenziamenti non hanno niente a che vedere con Yahoo. In ogni caso, è probabile che anche l’organico della società di Sunnyvale venga ridotto una volta integrato con quello di AOL. “Il miglior modo per crescere è governare il cambiamento”, ha spiegato Armstrong.

Allo stato attuale sono due le braccia di AOL, Media e Platforms. La prima ha a che fare con le properties editoriali come Huffington Post e TechCrunch mentre nella seconda rientrano le tecnologie pubblicitarie. Per Business Insider, i tagli sono stati effettuati per evitare “doppi ruoli” con Yahoo, considerando anche che sia le entrate pubblicitarie sia il team di vendita di Yahoo sono più numerosi rispetto alle controparti di AOL.

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Tim Armstrong

Il futuro di AOL

Al DMexco DailyNet ha partecipato all’intervento di Armstrong in cui il ceo ha delineato la strategia di Aol per i prossimi anni. Primo obiettivo è raggiungere un’audience di 2 miliardi di persone entro il 2020, target nelle corde della società soprattutto dopo l’acquisizione di Yahoo e in virtù delle ambizioni in terra cinese. “Spero di svegliarmi tra tre anni e poter dire: abbiamo dei prodotti killer, mobile first e usati quotidianamente, un ad network della massima qualità e un pacchetto di brand collegati e ben distribuiti”, aveva detto in quell’occasione. A livello di ricavi gli obiettivi di AOL sono forse ancor più ambiziosi: secondo alcune indiscrezioni Armstrong vorrebbe portare il fatturato a 20 miliardi di dollari, dai 2,7 generati l’anno scorso (stima New Street Research).