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Caffeina: «I social media non servono solo per contenuti editoriali, ma hanno impatto su tutto il funnel»

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Sarà questo il tema portante del workshop che Tiziano Tassi, Ceo e Founder della sigla, terrà oggi a IAB Forum, alle 16:30, in sala Amber 1, portando a conferma le case history di Zymil, Santàl, Estathé e Nivea. «Racconteremo dell’efficacia del lavoro sulle piattaforme social, dall’awareness al sell out», dichiara a DailyNet

Si sono aperti stamattina i cancelli di IAB Forum, l’immancabile appuntamento del settore pubblicitario in cui si tirano le somme su ciò che è stato fatto durante l’anno, per quanto riguarda numeri e trend. Tra i protagonisti c’è anche Caffeina, che racconterà attraverso un workshop (oggi alle 16:30 in sala Amber 1) la possibilità di creare attraverso i social network un impatto reale sul business. Attraverso le piattaforme social è possibile lavorare su tutto il funnel, dall’awareness alla conversione, e sarà dimostrato attraverso la presentazione di quattro case history di cui saranno protagonisti Zymil, Santàl, Estathé e Nivea. Tiziano Tassi, CEO e Founder di Caffeina, ha anticipato alcuni temi del workshop a DailyNet.

Durante il suo intervento parlerà della ricaduta reale dei social network sul business. In che termini tratterà questo argomento?

Vogliamo lanciare una sfida ai professionisti de marketing sull’utilizzo dei social media. Ad oggi, sono visti come canali su cui declinare contenuti editoriali, ma raramente ad essi vengono affidati reali obiettivi di business. Noi dimostreremo come invece per alcuni brand siamo stati in grado di lavorare a tutti i livelli del funnel, dall’awareness all’impatto sulle vendite in store.

Quali parametri usate per determinare il reale impatto di una campagna social sulle vendite? E quali metriche adottate?

Se vogliamo avere un impatto reale, per la valutazione dei risultati le metriche classiche dei social non sono sufficienti. Bisogna accostare a questi dati anche metriche di marketing. Noi, per esempio, utilizziamo diversi metodi, come studi esterni per valutare l’impatto delle campagne su un consumatore, ad esempio statistiche sul brand uplift prodotte da Nielsen e Google. Ci avvaliamo anche di ricerche di mercato e modelli econometrici sviluppati dai dipartimenti marketing research interni alle aziende con cui lavoriamo e che loro stesse hanno utilizzato per valutare le campagne. In ultimo, calcoliamo l’impatto al sell out. Qui non siamo più nel campo della statistica, ma ci addentriamo in test controllati che uniscono dati di vendita, di campagna e di marketing per valutare la reale efficacia delle attività.

Presenterete quattro case history per sostenere la vostra strategia di utilizzo dei social. Su cosa vi concentrerete?

I quattro esempi mostrano come si lavora a ogni livello del funnel. Il caso di Estathé sarà un esempio su come lavorare sull’awareness al livello più alto del percorso d’acquisto, le attività di Zymil invece si sono concentrate su campagne relative all’awareness di brand e prodotto. Poi, scendendo nel funnel, racconteremo della collaborazione con Santàl, per cui abbiamo sviluppato attività legate alla consideration di prodotto con l’obiettivo della vendita. Infine, sarà il momento di Nivea, per cui ci siamo posti l’obiettivo diretto del sell out.

IAB Forum è un’occasione per riassumere ciò che è successo durante l’anno nel mercato digitale. Quali sono state per lei le tendenze principali?

Credo che si stia consolidando, o addirittura rafforzando, l’idea di tecnologia come abilitatrice. Inoltre, va sottolineato che gli utenti stanno cambiando le abitudini di consumo della rete. Per esempio, passano molto più tempo sui social e hanno una sempre maggiore consapevolezza dei mezzi che utilizzano. Spendono diversamente il proprio tempo online, quindi è fondamentale saper intercettare le nuove modalità di usage e i nuovi momenti di picco. Il mercato deve sapere interpretare queste tendenze e abbracciare le novità, come i voice assistant. Infine, rimane molto forte il video, specialmente su mobile.


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incarichi e gare

Autore: Redazione - 17/04/2024


VEKA Italia affida il rebranding a Gruppo Icat: dalla strategia alle declinazioni above e below the line

Semplicità e memorabilità: queste le due parole chiave attorno alle quali Gruppo Icat ha pensato bene di costruire il percorso di rebranding per VEKA Italia, leader del mercato mondiale nel settore della produzione di profili per serramenti in PVC, un gruppo che a livello internazionale opera attraverso le sue 46 sedi distribuite in ben quattro continenti. Quello dei serramenti rappresenta, infatti, un mercato particolarmente complesso e ricco di competitor, contesto all’interno del quale fare la differenza con una comunicazione in grado di arrivare al pubblico in maniera chiara e diretta rappresenta una tappa fondamentale. Il DNA razionale di VEKA, il suo know-how, la sua affidabilità costituiscono d’altro canto il potenziale attraverso cui l’azienda può fornire - ed essere essa stessa - la risposta perfetta ai bisogni del consumatore italiano, in un background valoriale che le permette di essere riconosciuta in tutto il mondo per la sua qualità, sicurezza e fiducia. Un potenziale scandito dalla stretta collaborazione con Icat, a cui già da tempo è stata affidata la comunicazione del marchio, in maniera sempre più ampia, coordinata e completa. La comunicazione A partire dal 2021, Gruppo Icat ha ideato per questo cliente campagne di comunicazione integrate - che si sono aggiudicate premi di settore tra cui due importanti riconoscimenti Mediastars - basate sul concept “La Migliore Vista sull’Italia”, elevando la comunicazione di marca e ponendo l’accento sugli aspetti emotivi e tecnici dei serramenti del network di esperti artigiani italiani che utilizzano i profili firmati VEKA, un brand che è la sintesi della tecnologia tedesca e dell’artigianalità Made in Italy. All‘interno del piano di comunicazione l’idea è stata poi declinata nella campagna multisoggetto OOH e DOOH, in cui gli infissi si presentano come la cornice perfetta e inaspettata per mostrare le viste più iconiche del nostro Paese. Attraverso questa strategia comunicativa, VEKA ha iniziato a rivolgersi in maniera diretta e trasparente al consumatore finale, per mostrare senza mezzi termini la qualità e la longevità dei propri prodotti; oggi la multinazionale è pronta per compiere un ulteriore e importante passo, rendendo ogni Premium Partner, oltre che un garante della costante qualità con cui VEKA si mostra alle persone, un vero brand ambassador dal punto di vista valoriale e professionale. Si tratta infatti di un marchio di fabbrica che, sin dalle sue origini, ha saputo collocare e diffondere nel mondo del design la propria value proposition, imperniata prima di tutto su Made in Italy, artigianalità e tailor made, gli stessi valori condivisi da tutti i partner VEKA. I commenti “Essere scelti e riconfermati dai clienti per guidare la loro comunicazione a 360° è per noi sempre un onore, ancor prima che un onere - spiega Claudio Capovilla, Presidente Gruppo Icat -, soprattutto nelle fasi salienti dell’evoluzione di un marchio che sono le più delicate e importanti sotto molteplici punti di vista. Per questo abbiamo pensato di partire dall’essenza di questo brand, indiscusso protagonista nel mondo dei serramenti, e del suo bagaglio valoriale, per sfrondare l’approccio comunicativo rendendolo essenziale e diretto. Siamo partiti da qui per elaborare il nuovo logo, rinnovare l’imprinting grafico e conferire freschezza agli stilemi narrativi, che andremo poi ad adattare a tutti gli strumenti di comunicazione online e offline”. Graziano Meneghetti, Direttore Commerciale VEKA Italia, aggiunge: “Il momento di svolta che stiamo vivendo all’interno del mondo VEKA testimonia il fervore che ha sempre caratterizzato il brand sin dalle sue origini e che fa parte del nostro DNA, perché la nostra è un’azienda in continua evoluzione, capace non soltanto di plasmarsi in base alle mutevoli esigenze del mercato ma anche di diventare un vero e proprio leader del cambiamento. Una capacità di innovazione che trova espressione in una fitta rete di partner altamente professionali con cui condividere i valori che ci identificano. Un network d’eccellenza che, da oggi, diventa ‘Veka Premium Partner’ su tutto il territorio nazionale. Stiamo progettando un futuro ricco di novità, di cui questa rappresenta soltanto l’inizio”.  

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spot

Autore: V Parazzoli - 09/04/2024


Lorenzo Marini Group firma “Il divino quotidiano” di Amica Chips, con una versione più “rispettosa” in tv e una più trasgressiva sui social

È on air la nuova campagna tv Amica Chips, realizzata, dopo aver vinto la relativa gara, da Lorenzo Marini Group, che propone una comunicazione fuori dagli schemi tradizionali con un linguaggio ironico, forte e trasgressivo, destinato a colpire un target giovane non abituato a messaggi “televisivi tradizionali” ma a stilemi narrativi social. Non a caso, dello spot sono state approntate una versione più “provocante” appunto per i social e una più rispettosa di un target tradizionale per la tv, con planning sempre di Media Club. Il film Le protagoniste dello spot sono delle novizie, riprese in fila sotto al chiostro del monastero mentre si apprestano ad entrare in chiesa. In sottofondo si sente la musica dell’“Ave Maria” di Schubert, eseguita con l’organo che accompagna questo ingresso. Le novizie sono in fila verso l’altare e la prima sta per ricevere la comunione dal prete celebrante…In quel momento si sente il suono della croccantezza della patatina, un “crunch” amplificato in perfetto sincrono con il momento in cui la prima novizia ha ricevuto l’ostia. Le altre in fila, al sentire il “crunch”, sorridono divertite e guardano nella direzione da cui proviene il rumore “appetitoso e goloso” della patatina croccante. La Madre Superiora infatti è seduta in sagrestia e, rilassata in un momento di pausa, sta mangiando con gusto le Amica Chips prendendole da un sacchetto che tiene in mano. Pack shot con le patatine Amica Chips e in super appaiono logo e claim di campagna “Il divino quotidiano”. Obiettivi e target L’obiettivo principale della comunicazione è quello di riaffermare il ruolo da protagonista di Amica Chips in comunicazione, da sempre protagonista di campagne forti e distintive con un tono da leader, per aumentare la percezione del suo valore di marca e consolidare la sua brand awareness. La campagna, che vuole sottolineare l’irresistibilità del prodotto ed esaltare la sua croccantezza superiore, sarà sviluppata con un sistema di comunicazione integrato teso a massimizzare l’impatto e la copertura di un target 18–54 anni, con particolare focus per la parte più giovane (18-35) sui canali digital e social. Un target che, in chiave psicografica viene descritto come composto da persone che nella loro vita ricercano ironia, divertimento e simpatia e che hanno un atteggiamento sociale aperto ed evoluto, con una ricerca continua di uscita dagli schemi convenzionali. Il messaggio vuole esprimere, con forte ironia “british”, un contenuto di prodotto legato al momento dello snack e, attraverso una descrizione iperbolica e provocante, esprimere il valore della croccantezza irresistibile della patatina Amica Chips. Si vuole rappresentare, in modo palese e senza fraintendimenti di tipo religioso, una situazione “chiaramente teatrale e da fiction”, tratta da citazioni del mondo ecclesiastico già abbondantemente trattate nella cinematografia mondiale, nelle rappresentazioni teatrali e nella pubblicità. Lo spot 30” verrà programmato sulle reti Mediaset, Cairo e sulle CTV, oltre che sui canali digitali. Il commento «Le patatine sono una categoria mentale compensativa e divertente – spiega Marini a Dailyonline -.. Hanno bisogno di comunicazioni ironiche, giovani e impattanti. L’area semantica della serietà è noiosa, funziona per prodotti assicurativi o farmaceutici. L’area del divertimento e della giocosità si sposa benissimo invece con questo settore». Credits Direzione creativa: Lorenzo Marini Copywriter: Artemisa Sakaj  Planning strategico e direzione generale: Ezio Campellone Account service: Elma Golloshi Casa di produzione: Film Good Executive producer: Pierangelo Spina Regia: Dario Piana Direttore fotografia: Stefano Morcaldo Producer: Sara Aina Musica: “Ave Maria” di Schubert – esecuzione di Alessandro Magri  

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